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L’intimo tech che sfida i tabù sui corpi delle donne

Dal 10 al 20 febbraio la Mole Antonelliana di Ancona ospita art+b=love(?), il Festival dedicato a innovazioni nella scienza, imprese e società

Rompere i tabù sui corpi delle donne facendo lavorare assieme un artista con esperienze internazionali e un team di medici, ingegneri, scienziati. Questa la mission di Biofilie, la prima personale internazionale dell’interaction designer, Giulia Tomasello, che unisce biotecnologie e wearable technology per dare vita all’intimo tech che sfida i tabù sui corpi delle donne.

Il progetto verrà presentato all’interno di art+b=love(?), il festival curato da Sineglossa e dedicato all’arte che innova la scienza, le imprese e la società. L’evento si svolgerà dal 10 al 20 febbraio nella Mole Vanvitelliana di Ancona.

L’intimo tech di Giulia Tomasello

In Biofilie, biotecnologie e wearable technology si sposano per combattere gli stereotipi di genere e ogni forma di pregiudizio. Tra i numerosi progetti che saranno esposti troviamo ALMA, Future Flora e Rethinking the Bra, che hanno già ottenuto premi internazionali.

Con ALMA, la designer ha lanciato un progetto di social impact. Per il progetto, ha messo insieme professionisti di varie discipline con lo scopo di creare tecnologie e piattaforme per cambiare la cultura sul “corpo delle donne”, attraverso il coinvolgimento di donne da diverse parti del mondo.

Si tratta di uno smart underwear che attraverso dei biosensori inseriti nel tessuto, aiuta le donne a misurare il ph e il microbioma vaginale, presenti nei fluidi vaginali. Questo permette quindi di identificare le infezioni e curarle, qualora ci fossero.

ALMA si sviluppa come naturale evoluzione di altri due progetti collaborativi, entrambi esposti in “Biofilie”. Il primo è Future Flora, progetto che incentiva la relazione simbiotica tra batteri e corpo umano, attraverso “un kit progettato per curare e prevenire le infezioni vaginali, che rompe i tabù che circondano i corpi delle donne attraverso il design”, spiega Tomasello.

L’altro è Rethinking the Bra, una rivisitazione con la tecnologia della maglieria in 3D di un reggiseno che non fa uso dei ferretti. In questo modo offre comfort anche a tutte le donne che hanno un seno prosperoso e non trovano sollievo nell’uso dei reggiseni tradizionali che sono oggi sul mercato.

Femminismi, cura e biodesign: 3 parole chiave del Festival

Ospitato alla Mole Vanvitelliana di Ancona, il Festival diretto da Federico Bomba si apre con quattro giornate di talk, mostre, installazioni e performance. Il concept del festival ruota intorno a tre temi: femminismi, cura e biodesign.

Questi tre temi verranno esplorati attraverso un format ibrido, online e offline, in cui la tecnologia contribuisce alla costruzione di prossimi futuri, belli, sostenibili e inclusivi.

Per ulteriori informazioni potete consultare il sito ufficiale dell’evento e della designer Tomasello.

Veronica Ronnie Lorenzini

Videogiochi, serie tv ad ogni ora del giorno, film e una tazza di thé caldo: ripetere, se necessario.

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