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Amazon espande il servizio di robot di consegna Scout in nuovi Paesi
Dopo aver testato il robot Scout in piccole cittadine, ora Amazon lo prova anche ad Atalanta e Franklin


Per chi ancora non lo sapesse, a Gennaio del 2019 Amazon ha lanciato un robot per le consegne a sei ruote, Scout, inizialmente in fase di test in un solo quartiere della Contea di Snohomish (Washington). Poi, il piccolo robot è stato provato una cittadina più grande: Irvine, per la precisione (California). E ora il colosso dello shopping online ha annunciato di voler testare il robot anche nelle città di Atalanta, Franklin, Georgia e Tennesee. 

Amazon amplia il servizio di robot per le consegne

Per il momento non è ancora ben chiaro quanti siano i robot utilizzati da Amazon per le consegne, né tantomeno quanti siano i clienti a cui hanno consegnato gli ordini. Si tratta di prototipi, questo è certo. E sono ancora in fase di test perché il colosso dello shopping online non può certo ritardare una consegna, soprattutto se consideriamo che ha costruito la sua notorietà proprio su questo. Eppure Amazon ha dichiarato di avere a sua disposizione “un piccolo numero di Amazon Scout“, che operano sia ad Atalanta sia a Franklin, dove consegnano “dal lunedì al venerdì, durante le ore diurne”. Chiaramente i robot si muovono in modo del tutto autonomo, pur essendo accompagnati costantemente da un Amazon Scout Ambassador – un controllore umano, per intenderci -.

Amazon Scout robot

Non c’è da stupirsi che Amazon abbia deciso di investire in questo particolare dispositivo. Negli ultimi mesi, i robot da consegna sono diventati sempre più diffusi nel settore, tanto che le start-up di tutto il mondo stanno lavorando per realizzarne di sempre più performanti. L’emergenza Covid-19, poi, non ha fatto altro che accelerare il processo che porta alla diffusione dei robot su larga scala. D’altronde, sono la soluzione perfetta per riuscire a soddisfare il boom di richieste di consegne a domicilio e il distanziamento sociale al tempo stesso. Anche l’e-commerce più noto al mondo ha dichiarato che i test su Scout sono continuati durante la pandemia, aiutando a “soddisfare la crescente richiesta dei clienti, integrando la rete di trasporto“.

Certo, per il momento i test sembrano essere positivi, ma la vita di un robot per le consegne non è poi così facile. Muoversi nel traffico della città può essere pericoloso, motivo per cui si era pensato di lasciare che fosse un’intelligenza artificiale a guidarli tra le strade. Per ora, però, i conducenti sembrano essere umani. Ma bisognerà aspettare di vedere cosa succederà per capire davvero se alla nostra porta busserà il classico corriere o il divertente robot Scout.


Chiara Crescenzi

Editor compulsiva, amante delle serie tv e del cibo spazzatura. Condivido la mia vita con un Bulldog Inglese, fonte di ispirazione delle cose che scrivo.