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Auto elettrica, benzina, diesel. Quale auto spende meno secondo Altroconsumo?

Spesso si cerca di capire se l’auto elettrica sia effettivamente conveniente dal punto di vista economico. Si sente dire sempre più frequentemente che le auto elettriche non siano solo più ecologiche, ma anche più economiche da mantenere e nel lungo termine. La BEUC, l’Organizzazione Europea per i Consumatori, con diverse associazioni per i diritti dei consumatori come l’italiana Altroconsumo, ha realizzato uno studio molto interessante che afferma proprio questo: le auto elettriche sono più economiche di quelle termiche. Ma sarà davvero così?

BEUC e delle associazioni per i consumatori: “A che punto è l’auto elettrica a livello di costi?”

Partiamo subito dalle basi, dal capire chi è BEUC, che cosa fa e perchè si è decisa a indagare sui costi totali delle auto elettriche. La BEUC, acronimo del nome francese Bureau Européen des Unions de Consommateurs, è la macro-associazione che racchiude tutte le 45 Associazioni per i diritti dei consumatori presenti in Unione Europea. Questa Associazione Europea per i Diritti dei Consumatori, fa da cappello per tutte le società per la tutela dei cittadini e dei consumatori europei, tra cui l’italiana Altroconsumo.

logo BEUC

La BEUC si occupa spesso di effettuare ricerche, dossier e studi su temi d’attualità, a volte piuttosto spinosi, come ad esempio difetti di produzione di prodotti, illeciti nella pubblicizzazione o nella commercializzazione dei prodotti, obsolescenza programmata e così via. All’interno di queste operazioni, poi, c’è spazio anche per delle indagini sul campo. L’obiettivo? Far scoprire ai consumatori di tutta Europa i benefici, o l’assenza di questi, riguardo a diversi prodotti, famiglie di prodotti o intere filiere produttive. Ed in questo caso, la BEUC ha deciso di analizzare il mondo dell’auto, per scoprire se l’auto elettrica non è solo un mezzo di trasporto più ecologico, ma anche più economico.

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Per farlo, ha incrociato i dati di una ricerca sui costi d’acquisto e di mantenimento delle auto elettriche iniziati già nel 2016, 5 anni fa, con nuovi dati e studi. Questa nuova ricerca è inoltre divisa in due tronchi. Il primo, realizzato da BEUC in collaborazione con le altre associazioni, cerca di analizzare il TCO, ovvero il costo totale di possesso di un’automobile in 16 anni di vita. Il secondo invece è realizzato dall’italiana Altroconsumo, che cerca di capire i vantaggi di un’auto elettrica per il primo possessore, per il secondo e per il terzo.

La ricerca di BEUC: l’auto elettrica è più conveniente nel lungo periodo. Ma leggiamo bene i dati

Partiamo dalla ricerca europea, realizzata dalla BEUC. Per arrivare al risultato finale, gli esperti BEUC hanno preso in considerazione diversi criteri per scoprire quale tipo di motorizzazione sia più economicamente vantaggiosa in un ciclo di vita totale di un’auto. La ricerca, divulgata il 25 aprile 2021, tiene conto di un ciclo di vita dell’auto di ben 16 anni. BEUC ha calcolato i costi totali di possesso e di esercizio dell’auto in questi sedici anni. E quali sono i criteri utilizzati per scoprire i costi? Si tratta di una serie di principi fissi utilizzati in tutto il mondo per calcolare i costi di gestione e utilizzo di un’auto. Abbiamo infatti:

  • Il prezzo di listino dell’auto, compreso dell’IVA.
  • Il deprezzamento dell’auto, progressivo e calcolato in media per tipologia di vettura.
  • I costi di assicurazione e tasse (bolli, accise e tassazioni varie).
  • I costi della manutenzione ordinaria.
  • Il prezzo al litro (o al kW) di carburante o elettricità utilizzati.

Le automobili prese in esame sono state del segmento delle piccole, delle medie e auto un po’ più grandi, e i 16 anni di vita dell’auto sono divisi in questo modo. Secondo la BEUC, il ciclo “tipo” di un’auto è formato da un primo proprietario, che tiene l’auto per 4 anni e percorre 60.000 km, 15 mila km l’anno. Dopo di lui, si avvicenda il secondo proprietario, che percorre 12.000 km in 5 anni, arrivando anche lui a 60.000 km. Dopo 9 anni e 120.000 km, il terzo proprietario tiene l’auto per 7 anni e per altri 70.000 km, 10 mila all’anno. La vita media di un’automobile europea è quindi di 16 anni, 190.000 km e tre proprietari.

auto elettrica ricerca BEUC

E quali sono i risultati? Prendiamo in esame i dati delle automobili medie, le più diffuse. Sappiate che comunque cambiano le cifre, ma le proporzioni sono le stesse sia per le auto più piccole che per quelle più grandi: abbiamo scelto le automobili medie perché più appetibili per il mercato italiano. BEUC ha quindi calcolato che in 16 anni e 190.000 km un’auto elettrica costa 73.916 euro in 16 anni, circa 4.400 euro meno dei 78.321 delle automobili a gasolio.

Le automobili a benzina invece si mettono al quarto posto con oltre 80-000 euro, dietro alle ibride pure. Molto interessante è il dato delle ibride ricaricabili, le plug-in. Se ricaricate con frequenza, il loro costo è di 77.506 euro, le più economiche dietro alle elettriche. Se invece non vengono mai ricaricate, il prezzo totale lievita e supera tutte le rivali. Attenti quindi alle Plug-In. Sembrano appetibili e risparmiose, ma se non state attenti possono costare (e inquinare) molto più delle “sporche” benzina e diesel.

Ma è davvero così? Le nostre domande e i nostri dubbi sulla ricerca

Sulla carta, quindi, l’auto elettrica è la soluzione da preferire in ogni situazione. In realtà, le cose non sono così facili come sembrano. Intanto, il chilometraggio annuo dei tre proprietari idealizzati è piuttosto ridotto, seppur comune tra tantissimi utenti europei e italiani. Superando i 15.000 km l’anno, in realtà, il prezzo inferiore dell’elettricità al kW rende le elettriche ancora più convenienti, ma c’è un enorme scoglio da superare: dove queste ricariche sono state effettuate.

Nei documenti BEUC, si scopre che la tariffa utilizzata per calcolare il costo al km è quella media dell’energia elettrica domestica, fissata a circa 0,22 € al kW. Questo significa che i costi inseriti all’interno dello studio non sono quelli che si otterrebbero utilizzando colonnine pubbliche, sia quelle lente che veloci. Dalle colonnine fino a 22 kW, almeno in Italia, questo prezzo raddoppia, arrivando a 0,45/0,50 € al kW, e raggiungendo anche il tetto degli 0,80 € al kW nelle più potenti colonnine in circolazione. Perciò, i costi indicati sono veritieri solo se si sfrutta totalmente la ricarica casalinga, molto più lenta (fino a 30 ore per una ricarica completa sulle elettriche più vendute) e spesso semplicemente inaccessibile per chi non ha un box o un posto auto privato.

Auto elettrica ricarica a casa

Il prezzo della benzina e del gasolio invece sono stati presi dalla media europea, più facilmente ottenibile da qualsiasi automobilista. Per i due combustibili fossili, nel 2021 la media è fissata a 1,43 €/litro per la “verde” e a 1,21 per il diesel. Certo, ci sono eccezioni dove le termiche sono incredibilmente tassate, come in Olanda e Norvegia, la benzina supera i 2 euro al litro e l’elettricità è più economica e agevolata. Nel resto d’Europa, invece, la situazione è più difficile, e questi costi potrebbero diventare realtà solo per chi ha un box o un luogo dove caricare dalla rete nazionale la propria elettrica.

Il lavoro italiano di Altroconsumo: l’auto elettrica è conveniente nuova, usata e di terza mano

Al fianco della ricerca europea di BEUC, anche l’italiana Altroconsumo ha voluto realizzare una propria ricerca sull’argomento. Prendendo in considerazione esclusivamente dati e riferimenti italiani, la celebre associazione per i diritti dei consumatori ha stilato una simile classifica, spezzandola però in tre “tranche”: primo, secondo e terzo proprietario.

Secondo Altroconsumo, infatti, un’auto elettrica nuova costa tra svalutazione, tasse, rifornimenti/ricariche, RCA e manutenzione 32.003 euro, circa 1.000 euro meno di un’ibrida plug-in, di un’ibrida e di una diesel in un periodo di 4 anni e 48.000 km. Per il secondo proprietario invece, che la tiene 5 anni e aggiunge 50.000 km, il diesel è la soluzione più conveniente, con una spesa di 22.763 euro. L’elettrica, però, è distante solo 50 euro, mentre stacca tutte le rivali nella terza mano. Dopo 9 anni e 98.000 km, un’elettrica costa 19.000 euro da mantenere, più di 1.500 euro meno di una ibrida e quasi 3.000 euro meno di una diesel.

tesla ricarica

Anche in questo caso, però, Altroconsumo ha dichiarato che il costo delle ricariche è stato calcolato usufruendo della rete domestica. La situazione, quindi, soprattutto se come in questo caso è molto serrata, con un prezzo doppio o triplo di ricarica potrebbe cambiare radicalmente.

Ma tutto questo è vero nella vita reale?

Arrivati a questo punto, vi starete chiedendo: “Ma allora, questi dati sono ideali! A che cosa servono?”. La risposta è piuttosto complessa. Certamente questi dati sono stati ottenuti e realizzati sfruttando il miglior scenario possibile, quello della ricarica casalinga. Un problema? In realtà non sembrerebbe: diverse ricerche indicano infatti che la ricarica lenta casalinga è proprio il tipo di ricarica preferita dai possessori di auto elettriche.

VW ID.3

Questi infatti non percorrono mai l’intera autonomia dell’auto, bensì al massimo la metà della sua capacità. In questo modo, una notte di ricarica in box permette di avere la mattina dopo tutta la autonomia necessaria per una giornata di viaggio. Questo però è da puntualizzare, e BEUC l’ha fatto, con grande onestà intellettuale. Chi pensa infatti di usare l’automobile ogni giorno per centinaia di km pensando di risparmiare, sappia che deve andare incontro a tempi di ricarica molto lunghi, e se vuole invece abbatterli dovrà aumentare i costi di utilizzo.

auto elettrica utilizzatore risparmio

Secondo la BEUC, l’auto elettrica è già adatta a diversi archetipi di cliente. Per i pensionati o per chi usa il car sharing, ad esempio, l’auto elettrica non porta un risparmio tangibile, anzi: costa oltre 4.000 euro in più. Chi può godere di un ottimo risparmio sono i pendolari saltuari e quelli regolari, cittadini e fuori città. Ci sono poi i tassisti e i rappresentanti, frenati però dalla scarsa autonomia: se non ci fosse questo problema, sulla carta il risparmio è stimato in circa 10.000 euro in 50.000 km. Non male.

Auto elettrica concessionario

C’è poi un altro scoglio importante alla diffusione delle auto elettriche: il costo d’acquisto. Questo, al momento, è di circa 5/10 mila euro più alto, a parità di allestimento, rispetto ad auto benzina o diesel. Secondo BEUC e Altroconsumo, nei prossimi 5 e soprattutto 10 anni, con la diffusione della mobilità elettrica i costi di produzione si abbasseranno. Questo porterà ad un graduale ribasso dei listini delle auto elettriche, andando a colmare l’importante forbice che c’è al momento.

Audi RS e-tron GT batterie 800V
Drivetrain with 800-volt system voltage

Un altro fattore ancora ignoto è la tenuta nel tempo delle batterie, e il costo della sostituzione delle stesse. Essendo ancora un genere di auto pressochè di nicchia, non abbiamo ancora dati certi e imponenti riguardo i costi delle componenti e del lavoro delle officine per la sostituzione o la rigenerazione dei pacchi batteria. Sappiamo che ora sono davvero molto, molto costosi, fino anche a 10/15 mila euro: sarà un fattore fondamentale per il futuro della mobilità elettrica.

Le infrastrutture e gli incentivi giocano un ruolo indispensabile nella corsa all’auto elettrica

Infine, il fattore di maggiore importanza riguardo alla diffusione dell’auto elettrica in Italia come in Europa è l’impegno governativo. Senza un piano statale per incentivi all’acquisto, all’uso, alla ricarica e alla attesissima formazione di una rete di infrastrutture completa, le auto elettriche non potranno diventare la risposta definitiva. Perchè un’auto elettrica potrà ed è già, in alcune condizioni, più economica, ma al momento è molto più scomoda. L’automobile elettrica costringe a rinunce e a sacrifici, almeno al momento. Non poter effettuare lunghi viaggi, dover investire più soldi all’acquisto, e investire il proprio tempo per le ricariche, casalinghe e non.

Questi problemi non si risolveranno in un battibaleno: ci vorrà del tempo e tante innovazioni tecnologiche. In questo momento però l’investimento, economico e non solo, può e deve essere colmato dall’intervento statale, e con gli anni la forbice andrà assottigliandosi. Ma come dice anche la BEUC, questi sforzi saranno inutili senza una vera rete infrastrutturale. Non tutti hanno la fortuna di avere un box o un luogo dove ricaricare, figurarsi a prezzi convenienti. Senza un’infrastruttura adeguata, l’auto elettrica non potrà mai sbocciare con tutto il suo potenziale, rimanendo per sempre l’auto del futuro. I giorni però stanno scadendo: il futuro è tra pochi giorni, è domani. E per ora, sorprendentemente, le auto a combustione interna per molti sono ancora la risposta. Saprà l’elettrico rivoluzionare prima o poi tutto questo?

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Giulio Verdiraimo

Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!

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