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Come è cambiato: il cinema

Breve storia della settima arte da Thomas Edison a oggi

Oggi per la rubrica Come è cambiato parleremo del cinema, e il nostro consueto approccio ci complicherà un po’ la vita.

È infatti abitudine da parte nostra esordire con la definizione dell’ambito che tratteremo. Perché? Perché di solito la definizione ci aiuta a chiarire ciò di cui stiamo parlando. Ma per il cinema occorre fare un ragionamento più complesso, e scegliere una delle tre possibili accezioni del termine.

Cos’è il cinema: il cinematografo

Cosa è, dunque, il cinema? Beh, con la parola cinema possiamo intendere tre cose. La prima è l’abbreviazione di cinematografo, ovvero il luogo in cui si proiettano pubblicamente i film. E anche questo aspetto meriterebbe una trattazione a sé. Basti pensare quanto tempo è passato dai primi film muti, con l’accompagnamento di un pianoforte, alla fruizione contemporanea, dove le copie digitali dei film hanno soppiantato le mitiche pizze. Per non parlare delle modalità sempre in crescita della fruizione domestica.

Per dovere di cronaca, va detto che diversi cinema d’essai ripropongono periodicamente alcuni classici dei primordi della storia del cinema valorizzati dalla musica dal vivo.

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Che cos’è il cinema: la storia della cinematografia

Seconda definizione: il cinema inteso come storia dei prodotti della settima arte (a proposito, sapete tutti quali sono le altre sei?). In questo caso, scoprire come è cambiato il cinema significherebbe affrontare l’analisi delle pellicole nel tempo. Il compito è improbo, e rimandiamo alla fittissima letteratura sull’argomento, compresi i molti volumi di consultazione con le schede di tutti (sì, tutti) i film mai realizzati. Confessiamo che il nostro cuore batte per il più istituzionale di questi mirabili manuali di pronto utilizzo, Il Mereghetti.

Puntualmente, poi, si gioca a stilare le classifiche del più bel film di tutti i tempi e del migliore regista. Quali sono i vostri? Noi votiamo per Quarto potere di Orson Welles e per Stanley Kubrick.

Che cos’è il cinema: la tecnica cinematografica

Arriviamo finalmente alla terza accezione della parola cinema, cioè alla tecnica cinematografica. È su questa che ci soffermeremo brevemente per scoprire come è cambiato il cinema.

Chi ha inventato il cinema?

La prima domanda è subito spinosa: prima di scoprire come è cambiato il cinema, occorre decidere chi lo ha inventato.

Una premessa: tralasciamo (e se ne potrebbe parlare a lungo) il cosiddetto pre-cinema, cioè tutti quei tentativi di proiettare immagini in movimento che precedono il 20 maggio 1891. Si va, per intenderci, dalle antichissime ombre cinesi alla lanterna magica.

Ma torniamo all’inventore del cinema. Fissato convenzionalmente con i fratelli Lumière, proprio perché a loro va indubbiamente attribuita la prima proiezione in un cinematografo al cospetto del pubblico.

Thomas Edison e il kinetoscopio

Tuttavia, gli stessi Lumière non si sono mai arrogati questo primato. Forse perché consapevoli che l’inventore Thomas Edison aveva girato col kinetoscopio, tra il 1891 e il 1895, circa 70 film.

Brevettato il 24 agosto 1891, il kinetoscopio era una grande cassa con un oculare alla sommità. Il fruitore guardava nell’oculare e, muovendo una manovella, guardava il film montato su rocchetti.

Ma il primo film ha addirittura preceduto il brevetto dello strumento. Si tratta di Dickons greeting, mostrato il 20 maggio 1891. La pellicola si chiama così perché mostra per qualche istante William Kennedy Laurie Dickson che saluta lo spettatore. Dickson, aiutante di Edison, è nientemeno che l’inventore della macchina da presa cinematografica. E da quel giorno possiamo dire che siamo in compagnia della settima arte.

I Lumière, attenti osservatori del kinetoscopio, adotteranno un differente sistema di perforazione delle pellicole, per non rischiare di essere citati in giudizio da Edison per plagio. E il loro esordio pubblico, nel già citato 28 dicembre del 1895, è avvenuto davanti a 33 persone. In realtà, si tratta dell’esordio pubblico del cinema.

Dopo il 1900: il cinema narrativo

Sino al 1900, tutti i film sono proiezioni di una sola sequenza della durata di qualche secondo.

Una delle principali evoluzioni del cinema è della Scuola di Brighton: i cineasti inglesi inventano il taglio e il montaggio. E la prima pellicola prodotta con questa tecnica, Le lenti della nonna, è proprio del 1900 e consta di due piani sequenza. Il film dura un minuto e venti secondi.

Come è cambiato il cinema con la nascita di quell’espediente tecnico? Radicalmente: da lì prende il via il cinema narrativo. Nel 1902 Georges Méliès gira Voyage dans la lune, della durata per quei tempi impossibile di 13 minuti.

Negli anni successivi gli spettatori scoprono i primi grandi registi (Nascita di una nazione dello statunitense Griffith è del 1915) e i primi kolossal (peraltro italiani: Quo vadis? è del 1913 e Cabiria del 1914).

Uno dei primi grandi capolavori, ancora oggi modernissimo, è Il monello di Charlie Chaplin, del 1921.

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Il sonoro

Negli anni Venti del Novecento iniziano i primi esperimenti di film sonori. The jazz singer, del 1927, è ancora un film muto ma con inserti sonori. Mentre l’anno successivo è la volta del primo film completamente sonoro, Lights of New York.

Il colore

Altro elemento indispensabile per misurare come è cambiato il cinema è il colore.

I procedimenti per colorare i film sono diversissimi, e si sono susseguiti e giustapposti per decenni. Già dal 1894 alcuni micro film venivano colorati a mano. Ma in estrema sintesi possiamo dire che la prima proiezione pubblica di un film a (tre) colori è avvenuta a Parigi nel 1908.

Dizionario dei film 2021
  • Mereghetti, Paolo (Author)

Verso il presente (e oltre)

Dare conto di come è cambiato il cinema dagli anni Trenta del Novecento a oggi è impresa inaffrontabile per vastità di migliorie non solo tecniche ma, per così dire, anche narrative.

Il cinema è diventato un’industria, gli attori star, ma nel contempo non sono mai mancati i film di ricerca e le avanguardie (pensiamo al Neorealismo italiano e alla Nouvelle Vague francese). O i registi capaci di dar voce al disagio sociale, come Ken Loach.

Insomma: come ogni arte anche il cinema avanza tra amanti dell’innovazione tecnica e tradizionalisti, prodotti di nicchia e per il grande pubblico, geni ribelli e personalità più asservite alle soluzioni consolatorie.

Poi, naturalmente, c’è stato l’ingresso del digitale, sia nella produzione che nella proiezione che nella distribuzione. La visione dei film è sempre più realistica e gli effetti speciali sempre più mirabolanti.

E da qui a breve, pare che si utilizzerà il deepfake per eliminare i problemi di doppiaggio.

Ma noi cinefili non ci rammarichiamo: nessuna diavoleria tecnica sarà mai in grado di spegnere la magia della settima arte. Nel frattempo, avete scoperto quali sono le altre sei?

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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