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Android Wear cambia nome e diventa Wear OS

Dite addio ad Android Wear. No, non è defunto. Il sistema operativo di Google dedicato ai wearable device si chiama ora Wear OS.

Da Android Wear a Wear OS: i motivi del cambiamento

Ad accompagnare il nuovo nome non troviamo nessun major update. Le funzionalità della piattaforma rimangono quindi identiche a quelle viste fino a pochi giorni fa. E allora perché cambiare?

A spiegarlo è Dennis Troper, Director of product management di Wear OS. Stando a Dennis infatti sono davvero tantissimi gli utenti che accostano uno smartwatch Android ad un iPhone. "Wear OS – spiega Troper – riflette meglio la nostra tecnologia, visione e, cosa più importante, le persone che indossano i nostri orologi".

Gli smartwatch che passeranno a Wear OS

Come spiegavo prima, la novità non porta con sé alcun aggiornamento funzionale ma Google ha comunque deciso di specificare quali dispositivi passeranno a Wear OS:

  • Casio PRO TREK Smart WSD-F20
  • Casio WSD-F10 Smart Outdoor Watch
  • Diesel Full Guard
  • Emporio Armani Connected
  • Fossil Q Control
  • Fossil Q Explorist
  • Fossil Q Founder 2.0
  • Fossil Q Marshal
  • Fossil Q Venture
  • Fossil Q Wander
  • Guess Connect
  • Gc Connect
  • Huawei Watch 2 (both cellular & non-cellular versions)
  • Hugo BOSS BOSS Touch
  • Kate Spade Scallop
  • LG Watch Sport
  • LG Watch Style
  • Louis Vuitton Tambour
  • Misfit Vapor
  • Michael Kors Access Bradshaw
  • Michael Kors Access Dylan
  • Michael Kors Access Grayson
  • Michael Kors Sofie
  • Montblanc Summit
  • Movado Connect
  • Mobvoi Ticwatch S & E
  • Nixon Mission
  • Polar M600
  • Skagen Falster Smartwatch
  • TAG Heuer Connected Modular 41
  • TAG Heuer Connected Modular 45
  • Tommy Hilfiger 24/7 You
  • ZTE Quartz

Tutti i modelli qui sopra elencati passeranno a breve a Wear OS, tramite aggiornamento dell'omonima app.

Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.

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