
Affrancarsi dagli Stati Uniti è un’operazione piuttosto complessa per l’Europa, ma nell’ultimo anno ha compiuto un piccolo passo avanti in questa direzione. Adesso, infatti, anche la Svizzera si è unita agli Stati che hanno scelto di non adottare più la suite fornita da Microsoft, a favore di un altro sistema operativo sviluppato proprio nel Vecchio Continente.
Parliamo di openDesk, una suite commissionata dal Governo Federale Tedesco, e sviluppata da ZenDiS GmbH (Center for Digital Sovereignty of Public Administration), una realtà nata nel 2022 e promossa dal Ministero federale dell’interno. Il progetto nasce con l’intento strategico di affrancare la pubblica amministrazione dalla dipendenza verso i software proprietari di colossi tecnologici statunitensi, come Microsoft Office 365, proponendo un’alternativa sicura, trasparente e basata su codice aperto.
Le caratteristiche di openDesk, la novità in Svizzera
La nuova suite openDesk si concentra sull’ufficio e sulla collaborazione digitale e garantisce alla pubblica amministrazione maggiore sovranità tecnologica, riducendo la dipendenza da soluzioni proprietarie straniere. La piattaforma riunisce in un’unica interfaccia standardizzata diversi strumenti liberi e indipendenti: Nextcloud gestisce i file, Collabora Online permette di lavorare sui documenti, Open-Xchange organizza e-mail e calendari, XWiki facilita la condivisione della conoscenza e OpenProject supporta la gestione dei progetti. openDesk integra inoltre strumenti per la chat e le videoconferenze, oltre a funzioni per gestire task, calendari condivisi e attività di office automation.
Una transizione graduale
Francia e Germania hanno già adottato il nuovo modelli gestionale di openDesk, ma in Svizzera il passaggio, anche se previsto a breve termine, non sarà né immediato né definitivo. L’infrastruttura informatica svizzera, infatti, comprende circa 54.000 postazioni, attualmente tutte equipaggiate con il pacchetto software Microsoft.
M365 continuerà a operare in parallelo fino alla conclusione del programma pilota. Per sostenere la transizione, la Svizzera ha stanziato 9 milioni di franchi, equivalenti a circa 9,5 milioni di euro. Dai test effettuati è emerso che openDesk non presenta criticità nella gestione dei documenti e della posta elettronica. Sono emerse, invece, alcune difficoltà legate all’adozione di un’alternativa a Teams per le videoconferenze su larga scala.
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Ultimo aggiornamento 2026-10-12 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API






