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Come sono cambiati: i sex toys

Una storia del piacere lunga millenni

Torna puntuale la nostra rubrica del lunedì, ma questa volta abbiamo deciso di aggiungervi una buona dose di “piccante” per rendere il tutto più interessante. Oggi, infatti, affronteremo insieme l’evoluzione dei sex toys, di cui si parla pubblicamente ancora troppo poco. Per quanto possa sembrarvi strano, la ricerca del piacere ha origini molto antiche, che affondano addirittura nella preistoria. E perdura fino ai giorni nostri. Scopriamo allora qual è stata l’evoluzione degli oggetti del piacere femminile (e non solo).

Le antiche origini del piacere

Se finora avete pensato che non si potesse riconoscere un’origine alla ricerca del piacere sessuale, lasciateci dire che vi stavate sbagliando di grosso. Anzi, possiamo addirittura fornirvi una data precisa per questo. La più antica rappresentazione del sesso maschile, infatti, risale a 28000 anni fa. Più nel dettaglio, si tratta di una sorta di dildo del Paleolitico che sembra fosse utilizzato come oggetto simbolico nei rituali di fertilità maschile, oltre che come strumento di piacere. E questa è solo la prima testimonianza degli antenati dei sex toys. Anche l’Antica Grecia, infatti, pullula di testimonianze relative all’uso di “olisboi”, oggetti realizzati in bronzo o legno, e rivestiti di cuoio.

Ancora più interessante – seppur stravagante – è la leggenda secondo cui Cleopatra fu la prima donna nella storia ad utilizzare un vibratore. A quanto pare, la regina ebbe l’idea di svuotare una zucca e riempirla di api ronzanti. Gli insetti, chiusi in uno spazio ristretto, cominciavano a muoversi all’impazzata, provocando un’importante vibrazione dell’oggetto, utilizzato per raggiungere il piacere. Certo, si tratta di una soluzione alquanto insolita, che probabilmente ha più ha a che fare con la leggenda che con la realtà. Ad oggi, infatti, non sono state trovate testimonianze materiali. Ma ciò non toglie che risulta affascinante l’idea che una donna come Cleopatra abbia un suo ruolo nell’evoluzione dei sex toys.

sex toys storia

Sex toys, quando tutto ha avuto inizio davvero

Se una decina di anni fa avete avuto l’occasione di vedere il film “Hysteria”, allora forse già conoscete l’evoluzione dei sex toys nel corso della storia. Per chi non lo avesse visto, cerchiamo di riassumere la situazione. Siamo nel Settecento e la patologia più diffusa tra le donne è la cosiddetta “isteria“, che poteva palesarsi con una sintomatologia molto variegate (e poco chiara), dall’ansia all’irritabilità e poi fino alle amnesie temporanee. La cura? Un “massaggio pelvico” pratico da un medico. E questo già basta a chiarirvi le idee su quanto potessero essere oberati i dottori del Settecento. Talmente occupati che nel 1734 fu messo a punto il primo vibratore meccanico della storia, il Tremoussoir, che funzionava con uno strano meccanismo a molla.

Ha inizio così la vera e propria storia dei sex toys, che secolo dopo secolo sono stati ottimizzati per regalare a donne e uomini intensi momenti di piacere. Nel 1869, ad esempio, il fisico statunitense George Taylor inventò il manipulator, uno strumento che aveva lo scopo di aiutare i medici durante le sessioni di cura dell’isteria. Si trattava infatti di una sorta di lettino corredato di una sfera pensata per la stimolazione dell’area pelvica, e attivata da un macchinario a vapore. Un’evoluzione importante, che però rimaneva ancora collegata alla sfera medico-scientifica del piacere. Soltanto nel 1902, infatti, l’azienda americana Hamilton Beach brevettò il primo vibratore elettrico, aprendo di fatto il mercato dei sex toys. Ma ci è voluto ancora molto prima che il settore decollasse.

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L’era moderna del piacere

La rivoluzione sessuale del 1968 ha avuto un ruolo importante nella diffusione dei sex toys sul mercato globale. Questi, infatti, sono rimasti per lungo tempo un taboo (e forse continuano ad esserlo ancora ora), ma gli anni Settanta hanno dato una forte spinta alla crescita del settore. Non a caso, proprio nel 1968 fu lanciato sul mercato il primo vibratore senza fili, il cui design è rimasto praticamente invariato fino al 1998, quando arrivò invece il cosiddetto vibratore rabbit, divenuto celebre in tutto il mondo grazie alla serie tv “Sex & The City”. E proprio negli anni Novanta cominciano ad essere introdotti sul mercato sex toys dedicati all’universo maschile. Proprio nel 1998, Steve Shubin ha brevetta Fleshlight, la controparte maschile del vibratore.

E da questo momento in poi, come potete immaginare, il successo del settore si è fatto sentire forte e chiaro. Nel 2009 il il Journal of Sexual Medicine ha pubblicato uno studio secondo cui il 53% delle donne e circa il 46% degli uomini tra i 18 e i 60 anni hanno usato un vibratore. Un dato importante, che attesta la diffusione dei sex toys in tutto il mondo. Tra l’altro, inutile dire che questi numeri sono in continua crescita, specie da quando il settore dell’autoerotismo ha incontrato la tecnologia. Al di là dei miglioramenti apportati al design, il che include anche una particolare attenzione al silicone con cui sono prodotti, sono numerose le funzionalità introdotte dalla tecnologia.

OhMiBod, ad esempio, è stato il primo marchio al mondo a collegare un sex toy all’iPod, così da sincronizzare la vibrazione con il ritmo della musica. Negli ultimi anni, poi, sono stati tantissimi i marchi che hanno scelto di lanciare sul mercato vibratori per donna e uomo comodamente gestibili attraverso un’App mobile. Una funzionalità che ha riscosso un incredibile successo, perchè permette agli utenti il controllo da remoto del dispositivo. Anzi, a quanto pare questa è stata una delle opzioni preferite dalle coppie durante il lockdown, che hanno potuto controllare i sex toys anche a distanza. Insomma, anche il piacere è diventato hi-tech, come buona parte delle cose della nostra vita quotidiana.

Chiara Crescenzi

Editor compulsiva, amante delle serie tv e del cibo spazzatura. Condivido la mia vita con un Bulldog Inglese, fonte di ispirazione delle cose che scrivo.

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