fbpx
Skelattack-recensione-Tech-Princess

Skelattack recensione: un insolito cambio di prospettiva
Immaginate di vestire i panni, o le ossa, di un piccolo scheletro che deve salvare il suo mondo dagli umani. Strano, vero?


Il 2 giugno è sbarcato su PlayStation 4, Xbox One e PC Skelattack, ultima fatica di Konami. Si tratta di un dungeon crawler, ossia di un titolo che presenta caratteristiche tipiche dei giochi di ruolo, in particolare dal gioco fantasy Dungeons & Dragons.
Ci avrà convinto questo particolare videogioco? Scopriamolo insieme!

Skelattack recensione: da mostro ad eroe

La nostra avventura ha inizio nelle viscere di Undervale, un particolare luogo in cui vanno a vivere i morti (un po’ come La Sposa Cadavere). Il protagonista di questa nuova avventura è Skully, un adorabile scheletro che non ricorda nulla del suo passato.

Ogni persona che vive in questa città, infatti, non sa nulla riguardo alla sua vita antecedente alla morte e rimarranno all’oscuro di esso fino a che non saranno in grado di superare la Remembrance.

Si tratta di una prova in cui gli scheletri devono affrontare alcuni test per avvicinarsi di più al loro passato, scoprendo qualcosa in più sulla loro vita da vivi. Intendo, vivi vivi, respiranti e con carne (oltre che ossa). Skully è finalmente pronto ad affrontare questa prova insieme ad Imber, la sua amica pipistrello.

Con l’aiuto di Elzedon, il saggio del villaggio, il protagonista si prepara ad affrontare il suo destino – o il suo passato.

Purtroppo però, una prova più grande si nasconde dietro l’angolo ed è pronta a mettergli i bastoni tra le ossa: un’invasione umana nel sottosuolo causa molti danni, tra cui il rapimento di Elzedon. Riuscirà Skully a riportare la pace e a scoprire chi era?

Luoghi stretti e difficoltà in aumento

Skelattack-recensione-Tech-Princess

Ciò che notiamo fin da subito è il ribaltamento della figura dell’eroe: questo piccolo scheletro, adorabile e simpatico, incarnerà l’essenza dell’eroe. Non viene visto come un mostro, non è lui il cattivo della situazione e il suo compito sarà quello di salvare i suoi simili scricchiolanti e ossuti.

Dopo un breve video di presentazione che ci spiega chi è il protagonista e cosa deve fare, ci rechiamo dal vecchio Elzedon per scoprire qualche informazione in più riguardo questa prova da affrontare. Il mattino seguente, però, il sotto-mondo che conoscevamo, va a pezzi a causa degli umani e la nostra avventura ha inizio.

I luoghi che andremo ad esplorare inizialmente sono molto stretti e questo non ci consentirà di muoverci molto bene. All’inizio i livelli si mostrano abbastanza semplici, aumentando mano a mano la difficoltà. È bene sottolineare che questa difficoltà, in numerosi punti, sarà parecchio elevata.

Inoltre ogni livello platform presenta punti specifici in cui sono state riposte delle trappole: alcune di esse saranno poste zone abbastanza ostiche, che ci faranno penare parecchio.

Ciò che i mini tutorial ci spiegano è che dobbiamo aiutarci con le pareti, saltando nel momento giusto per poi aggrapparci sulle sporgenze, evitando con grande stile le trappole. Questa meccanica di gioco, però, non è per niente semplice.

Personalmente ho impiegato forse più tempo del dovuto per comprendere come riuscire a saltare senza scivolare o cadere con tutte le mie ossa sulle trappole.

I nemici sono abbastanza semplici da sconfiggere, per quanto riguarda i boss veri e propri, invece, ci sarà da impegnarsi un po’ di più. I combattimenti risultano comunque semplici, non richiedono troppo impegno ma sono interessanti e non stancano mai, perché ogni nemico – o quasi – ha differenti stili di combattimento.

Questo ha reso il tutto più dinamico ed emozionante però, come dire, è più complicato saltare sulle pareti che uccidere i nemici. Non so quanto possa essere rassicurante una cosa simile.

Offerta
PS4 - 500 GB F Chassis, Black
  • Processore personalizzato single-chip
  • CPU: x86-64 AMD "Jaguar", 8 core
  • GPU: 1,84 TFLOPS, motore grafico basato su AMD Radeon

Grafica e sonoro piacevoli VS difetti spiacevoli

Skelattack-recensione-ambientazione-Tech-Princess

Gli ambienti sono davvero belli, piacevoli da guardare e mi hanno fatto sorridere per tutto il tempo. La grafica è ottima e lo stile dei disegni è unico e particolare: i personaggi sono stati realizzati davvero bene e la piccola Imber è decisamente troppo adorabile.

Le melodie che ci accompagnano durante il corso della nostra avventura, seppur fin troppo tranquille in alcune occasioni, sono orecchiabili e molto rilassanti.

Il tutto mi ha ricordato un bel mix tra La Sposa Cadavere e Coco. Le ambientazioni sono particolari e si alternano: passeremo da meravigliosi paesaggi notturni illuminati, paesaggi naturali colorati e magici, a luoghi più scuri e polverosi.

Le note dolenti, però, non mancano. Innanzitutto non c’è la lingua italiana, i sottotitoli infatti saranno solo ed esclusivamente in inglese e questo potrebbe mettere in difficoltà alcuni giocatori che magari non masticano bene la lingua.

Inoltre nel corso del titolo avremo a disposizione delle gemme che ci saranno utili per acquistare oggetti di vario tipo. Purtroppo, ogni volta che si muore, perdiamo gemme e non sempre è semplice recuperarle. A volte le trappole sono troppo ravvicinate e questo rende difficile proseguire. La pazienza può subire un duro colpo, in queste occasioni.

Specialmente perché le gemme che perderemo, rimarranno nel punto in cui siamo morti. Quindi o si cambia strategia o si continuerà a morire continuamente. Povere le nostre ossa.

Skelattack recensione: in conclusione

Skelattack si presenta come un prodotto mediocre. La storia è interessante, la grafica e la caratterizzazione dei singoli personaggi sono ottime e i combattimenti sono pieni di vita. Tutti questi elementi, però, vengono messi in secondo piano dai difetti delle meccaniche di gioco e dalla difficoltà, a volte fin troppo elevata, della maggior parte dei livelli.

La quantità elevata di trappole poste nei primi livelli e la difficoltà nell’evitarle, hanno reso la mia esperienza di gioco abbastanza frustrante e, a tratti, pessima. Questo mi dispiace molto perché il titolo si era presentato molto bene come titolo ed ero curiosa di accompagnare Skully nella sua avventura.

Nonostante sia riuscita nell’impresa, è stato tutto molto complicato e spiacevole.

Komani avrebbe dovuto prestare più attenzione a determinati elementi. In tal caso, il titolo sarebbe stato di gran lunga migliore e piacevole da giocare.

Skelattack

Pro Pros Icon
  • Storia interessante
  • Grafica piacevole
  • Personaggi ben realizzati e simpatici
Contro Cons Icon
  • Troppe trappole
  • Difficoltà elevata
  • Meccanica di gioco del salto pessima
  • Mancanza della lingua italiana

Veronica Ronnie Lorenzini

author-publish-post-icon
Videogiochi, serie tv ad ogni ora del giorno, film e una tazza di thé caldo: ripetere, se necessario.
                   










 
Sì, iscrivimi alla newsletter!
close-link