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News Corp: i giornalisti (e le loro fonti) sotto attacco hacker

Colpiti gli account di posta elettronica di giornalisti di Times, Sun, Wall Street Journal e New York Post

Il gruppo di media & entertainment News Corp, guidato da Rubert Murdoch, ha subito un attacco hacker che ha coinvolto gli account di posta di giornalisti che lavorano per News UK – l’editore del Times e del Sun – per il Wall Street Journal e il New York Post.

I giornalisti di News Corp sotto attacco hacker, probabilmente dalla Cina

Il gruppo News Corp riporta che l’attacco hacker sia parte di un’operazione di spionaggio da parte di una nazione estera, probabilmente la Cina secondo le loro ricostruzioni. Il rischio è tutt’altro che banale: sono in pericolo sia i giornalisti che le fonti riservate che procurano loro notizie, a volte scottanti.

News Corp ha rivelato l’attacco ai suoi editori, tuttavia non ha rivelato quanti account siano stati compromessi. Né quanti di questi account siano collegati direttamente ai giornalisti delle varie testate.

hacker

Toby Lewis, Global Head of Threat Analysis di Darktrace, spiega che “I gruppi hacker associati al governo cinese sono stati più volte accusati di prendere di mira i giornalisti, spesso quelli che si occupano di diritti umani. Tuttavia, dalla mia esperienza, quando gli attacchi, che avvengono contro organizzazioni del settore media, hanno un puro scopo di spionaggio, il vero obiettivo non sono i giornalisti, ma le loro fonti.”

Attacchi persistenti

Lewis spiega inoltre che questi attacchi sono del tipo “persistente”. Questo significa che gli attaccanti hanno un obiettivo preciso e non si fermano davanti a nulla per accedere ai suoi dati. Sono quindi azioni di hacking particolarmente efferate, che utilizzano metodi in costante evoluzione.

La realtà è che le società del settore media sono sotto costante attacco da parte di aggressori sempre più sofisticati” spiega Lewis. “La riservatezza e l’affidabilità delle fonti sono aspetti essenziali ed è per questo che sempre più realtà del settore media si affidano all’intelligenza artificiale per difendere i propri giornalisti e i sistemi critici. La sfida oggi è individuare e fermare rapidamente i nuovi attacchi. Prima che i dati sensibili finiscano nelle mani sbagliate e prima che le attività della propria organizzazione vengano interrotte”.

La situazione resta quindi particolarmente complicata. Vi terremo aggiornati.

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Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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