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Un gruppo hacker ha violato più di 150.000 telecamere di sorveglianza della startup Verkada

Violate le telecamere di Tesla, CloudFlare, alcuni ospedali, scuole e molto altro.

Un gruppo hacker ha sfruttato le vulnerabilità del sistema di videosorveglianza della società Verkada ottenendo filmati dalle telecamere di sorveglianza di ospedali, scuole e stazioni di polizia, carceri, ma anche di aziende come Tesla e Cloudflare. Sono state hackerate circa 150mila telecamere.

Violate le telecamere di sorveglianza di Tesla, CloudFlare e altre aziende

Verkada, una startup della Silicon Valley che fornisce servizi di videosorveglianza basati su cloud, ha subito una grave violazione della sicurezza. Gli hacker hanno avuto accesso a oltre 150.000 telecamere dell’azienda, comprese le telecamere nelle fabbriche e nei magazzini Tesla, negli uffici di Cloudflare, nelle palestre di Equinox, negli ospedali, nelle carceri, nelle scuole, nelle stazioni di polizia e negli uffici di Verkada. Oltre ai filmati dal vivo, il gruppo hacker ha affermato di aver avuto accesso all’archivio video completo di tutti i clienti di Verkada, come ha riportato Bloomberg.

L’hacking è stato apparentemente semplice: il gruppo è riuscito a ottenere l’accesso di livello “Super Admin” al sistema di Verkada utilizzando un nome utente e una password trovati pubblicamente su Internet. Da lì, sono stati in grado di accedere all’intera rete dell’azienda, compreso l’accesso root alle telecamere stesse. Che, a sua volta, ha permesso al gruppo di accedere alle reti interne di alcuni dei clienti di Verkada.

Telecamere di sorveglianza Verkada
Photo Credits: Verkada.

Lo scopo era dimostrare quanto siamo sorvegliati e quanto sia semplice violare le telecamere dell’azienda

Anche se solo a livello esemplificativo, questa mossa “ha dimostrato quanto siamo sorvegliati” come ha affermato Tillie Kottmann, a capo del gruppo hacker. Tutto per sensibilizzare la società, ma questo rimane comunque un pericolo serio e Check Point Software Technologies ha commentato così:

“L’attacco hacker che ha interessato nelle ultime ore l’azienda Verkada è un altro esempio di attacco alla supply chain in cui un unico punto di errore nella rete del fornitore ha un impatto devastante sui suoi clienti e offre un accesso illimitato ai dati dei clienti stessi. Gli attacchi alle supply chain si manifestano in molti modi, ma espongono sempre gli anelli più deboli. Per rafforzare la loro sicurezza, le aziende devono assicurarsi che anche i loro fornitori proteggano adeguatamente le proprie risorse. Così da evitare ripercussioni sia sul fornitore sia sul cliente.” ha dichiarato David Gubiani Regional Director SE EMEA Southern di Check Point.

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Source
Bloomberg

Sara Grigolin

Amo le serie tv, i libri, la musica e sono malata di tecnologia. Soprattutto se è dotata di led RGB.

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