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Gli Editoriali di Tech PrincessRubriche

Il 5G disturba il volo degli aerei. La nuova tecnologia mobile tra mito e realtà

La protesta delle compagnie aeree americane

Agli aerei in volo non piace il 5G. Su questa tecnologia se ne stanno dicendo così tante che, quando arriva la notizia dell’ennesima protesta contro le sue reti, chi ha le orecchie ben allenate a riconoscere le fake news storce il naso.

Attenzione, però: perché in questo caso pare non trattarsi di una teoria fantasiosa. Creata magari ad arte per gettare discredito sulla nuova tecnologia mobile.

Sì, perché sembra che le lamentazioni delle compagnie aeree statunitensi – secondo cui le nuove frequenze del 5G creerebbero interferenze con la strumentazione di bordo – siano fondate.

Scopriamo più in dettaglio di cosa si tratta. Poi vediamo perché, quando ci trova a parlare di 5G, è sempre bene soppesare le notizie, specie se di tono allarmistico.

Le nuove frequenze 5G e la protesta delle compagnie aeree statunitensi

La notizia, recentissima, ha già fatto il giro del mondo.

Sembra che le nuove frequenze della rete 5G creino interferenze con la strumentazione degli aerei. Ma quali nuove frequenze? Ci riferiamo alla cosiddetta banda C, che sarà abilitata in tutti gli Stati Uniti da due compagnie telefoniche, AT&T e Verizon.

Lo scopo è quello di rendere ancora più performante e veloce la rete 5G. Ma il passaggio alla banda C è stato aspramente contestato dalle compagnie aeree, secondo cui potrebbe esserci un serio rischio di mandare in tilt strumenti fondamentali come gli altimetri.

Per lo stesso motivo, l’introduzione della banda C aveva già subito un piccolo rinvio di due settimane a inizio anno, sino al 19 gennaio. Ma alcune compagnie aeree insistono a chiedere che la nuova tecnologia non venga fatta funzionare nei pressi degli aeroporti più trafficati degli States. Perché?

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Il 5G e la strumentazione degli aerei

L’associazione Airlines for America, di cui fanno parte compagnie aeree come American Airlines, Delta Air Lines e United Airlines, ha ribadito che la nuova rete 5G potrebbe interferire con alcuni dispositivi di sicurezza di bordo. In primis con gli altimetri, strumenti che si occupano di misurare la distanza degli aerei dal suolo. Facile pensare ai problemi che un’eventuale interferenza comporterebbe nella fase di atterraggio, specie se in situazioni climatiche non ottimali.

Una lettera firmata dagli amministratori delegati delle compagnie dell’associazione (e da quelli dei corrieri di merci UPS e FedEx) è stata inviata alle autorità competenti. Nella lettera si richiede un “intervento immediato per evitare disagi operativi significativi a passeggeri, spedizionieri, alla catena di approvvigionamento e nella consegna di medicinali urgenti”.

La proposta di Airlines for America è quella che la banda C non venga implementata nel raggio di 2 miglia dai principali aeroporti del Paese.

Già lo scorso dicembre la FAA (Federal Aviation Administration) avrebbe realmente riscontrato problemi di interferenze tra il 5G e i Boeing 787-8, 787-9 e 787-10.

In realtà le frequenze della banda C vanno da 3,7 a 4,2 GHz (gigahertz). Non sono le stesse degli aerei (che operano nel range 4,2-4,4 GHz) ma sono pericolosamente vicine.

Dopo il 19 gennaio

Cosa succederà dunque dal 19 gennaio, giorno dal quale in teoria la banda C potrà essere installata in tutto il Paese?

Quello che per ora si sa è che, a oggi, la FAA ha autorizzato solo il 45% degli aerei commerciali ad atterrare in condizioni di scarsa visibilità in molti degli aeroporti “incriminati”. In cui cioè dal 19 gennaio sarà implementata la banda C.

Cos’è il 5G

Il 5G è l’insieme delle tecnologie che danno vita alla quinta generazione di telefonia mobile.

Distribuita a partire dal 2019, porta con sé notevoli migliorie rispetto alla precedente rete 4G. Tuttavia, sono state individuate possibili interferenze con i sistemi di telerilevamento dei satelliti meteorologici e di osservazione terrestre. Soprattutto con gli strumenti di monitoraggio del vapore acqueo.

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Il 5G e le teorie del complotto

Chissà se partendo da questo dato, o dall’inguaribile tendenza a vedere come potenzialmente nocivo ogni nuovo approdo della tecnologia, il 5G è stato (ed è) oggetto delle più svariate fantasie complottistiche.

Al punto che all’argomento abbiamo dedicato diversi articoli. Tra le astruse teorie più diffuse, ricordiamo quelle per cui i 5G sarebbe dannoso per la salute dell’uomo e degli animali. Con tanto di presunta moria di uccelli documentata (e prontamente smentita da fonti autorevoli).

Una delle più quotate bufale sul 5G metterebbe in relazione questa tecnologia con il Covid. Nel senso che il virus sarebbe stato diffuso attraverso le reti mobili di ultima generazione. Per alcuni complottisti no vax, poi, i vaccini conterrebbero microchip 5G, in una sorta di bizzarro circolo vizioso che va dal 5G al Coronavirus e ritorno.

D’altronde ogni epoca ha le sue streghe. Peccato solo che il proliferare di teorie bizzarre e antiscientifiche rischia di gettare discredito anche su posizioni critiche che, come nel caso delle possibili interferenze tra le frequenze del 5G e la strumentazione degli aerei, possono avere la loro fondatezza.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha ideato il podcast Runningsofia (www.runningsofia.com), la casa di campagna di tutti i podisti amatori. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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