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Come è cambiato: il cordless

Breve storia dal telefono senza filo: un oggetto che sino a ieri sembrava l’emblema dell’innovazione e che oggi appare già sorpassato

Cos’è il telefono cordless, come è cambiato e quale futuro lo attende? Alla scoperta di uno strumento la cui parabola testimonia lo straordinario ritmo delle scoperte tecnologiche.

Sì: perché il telefono senza filo, che sino a pochi anni fa ci sembrava una novità così comoda e imprescindibile, adesso non interessa quasi più a nessuno. 

Cos’è e come funziona il cordless

Si chiamerebbe telefono cordless, ma tutti lo chiamano semplicemente cordless, dando all’aggettivo il significato di sostantivo. E in effetti il senso dello strumento sta tutto in quel cordless, che in italiano significa senza corda, senza filo. E indica la tecnologia su cui si basano appunto i telefoni cordless. Ovvero i telefoni senza filo destinati prevalentemente all’uso domestico.

I cordless sfruttano la radiocomunicazione grazie a una piccola stazione radio base collocata in casa, allacciata alla linea telefonica fissa tramite doppino e presa telefonica, e alimentata elettricamente.

telefono cordless come è cambiato

Come è cambiato il cordless: le sue origini

Pare che l’inventore del cordless sia stato un musicista jazz. Il suo nome era Terry Pall e nel 1965 ha ideato per primo il telefono senza filo. Tuttavia non è stato possibile commercializzare il suo apparecchio, perché la versione cordless di Pall aveva un’ampiezza di segnale di ben 2 miglia (circa 3,2 chilometri), che interferiva con le comunicazioni degli aerei.

Tuttavia il padre del cordless è da molti considerato George Sweigert, un radioamatore che nella seconda guerra mondiale ha prestato servizio nell’esercito degli Stati Uniti come operatore radio. Sweigert ha depositato la domanda di brevetto il 2 maggio del 1966, per ricevere un responso positivo il 10 giugno 1969.

Perfezionamento e lancio sul mercato

È poi toccato a Douglas G. Talley e L. Duane Gregory, nel 1974, brevettare un modello di cordless più simile a quelli recenti, dotato di batteria e segnali di controllo. L’apparecchio si è andato via via perfezionando, e a partire dai primi anni Ottanta del secolo scorso le grandi aziende hanno iniziato a manifestare un forte interesse per i telefoni senza filo.

Come è cambiato il cordless: una prima evoluzione

I primi modelli di telefoni cordless erano AM, agivano su una frequenza di 1.7 MHz ed erano suscettibili di svariate interferenze.

Ecco allora, a partire dai primi anni Novanta, l’ingresso dei modelli che utilizzavano la modulazione di frequenza (FM). Lavorando su un intervallo di frequenze ampio, da 43 a 50 MHz, oltre a impiegare meno energie garantivano minori interferenze.

Tuttavia, i cordless analogici non davano eccessive garanzie riguardo alla privacy: se le conversazioni dei modelli AM potevano essere intercettate con una semplice radio, quelle degli apparecchi FM potevano essere ricevute dai radio scanner.

La svolta digitale

Tra il 1994 e il 1995 vengono lanciati sul mercato i DDS (Digital Spread Spectrum, ovvero gli ampi “spettri di frequenza digitale” di questi telefoni), e ha inizio l’era dei telefoni cordless digitali.

Il loro segnale è diffuso su una vasta gamma di frequenze, che garantisce una maggiore resistenza alla dissolvenza del segnale. Inoltre, questa tecnologia rende quasi impossibile intercettare la conversazione senza fili.

I più recenti modelli di telefoni cordless adottano lo standard DECT (Digital Enhanced Cordless Telecommunication) e in Europa usano frequenze da 1880 MHz a 1900 MHz.

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Come è cambiato il cordless negli ultimi anni

Oggi in commercio troviamo non solo cordless tradizionali ma anche apparecchi VOIP, che sfruttano la connessione Internet di casa.

Tra le nuove tecnologie occorre citare l’ECO DECT, che riduce al minimo la propagazione delle onde radio ed elettromagnetiche, e l’ECO PLUS, che ha una portata sino a trecento metri all’aperto, e quando è in stand-by non emette onde radio.

Ci sono poi apparecchi che, grazie alla tecnologia Bluetooth, permettono l’utilizzo di auricolari. E i cordless GSM, che funzionano con una scheda SIM all’interno.

I telefoni cordless di ultima generazione possono avere display a colori ad alta definizione, sono in grado di inviare messaggi, consentono di leggere le email e di ricevere le informazioni più aggiornate tramite Feed RSS, selezionare Internet Radio o podcast e riprodurli attraverso l’altoparlante integrato.

Il cordless al tempo degli smartphone

Proprio queste recentissime funzionalità aggiuntive mostrano come il cordless stia facendo una rincorsa, forse fuori tempo massimo, verso l’imitazione dello smartphone.

La sensazione è che sia davvero troppo tardi. Oggi ogni cittadino ha (almeno) un proprio device, quasi sempre con una tariffa all inclusive che rende superflua la linea domestica. Inoltre, le conversazioni vocali saranno sempre più veicolate dal traffico dati. La maggior parte di chi mantiene attiva la linea fissa, lo fa per poter navigare in Iternet.

Prendiamo un dato eloquente. L’osservatorio AGSCOM relativo all’utilizzo della rete fissa nell’ultimo trimestre del 2019 ci parla di un sensibile calo degli accessi (-180.000 rispetto al trimestre precedente, -700.000 rispetto al 2018).

I cordless non paiono dunque avere un radioso futuro, soprattutto nelle abitazioni. Potranno forse resistere nelle aziende, anche se ormai ogni impiegato è solito fornire ai clienti un numero di telefono mobile, che sia quello privato o uno fornito dalla società.

Gli affezionati ai telefoni senza filo devono fare il tifo per centralinisti e segretarie: finché ci saranno loro, verosimilmente il cordless non scomparirà.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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