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La recensione di Monster Hunter Stories 2 Wings of Ruin: un mostro per amico

Il nuovo RPG di Monster Hunter ci porta a caccia di uova di mostro

L’uscita di Monster Hunter Stories 2: Wings of Ruin è ormai imminente e noi di Tech Princess abbiamo avuto l’occasione di giocare il nuovo RPG Capcom in anteprima. Stories 2 aveva un compito piuttosto gravoso sulle sue spalle: riuscire a catalizzare l’attenzione dei fan su di sé nonostante si tratti di uno spin off molto lontano dai ritmi serrati della serie principale. Senza ulteriori indugi buttiamoci quindi nella nostra recensione di Monster Hunter Stories 2 Wings of Ruin, per scoprire se il titolo ci ha convinti.

Monster Hunter Stories: di cosa stiamo parlando?

Prima di parlare nello specifico di Stories 2, ritengo opportuno spiegarvi un minimo come nasce la serie Stories di Monster Hunter. Questo Spin Off della serie principale vede la luce nel 2016 su Nintendo 3DS e rappresenta la prima (e praticamente ultima) volta che Capcom ha sperimentato nuove formule ludiche applicate ad una delle sue serie di maggior successo: Monster Hunter.

Entrando più nei dettagli, la software house confezionò un JRPG a turni con meccaniche molto simili a quelle già viste in Pokémon e Yokai Watch. La scelta di Capcom non era casuale, dato che questo genere videoludico era molto in voga al tempo. Sotto questo profilo il primo Monster Hunter Stories deve essere sembrato il gioco giusto al momento giusto per il team di sviluppo.

Monster Hunter Stories 2 Wings of Ruin recensione

C’è stato solo un piccolo problema nel piano di Capcom: Monster Hunter Stories floppò clamorosamente a livello di vendite e la maggior parte degli acquirenti del gioco non erano nemmeno costituiti dal target che la compagnia si era prefissata di raggiungere.

Le ragioni dietro il fallimento commerciale di Stories non sono facilmente individuabili, d’altronde tutto sembrava presagire un buon successo e anche le recensioni della stampa furono ottime. Ciò non di meno nel 2017 il gioco migrò verso i dispositivi mobile e da allora non si seppe più nulla del progetto. Almeno fino all’annuncio di Monster Hunter Stories 2 Wings of Ruin.

Monster Hunter Stories 2 Wings of Ruin: la nostra recensione

Dopo quanto spiegato nello scorso paragrafo, capirete che la sola esistenza di Monster Hunter Stories 2 Wings of Ruins è un mezzo miracolo. Un miracolo che suggerisce che Capcom abbia capito, almeno in parte, cosa è andato storto con il lancio del primo capitolo.

E’ quindi con il cuore di un appassionato e la mente di un analista che mi sono approcciato alla recensione di questo titolo, cercando soprattutto di identificare i punti di congiunzione e di diversione rispetto a Monster Hunter Stories. E la prima cosa che salta all’occhio di Stories 2 è il cambiamento nel design di mostri e personaggi.

Monster Hunter Stories 2 Wings of Ruin recensione

La veste grafica del gioco rimane infatti in cell shading, ma questa volta gli sviluppatori hanno optato per dare ai personaggi un aspetto più maturo, decisamente lontano dalle estetiche “chibi” di Stories 1, pensato appositamente per fare leva sulle fasce più giovani. Una scelta che funziona, dato che ora il target di riferimento è più vasto, e che ben si sposa con la maggiore cura dedicata ai vari ecosistemi che visiteremo nel corso della nostra avventura.

La storia di Stories 2

Uno degli elementi di spicco di Monster Hunter Stories 2 però, come suggerisce il nome, è la storia. Sotto questo profilo il gioco ci accompagna in un avventura piuttosto longeva, che personalmente ho impiegato poco meno di 30 ore per portare a termine, un numero che però può aumentare vertiginosamente a seconda di quanto deciderete di sostare nelle varie aree a caccia di uova o per completare le missioni secondarie.

Per quanto riguarda l’intreccio narrativo, invece, ci troviamo di fronte ad un racconto dalla qualità altalenante, anche se non ho mai riscontrato picchi verso il basso. Nel gioco vestiremo i panni di un Rider, degli individui che invece di cacciare i mostri decidono di stabilire un legame con loro attraverso una particolare pietra, cosa che permette loro di sfruttarne le proprietà in battaglia.

Monster Hunter Stories 2 Wings of Ruin recensione

Durante la nostra iniziazione assisteremo ad una migrazione in massa dei Rathalos autoctoni della nostra isola, insieme ad una strana luce rossa capace di far infuriare i mostri. In questo frangente ci verrà affidato un uovo di Rathalos Tagliente, una variant del celebre wyvern, che si dice essere destinata a portare la rovina sul mondo intero. Starà a noi scoprire la verità dietro la leggenda e la verità dietro i bagliori rossi della furia.

Man mano che le nostre vicende si sviluppano ci troveremo di fronte ad alcuni spunti davvero interessanti, che approfondiscono in modo non banale il rapporto tra Rider e Monstie (i mostri compagni). Contemporaneamente però la trama cade vittima di alcune delle ingenuità e dei cliché tipici della saga, soprattutto all’inizio e verso le battute finali dell’avventura.

Monster Hunter Stories 2 Wings of Ruin recensione

Nonostante questo la storia di Stories 2 rimane godibile e se siete fan della saga non mancherà di emozionarvi in alcuni punti chiave che, naturalmente, non vi sveleremo in questa recensione. Per concludere questa paragrafo precisiamo che ci sarebbe piaciuto vedere di più i “soci”, ovvero i personaggi che si uniscono all’inizio di ogni capitolo al nostro party, dato che sono davvero molto interessanti (praticamente tutti arrivati dal primo Stories) ma anche poco presenti nei momenti più importanti della trama.

Come funziona il gameplay?

Come abbiamo già detto a più riprese Monster Hunter Stories 2 Wings of Ruin è un RPG a turni, ma come funziona esattamente il suo gamplay? Durante gli scontri con i tanti mostri che popolano il mondo di gioco (sempre visibili a schermo) avremo a nostra disposizione diversi tipi di opzioni.

La più basilare di tutti il comando “Combatti” che ci permetterà di scegliere il tipo di attacco con cui andare all’assalto del mostro di turno. Nel gioco esistono attacchi di tipo potenza, tecnica e velocità, ognuno dei quali è forte e debole verso uno degli altri due. Per farvi capire meglio potenza vince su tecnica ma perde contro velocità e così via. Inoltre se sia noi che un nostro alleato selezioneremo una mossa efficace verso quella che il mostro sta per lanciarci contro eseguiremo un attacco doppio, che farà saltare un turno al nostro nemico.

Questa è la spina dorsale di tutto il combat system del gioco e assume una rilevanza centrale capire e apprendere il pattern di attacchi che il mostro che stiamo combattendo ama di più. Di norma i mostri attaccheranno sempre con lo stesso tipo di attacco finché non si arrabbieranno, momento nel quale lo cambieranno in favore di un pattern più difficile da contrastare.

Risulta quindi evidente che l’osservazione è la chiave della vittoria in Stories 2 e conoscere bene le abitudini della creature che abbiamo di fronte risulterà centrale tanto all’inizio del gioco quanto alla fine. Affrontare qualsiasi mostro che vaga per le terre selvagge è di fatto una piccola bossfight e un errore nella scelta degli attacchi potrebbe affossare in un attimo l’intera battaglia.

Sia noi che il nostro socio avremo tre cuori accanto alla barra della vita. Andare KO ne esaurirà uno e se li esauriremo tutti dovremo ripartire dalla città più vicina. Ricordate che i cuori sono condivisi con il Monstie e che il game over arriverà anche se a finirli sarà il vostro secondo membro del party.

Sempre in battaglia potremo decidere di usare un’abilità dell’arma che stiamo usando o del nostro amico mostruoso, al costo di una quantità variabile di Carica Legame. Questa energia si ottiene mentre si combatte e si azzera a fine scontro e una volta riempito l’apposito cerchio sarà possibile salire in sella al Monstie per attaccare o scatenare una potente mossa finale (caricabile contrastando gli attacchi nemici). La Mossa Legame risulta spesso risolutiva per rompere le parti dei mostri avversari, meccanica centrale in diverse bossfight avanzate, senza contare che alcune sono a dir poco bizzarre e una gioia per gli occhi.

Oltre a queste le battaglie sono costellate di eventi quick time e mosse speciali, e tendenzialmente combattere in Stories 2 è un’esperienza che non annoia quasi mai. Simpatica in questo senso la funzione di Fine Rapida, che ci permette di chiudere immediatamente lo scontro qualora il nostro livello fosse molto più alto di quello della creatura che ci sta di fronte.

E’ importante sottolineare che, a meno che non siate in sella o gli impartiate degli ordini, non avrete il pieno controllo sul vostro Monstie, che deciderà in autonomia come e chi attaccare. Lo stesso vale per il secondo membro del party che combatterà al vostro fianco. Poco male, dato che l’intelligenza artificiale è piuttosto ben fatta ed improntata alla sopravvivenza.

A proposito di armi

In puro stile Monster Hunter anche in Stories 2 potremo forgiare il nostro arsenale con i pezzi dei mostri sconfitti anche se la gestione dell’equipaggiamento non è tanto profonda quanto quella vista nei giochi tradizionali, visto anche il diverso focus del gameplay.

In stories 2 abbiamo due armi da taglio, Spadone e Spada & Scudo, due da impatto, Martello e Corno da Caccia, e due perforanti, Arco e Lancia Fucile. Ognuna di queste armi possiede meccaniche diverse e per usarle al meglio dovrete sperimentare vari stili di combattimento.

I mostri inoltre sono deboli a diversi tipi di danno, quindi per rompere alcune loro parti potrebbe essere molto più comodo usare un’arma perforante o una tagliente, a seconda dei singoli casi. Per quanto riguarda il comparto armature, queste portano con sé un determinato set di abilità, alcuni delle quali vi semplificheranno non poco la vita, quindi dateci sempre un’occhiata prima di forgiarle.

A caccia di uova

Vi state chiedendo come ottenere i mostri? Beh, prima dovrete trovarne le uova. Gli ecosistemi del mondo di gioco sono letteralmente costellati da tane di mostro dove potete entrare e recuperare un uovo di vostro gradimento, ma quelle che dovreste cercare maggiormente sono le tane rare, contraddistinte da un colore dorato.

In questi piccoli dungeon potrete trovare le uova contenenti i mostri con i geni (abilità) migliori; quelle che al momento del raccoglimento brilleranno d’oro o arcobaleno (quest’ultime sono le migliori). L’importanza di avere a disposizione dei Monstie con dei buoni geni vi risulterà chiara quando sbloccherete il Rituale Sciamanico.

Questa funzione vi permetterà trasferire un gene da un mostro ad un altro, perdendo nel processo il mostro donatore. Allineare tre geni dello stesso tipo attiva un bonus specifico, cosa che può risultare utile se vogliamo puntare a potenziare una determinata caratteristica della nostra creatura.

Per creare un Monstie equilibrato avrete bisogno di effettuare questo processo molte volte e di avere un esemplare forte di buone statistiche e di tutti gli slot gene sbloccati. Cosa che potrete ottenere solo tramite qualche viaggetto extra all’interno delle tane rare.

Ad onor del vero, questo andirivieni di caccia all’uovo non è necessario nella prima parte della storia, ma nelle fasi avanzate, avere dalla nostra degli alleati potenti può fare davvero la differenza, senza contare che in questo modo potreste imbattervi in mostri con il rarissimo Gene Arcobaleno; un gene che funziona da jolly ed entra in combo con tutti gli altri.

Creare il proprio mostro su misura è una delle principali attrattive del gioco, e l’intero procedimento è stato reso più snello rispetto al primo capitolo. Potremo persino indurre una determinata bestia a ritararsi nella sua tana soddisfacendo delle determinate condizioni o lanciando un palla pittura, cosa che ci garantirà il suo uovo specifico, in modo tale da risparmiare tempo prezioso andando per tentativi.

Non possiamo che sottolineare che entrare in una tana e uscirne con un uovo nuovo è un’esperienza che dà sempre un brivido di soddisfazione. Questo anche grazie ad un roster di mostri davvero nutrito e che non delude, contenente buona parte degli esemplari della serie principale.

La recensione di Monster Hunter Stories 2 Wings of Ruins: Difficoltà e mappe

Monster Hunter Stories 2 non è un gioco intrinsecamente difficile, ma può diventarlo qualora non spendiate abbastanza tempo a costruire la vostra squadra di mostri. Tutto il primo quarto di gioco infatti fila dritto senza troppi problemi, ma ben presto comincerete a sentire il bisogno di trovare compagni più forti e magari con le giuste affinità elementali per affrontare le nuove zone.

Nella mia prova ho mantenuto la mia squadra pressoché invariata fino ad uno stadio mediamente avanzato della storia, ma il gioco mi ha fatto capire a più riprese che stavo sbagliando qualcosa, complici anche dei picchi drastici di difficoltà presenti in una manciata di bossfight, pensate appositamente per essere un “muro” per i giocatori meno preparati.

Soltanto una di queste mi è sembrata piuttosto sbilanciata nell’economia di gioco generale, quindi se spenderete il tempo necessario a prendervi cura dei vostri Monstie e farete attenzione alle mosse nemiche, la vostra esperienza dovrebbe essere impegnativa ma sempre equilibrata nei confronti degli strumenti a vostra disposizione.

C’è da sottolineare che la gestione dei checkpoint è piuttosto strana. Se infatti in diversi dungeon ci imbatteremo in degli avamposti Felyne dove è possibile salvare il gioco e riposare, se perderemo la bossfight successiva ci ritroveremo comunque al villaggio, e dovremo tornare a piedi nel luogo dello scontro. Si tratta di una meccanica particolarmente snervante e poco sensata, considerato il punto di salvataggio spesso davanti all’arena del mostro di turno e che in più di un occasione mi ha indotto a ricaricare il salvataggio più recente della partita.

Una nota di demerito va però data alle mappe, che troppo spesso presentano una struttura ripetuta e identica tra di loro, cosa che in alcuni casi ha reso l’esplorazione dei nuovi ecosistemi un compito tedioso e meccanico. Questo difetto è particolarmente evidente nelle aree che si bloccano verso la fine delle vicende narrate, un vero peccato dato che va ad impattare in parte sul pathos della narrazione e sul senso di meraviglia presente invece nelle prime fasi di gioco.

Molto azzeccata l’idea di dare ai vari Monstie delle abilità utili all’esplorazione, come la capacità di scavare e eseguire dei gran balzi, elemento che porta a costruire il proprio team anche in funzione dei luoghi che si vogliono raggiungere.

Le attività secondarie e il post game

Non troppo incisive le attività secondarie, che come nel primo Stories si riducono ad una serie di fetch quest e missioni di uccisione. Fortunatamente gli sviluppatori hanno dato un minimo di respiro anche qui, e occasionalmente ci verrà chiesto di sconfiggere versioni più potenti di determinati mostri.

A seconda di quando le affronterete queste creature possono rivelarsi degli avversari davvero ostici, anche se nella maggior parte dei casi non offrono ricompense degne di nota.

Molto più stimolante il post game, che si svolgerà in un dungeon speciale chiamato Tana dei Cristalli e che consiste in una serie di sfide contro mostri di alto livello tramite i quali potremo forgiare nuovo equipaggiamento. Una meccanica che siamo certi si rivelerà molto utile per affrontare i mostri aggiuntivi in arrivo con gli aggiornamenti gratuiti.

Il comparto tecnico

Per la recensione di Monster Hunter Stories 2 Wings of Ruin ho giocato su Nintendo Switch e una delle croci tecniche del gioco è senza ombra di dubbio il framerate. Il titolo infatti presenta vistosi cali di frame sia durante i filmati che nel gameplay vero e proprio, specie quando si cavalca attraverso le mappe.

La speranza è che Capcom riesca a mettere una pezza a questa mancanza, perché dover viaggiare per alcune zone particolarmente pesanti da caricare dovendo anche stare attenti a ciò che ci accade intorno è un’esperienza che può dare facilmente la nausea con framerate tanto instabile.

Il mio consiglio quindi è di giocarlo su PC, se potete.

Nulla da eccepire invece per quanto riguarda la colonna sonora, che accompagna gradevolmente tutto il nostro viaggio. Particolarmente azzeccate le musiche di battaglia, dal ritmo incalzante e che vi ritroverete molto probabilmente a canticchiare anche a gioco spento.

Monster Hunter Stories 2 Wings of Ruin: la nostra recensione in breve

Concludiamo la nostra recensione di Monster Hunter Stories 2 Wings of Ruin dicendo che ci troviamo di fronte al degno erede del primo e sfortunato capitolo della serie Stories. Il team di sviluppo ha limato tutti i vecchi difetti e ha confezionato un GDR moderno e impegnativo al punto giusto, che farà sicuramente la gioia di tutti gli amanti della saga di Monster Hunter.

Particolarmente elegante la meccanica del Rituale Sciamanico, che permette ai giocatori di operare una personalizzazione completa del proprio mostro di fiducia, e che aumenta drasticamente la longevità del titolo, soprattutto in vista dei contenuti post lancio in arrivo.

Contemporaneamente il gioco offre anche battaglie caratterizzate da un buon grado di strategia, che fanno risaltare le caratteristiche e le peculiarità di ogni mostro del roster. Stories 2 è quindi un prodotto adatto sia a chi non sa nulla di Monster Hunter, sia ai cacciatori di lunga data come l’autore di questa recensione, che non mancheranno di rimanere a bocca aperta vedendo schiudersi il loro mostro preferito.

In definitiva il nostro giudizio è più che positivo, e ci auguriamo che ora la serie di Stories possa decollare sulle ali del successo e che diventi una serie parallela a quella tradizionale di Monster Hunter.

Monster Hunter Stories 2: Wings of Ruin - Nintendo Switch
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