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Zscaler illustra le principali sfide per la sicurezza in ambito IoT

Zscaler, l’azienda globale di sicurezza delle informazioni basata su cloud, ha pubblicato un resoconto sul tema “sicurezza in ambito IoT” (Internet of Things). Un testo di Fabio Cipolat, Regional Sales Manager per l’Italia di Zscaler, ci spiega i rischi di questa nuova tecnologia.

Dal comunicato leggiamo: “I dispositivi hardware IoT che hanno invaso il mercato negli ultimi anni di solito non integravano quasi mai alcun tipo di soluzioni di sicurezza. È accaduto lo stesso con l’avvento delle app e della tecnologia mobile quando, apparentemente dall’oggi al domani, tutti sono diventati sviluppatori di applicazioni o produttori di dispositivi mobile. Il risultato è stato che questi prodotti avevano un sacco di falle e vulnerabilità di sicurezza, problemi che sono stati risolti solo molto più tardi.

Ora, con l’IoT questo fenomeno si sta ripresentando, ma con l’importante differenza che sarà più difficile correggere gli errori. All’improvviso ci ritroviamo con moltissimi dispositivi hardware sparsi in tutto il mondo privi in origine di qualsivoglia forma di sicurezza integrata. Al contrario delle app, nella maggior parte dei casi non è possibile applicare facilmente patch a questi dispositivi. Questo è un problema enorme e le aziende devono ammettere che, se hanno a cuore la sicurezza, in alcuni casi ciò potrebbe voler dire mettere da parte i dispositivi esistenti e ricominciare da capo.”

L’attacco del botnet Mirai

L’attacco del virus Mirai, nel 2016, è stato, a suo tempo, il più potente attacco DDoS (Distributed Denial of Service) della storia. Questo incidente ha evidenziato i rischi di un’azienda derivanti dai loro dispositivi IoT sebbene non erano mai stati considerati come dei veri e propri computer. Mirai ha dimostrato che questi essenzialmente lo sono. Adesso molte aziende riconoscono la minaccia che deve essere combattuta. Per questa ragione è arrivato il momento che l’hardware IoT si concentri maggiormente sulla sicurezza.

Cipolat ha aggiunto: “Lavorando con i CISO delle aziende clienti di Zscaler, spesso chiediamo loro se siano in grado di stimare il numero dei dispositivi non gestiti all’interno della rete aziendale, quelli che non sono né laptop né tablet. E la risposta è inevitabilmente no. Questo è molto preoccupante perché dimostra che si è nemmeno iniziato ad affrontare la prima fase del problema della sicurezza IoT, ovvero la visibilità. Ripensando all’episodio di Mirai, probabilmente la stragrande maggioranza delle aziende che avevano dispositivi vulnerabili non si è resa conto di essere stata coinvolta in tale botnet.

Ogni CISO deve riconoscere che la sicurezza dei dispositivi IoT deve far parte dei propri piani di sicurezza. La sicurezza IoT deve diventare parte del programma di pen-test, in modo da testare anche le fotocopiatrici e le webcam. Finché non ce ne renderemo conto, i nostri prodotti, e noi stessi, rimarremo incredibilmente vulnerabili agli attacchi futuri. Poiché la soluzione per questo problema non è immediata, dobbiamo iniziare a lavorarci fin da subito.”

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Daniele Cicarelli

Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.
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