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Danimarca, al via la costruzione di un’isola energetica artificiale

Un deciso passo verso il futuro e verso la transizione alle energie rinnovabili sempre più urgente

Con un avveniristico progetto, la Danimarca compie un deciso passo verso il futuro, in particolare verso la transizione alle energie rinnovabili sempre più urgente. Lo stato nordico ha infatti deciso di costruire un’isola artificiale che si estenderà per 120.000 metri quadrati (pari a 18 campi da calcio) e che conterrà ben 200 gigantesche turbine, capaci di fornire elettricità non solo alla Danimarca, ma anche alle nazioni vicine.

L’isola sorgerà nel Mare del Nord, a circa 80 km dalla costa, e avrà un costo di circa 210 miliardi di corone danesi, pari a circa 28 miliardi di euro. Questo ambizioso progetto fa parte di un piano più ampio volto a ridurre le emissioni del 70% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030, e di diventare successivamente carbon neutrale prima del 2050. Il piano danese è quello di rendere operativa l’isola nel 2030, e di costruirne successivamente una seconda, più piccola, nel Mar Baltico, nei pressi di Bornholm.

Danimarca, al via la costruzione di un’isola energetica artificiale

Danimarca

«Questo è davvero un grande momento per la Danimarca e per la transizione verde globale. L’isola darà un grande contributo alla realizzazione dell’enorme potenziale per l’eolico europeo», ha dichiarato il ministro dell’energia danese Dan Jorgensen. Sulla stessa lunghezza d’onda il il Professor Jacob Ostergaard, della Technical University of Denmark: «Tutto ciò è gigantesco. È il prossimo grande passo per l’industria danese delle turbine eoliche. Stavamo conducendo sulla terraferma, poi abbiamo fatto il passo in mare aperto e ora stiamo facendo un ulteriore passo con le isole energetiche. Questo manterrà l’industria danese in una posizione pionieristica».

Grazie ai suoi venti, il paese nordico è stato un pioniere nell’eolico, sia onshore che offshore, dal momento che ha costruito la prima farm eolica offshore al mondo quasi 30 anni fa. Lo scorso dicembre, la Danimarca ha deciso di interrompere la ricerca di petrolio e gas nella parte danese del Mare del Nord.

Quello della Danimarca è un esempio virtuoso, che si inserisce però in un preciso solco tracciato dall’Unione Europea. Il piano europeo prevede infatti di aumentare di circa 25 volte la capacità eolica offshore entro il 2050, con un aumento di cinque volte da ottenere già entro il 2030. Al momento, l’energia rinnovabile fornisce circa un terzo dell’attuale fabbisogno di elettricità dell’Unione.

Un deciso passo verso il futuro e verso la transizione alle energie rinnovabili sempre più urgente

Secondo la stessa Unione Europea, l’eolico offshore fornisce al momento un totale di 12 gigawatt di cui 1,7 proveniente dalla Danimarca. Grazie all’isola energetica, lo stato nordico dovrebbe generare altri 3 gigawatt nelle fasi iniziali, per poi salire nel corso del tempo fino alla soglia di 10 gigawatt. L’isola energetica aggiuntiva di Bornholm dovrebbe permettere di aggiungere altri 2 gigawatt di energia al totale. Nell’entusiasmo generale, l’associazione industriale Dansk Energi ha manifestato perplessità sul fatto che l’isola energetica riesca a generare energia prima del 2033.

Ci auguriamo che l’operato della Danimarca venga presto preso come esempio da parte dell’Europa, e in particolare dall’Italia. La transizione ecologica non è più un lusso o un’utopia, ma una pressante necessità da inseguire e verso cui rivolgere tutti i nostri sforzi, in modo da lasciare a chi verrà dopo di noi un pianeta abitabile e la possibilità di avere un futuro.

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