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Kingsman – Il Cerchio d’Oro: la nostra recensione

L'apparenza inganna. Lo sa bene la divisione italiana di 20th Century Fox che nel 2015 si scontrò con un pubblico deluso e profondamente insoddisfatto. Kingsman – Secret Service, il lungometraggio diretto e prodotto da Matthew Vaughn, aveva attratto il pubblico sbagliato, trasformando il film in un flop clamoroso. La pellicola ispirata al fumetto di Mark Millar, che aveva come uomo-locandina Colin Firth, sembrava dedicata ai fan di James Bond, a coloro che si aspettavano un lungometraggio d'azione tutto sommato serio e composto. E così il film attirò nelle sale, con un po' di incertezze, un pubblico più maturo e assolutamente impreparato alla vera natura del film.

Kingsman – Secret Service era sì un sano portatore dello charme inglese, ma sotto il cappotto nascondeva un'anima decisamente più irriverente ed esplosiva, perfetta per giovani ed adolescenti in cerca di un passatempo entusiasmante ed adrenalinico.

20th Century Fox sembra però pronta al riscatto. Kingsman – Il Cerchio d'Oro, sequel di Secret Service, cerca di dichiarare fin da subito le sue intenzioni con una locandina decisamente meno tradizionale: Taron Egerton, l'attore che interpreta il protagonista, abbandona il cappellino da baseball del primo film per indossare un'elegantissima giacca arancione, un mix tra la classe tipica del gentiluomo brittanico e la personalità giovane e sbarazzina di Eggsy.

Ma, messi da parte questi dettagli, varrà la pena andarlo a vedere?

La regina dello spaccio

Kingsman – Il Cerchio d'Oro ci scaraventa subito in medias res. Non ci da tempo di respirare e di capire cosa diamine succede. Presto però realizzerete una verità importante: il quartiere generale della Kingsman, l'agenzia di spionaggio privata per cui lavora Eggsy, è sotto attacco e, per scoprirne il motivo, i sopravvissuti dovranno attraversare l'Oceano Atlantico e chiedere aiuto alla Statesman, la loro controparte statunitense.

Tranquilli però: questo non significa che l'azione si sposta sul suolo americano. La storia, avvicente e tachicardica seppure a tratti prevedibile, porta gli spettatori anche nel Bel Paese e nel cuore della giugla, dando la giusta varietà all'incessante azione e agli svariati scontri armati.

Tanti poi i personaggi che si susseguono sullo schermo. Abbiamo il ritrovato Harry (Colin Firth) e il suo rapporto paterno con Eggsy, ma anche il fedelissimo Merlino, il Whiskey di Pedro Pascal (divenuto ormai famossimo grazie a Narcos), la Ginger di Halle Berry e il Tequila di Chunning Tatum. Un cast d'eccezione che però non si traduce in una pellicola altrettanto eccezionale. Tranquilli però, la colpa non è degli attori ma dello spazio a loro dedicato. Per fare posto agli scontri, agli inseguimenti e agli immancabili giochi di seduzione Matthew Vaughn ha volutamente sorvolato sui personaggi, preoccupandosi di dare un po' di profondità solo a qualcuno di loro.

Tra tutti però spicca in maniera prepotente Poppy, il nuovo antagonista. Interpretato da una sempre brillante Julianne Moore, il cattivo di turno è tanto affascinante quanto inquietante, un mix unico tra genio e follia capace di dare vita ad impero della droga senza precedenti e di creare qualcosa che somiglia più ad una setta che ad una classica organizzazione criminale.

Meno inglese, più americano

L'ambientazione e l'antagonista non sono però le uniche novità di questo seguito. Ad essere diverso infatti è l'approccio generale. Mentre Secret Service era molto più britannico nell'animo, ispirato ad un'eleganza tutta bondiana seppur affiancata ad una storia da teen movie, Kingsman – Il Cerchio d'Oro sembra prendere spunto più dai grandi film di spionaggio americano. Ci sono più scontri a fuoco, più esplosioni e una generale propensione all'esagerazione. Il risultato è un lungometraggio assolutamente godibile, adrenalico e pensato per tenervi costantemente sulle spine. Insomma, James Bond tende ad essere un lontano ricordo.

Il film punta quindi su un pubblico più giovane, desideroso di un po' di sana azione e capace di apprezzare una storia quasi da videogame. Alla pratica infatti Il Cerchio d'Oro ha davvero poco da invidiare ai moderni sparatutto.

Prima però di correre al cinema a vederlo, accettate un consigl io: recuperate il primo film della serie. Renderà la visione del sequel decisamente più interessante.

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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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