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Courmayeur, il Manifesto dello smart working etico tra sostenibilità e benessere

Courmayeur è pronta per affrontare le prove che la contemporaneità ci prospetta come il mutamento del mondo del lavoro

Il mondo del lavoro sta subendo un’evoluzione considerevole, una palingenesi che sta conducendo verso un ecosistema lavorativo quasi del tutto nuovo. Lo smart working, attraverso l’utilizzo di dispositivi tecnologici, ci consente non solo di interagire e comunicare nonostante le distanze siderali, ma è uno strumento che ci sta permettendo di ripensare e risignificare un modello culturale di organizzazione del lavoro. 
Il lavoro agile, analizzando l’ultimo report Istat “Situazione e prospettive delle imprese nell’emergenza sanitaria Covid-19”, durante il lockdown è stato uno degli strumenti maggiormente utilizzati per contenere le conseguenze della pandemia, una misura molto diffusa tra le medie e grandi imprese, la cui quota ha raggiunto l’8,8%, dall’1,2% dei mesi precedenti. Secondo molti esperti lo smart working diventerà un fenomeno strutturale, e determinerà il mondo del lavoro favorendo un nuovo modello e un cambiamento culturale circa l’agire dei lavoratori.

Courmayeur, il Manifesto dello smart working etico tra sostenibilità e benessere

Per questo motivo è nato il Manifesto delle Smart Working etico, un manifesto che tiene traccia di ciò che i lavoratori e il mondo del lavoro stanno affrontando, presentato sabato 6 Marzo a Courmayeur, in diretta dal Centro Congressi di Courmayeur Mont Blanc. Durante quest’evento sono state affrontate molte tematiche contemporanee e che riflettono un nuovo modello turistico e lavorativo sia sostenibile che attento al benessere, un progetto che si traduce in strategie commerciali, pacchetti e spazi dedicati allo smart working, promosso dal Manifesto e sottoscritto a Courmayeur dal sindaco Roberto Rota, i commercianti, gli albergatori e i rappresentanti degli operatori turistici. 
Sono state raccolte oltre 400 adesioni al Manifesto dello smart working etico, tra cui l’economista ed ex ministra
Elsa Fornero, Gianluca Perrelli, CEO di Buzzoole, imprenditore digitale e smart worker da Courmayeur, Lodovico Passerin d’Entrèves, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Courmayeur e Francesco Colorni, imprenditore e “padre” dell’Umarell da scrivania di Superstuff. 

La presentazione del Manifesto dello smart working etico

Courmayeur
“Courmayeur lavora al ritmo della montagna: è la nuova campagna di comunicazione della località ma anche un Manifesto che vogliamo lanciare da Courmayeur, per proporre un modello di smart working sostenibile, in armonia con il ritmo e la dimensione delle comunità alpine”, ha dichiarato Raffaella Scalisi, General Manager del Mont Blanc; “Lo smart working sta diventando sempre più centrale nelle vite di tutti noi, un tema sul quale Courmayeur vuole lavorare presentando un modello di efficenza e qualità dei servizi, abbinato anche alla valorizzazione dell’identità della montagna, ai valori della montagna. Molti alberghi a Courmayeur già hanno cominciato ad offrire dei pacchetti o degli spazi dedicati allo smart working nelle loro strutture, quindi il sistema ricettivo si sta attrezzando anche come opportunità all’interno degli alberghi”. 
 
Durante la presentazione del Manifesto è intervenuto il sindaco di Courmayeur, Roberto Rota, che ha dichiarato che “Questo manifesto nasce dalla volontà di proseguire, di cercare di vincere questo momento difficile che stiamo vivendo da ormai un anno. Da tutte le avversità ci sono degli elementi che ci permettono di fare dei grandi cambiamenti, sicuramente lo smart working è uscito prepotentemente in questo anno, prima esisteva ma in Italia non era così sviluppato, e oggi questo può essere un modo diverso di vivere, in luoghi diversi. E la montagna si candida ad essere uno di questi luoghi. Vorremmo che la montagna continuasse ad avere i suoi valori, non vogliamo che si trasformi tutto solo in un grande business e di un luogo diverso di vivere ma mantenendo gli stessi principi e modelli di vita; la montagna ha i suoi tempi, dobbiamo imparare tutti nuovamente ad ascoltare la natura, quello che ci dice”.

L’intervento del sindaco di Courmayeur, Roberto Rota

“Valori e principi che noi vorremmo che continuassero ad essere vivi e ad essere interpretati nei migliori dei modi anche per chi deciderà di venire anche a lavorare in montagna”, spiega il sindaco di Courmayeur, “Ma non dovrà essere a un ritmo forsennato; dobbiamo imparare a godere della montagna e dei suoi tempi. Ci stiamo attrezzando per offrire tutte queste opportunità, ma con questo Manifesto non vogliamo dimenticare i valori della montagna, vogliamo coniugare lo smart working, e la velocità che questo ci da e la possibilità di essere a contatto, con lo spazio esterno, con l’ambiente che ci circonda, e godere della bellezza che abbiamo”. 
“Mi piace immaginare che un periodo così difficile non sia altro che un’accelerazione verso il futuro”, ha affermato Federica Bieller, presidente di Skyway, “Può diventare il modo di accelerare i trend e delle modalità di agire e di pensare che già erano nell’aria ma che avrebbero avuto un tempo di evoluzione più lungo. Credo che poter lavorare e godere delle nostre bellezze naturali sia davvero importante. Noi abbiamo attivato un’area della nostra stazione di Pavillon dove poter effettuare lo smart working, cercheremo anche di fare delle offerte commerciali molto forti così da spingere e abituare le persone a vivere e lavorare ad alta quota. Credo che Courmayeur sia il luogo ideale per fare lo smart working perché non solo perché è un luogo meraviglioso, ma anche perché uno dei valori di Courmayeur è il net working: vivere Courmayeur significa incontrare una comunità alpina da una parte, che la vive, e una comunità che la frequenta e che ci viene a lavorare, che permetterà a tutti di crescere ancora di più e di aprirsi verso il mondo”. 
Courmayeur è pronta per affrontare le prove che la contemporaneità ci prospetta come il mutamento del mondo del lavoro
Durante la presentazione del Manifesto è intervenuta la Professoressa Elsa Fornero, in streaming da Torino, che ha spiegato che “è un progetto molto ben integrato nella prospettiva del Recovery Plan, una ripresa economica, di valori, civili e sociali, e una capacità delle comunità di fronteggiare eventi negativi, di rafforzarsi. Mi sembra che questo progetto abbia entrambe le caratteristiche ovvero quella di aiutare la ripresa e di aiutare la comunità, abbinando il lavoro a distanza con i luoghi del turismo, luoghi nei quali si mescola l’aspetto di lavoro e tempo libero. Credo che lavorandoci in tanti, residenti e turisti, si possa dare valore a questo progetto e alla comunità”. 
Il Monte Bianco, secondo il Manifesto delle Smart Working etico, è lo scenario naturale dell’incontro tra l’aspirazione umana e i limiti e le regole della natura, e Courmayeur, sinonimo di connessione globale, accessibilità, cultura, sport e natura, è pronta per affrontare le prove che la contemporaneità ci prospetta come il mutamento del mondo del lavoro, proponendo un modello che unisce modernità ed efficenza con il patrimonio valoriale della montagna, fatto di attese, ascolto, condivisione e fatica. 

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