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Quando scade il green pass Covid? Dipende dal vaccino

La durata del green pass Covid dipende dal vaccino che viene somministrato.

Questa è la novità principale che riguarda il cosiddetto passaporto vaccinale italiano, utile per spostarsi in libertà.

Nel frattempo, visto che la materia è in continua evoluzione, scopriamo anche gli ultimi aggiornamenti che riguardano il green pass europeo.

Prima però facciamo il punto sulla durata del pass verde nazionale.

Green pass Covid: cosa dice il nuovo decreto legge

Per comprendere la durata del green pass dobbiamo rifarci al decreto legge 18 maggio 2021, e nello specifico all’articolo 14, “Disposizioni in materia di rilascio e validità delle certificazioni verdi COVID-19”.

In sintesi, la durata del green pass che rende possibili gli spostamenti tra le regioni dipende dal siero ricevuto (AstraZeneca, Pfizer, Moderna o Johnson&Johnson) e non solo. Prima di entrare nel dettaglio, vediamo a chi spetta il passaporto vaccinale. C’è qualche notizia in più rispetto a quanto abbiamo riportato in uno scorso articolo: il pass verde potrà essere rilasciato in quattro casi.

E cioè: dopo una doppia dose ricevuta (direttamente dalla struttura sanitaria in cui si è stati vaccinati), dal quindicesimo giorno dalla prima dose, dopo un test negativo (rapido o molecolare) o dopo l’avvenuta guarigione.

green pass

La durata del green pass? Dipende dal vaccino

Dai 6 mesi inizialmente previsti, la validità della certificazione verde per chi ha completato il ciclo di vaccinazione è stata innalzata a 9 mesi. Per chi ha fatto solo la prima dose, il pass verde ha validità dal “quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale”.

Ciò significa che, a seconda del vaccino inoculato, il pass avrà una durata differente. Vediamo tutti i casi possibili.

Vaccinazione con AstraZeneca

Per questo siero, la finestra tra la prima e la seconda inoculazione del vaccino è di 12 settimane. Quindi, per chi si vaccina con AstraZeneca la durata del green pass si allunga dei giorni compresi tra la prima e la seconda dose. E siccome dopo quindici giorni dalla prima iniezione si ha già il pass, ne vanno aggiunti altri 70.

La validità complessiva del documento dunque di 11 mesi e 10 giorni.

green pass covid

Vaccinazione con Pfizer o Moderna

Per questi due vaccini il richiamo è previsto dopo 42 giorni dalla prima iniezione e la certificazione viene rilasciata già dopo 15 giorni. Ciò significa che la durata del green pass per chi sceglie Pfizer o Moderna sarà di 9 mesi e 28 giorni.

Vaccinazione con Johnson&Johnson

Qui il calcolo è più semplice, dal momento che il vaccino Johnson&Johnson prevede una sola dose. In questo caso, quindi, la durata del green pass è di 9 mesi, a partire dal quindicesimo giorno dopo la somministrazione.

La durata del green pass in tutti gli altri casi

Abbiamo visto che il green pass viene rilasciato in quattro casi. Vediamo la sua durata se il motivo della richiesta non riguardasse la vaccinazione.

Il green pass per chi dimostra l’avvenuta guarigione dal virus ha una durata di sei mesi. Chi invece dimostra di avere effettuato un tampone con esito negativo, ha la possibilità di circolare liberamente per 48 ore.

Ricordiamo che il green pass, oltre a permettere il libero spostamento tra regioni, dal 15 giugno consentirà anche di partecipare a feste e ricevimenti successivi a cerimonie civili o religiose, anche al chiuso. E si prevede un suo prossimo utilizzo in discoteche e sale da ballo, a oggi ancora chiuse.

Accordo dell’Ue sul Digital Covid Certificate

Mentre i contorni del passaporto vaccinale italiano si fanno sempre più netti, anche l’Unione Europea ha trovato un accordo sul pass, che dal primo luglio permetterà la libera circolazione all’interno dei confini europei.

Si chiamerà Eu Digital Covid Certificate il pass europeo, frutto dell’intesa raggiunta giovedì 20 maggio tra Parlamento europeo, Stati membri e commissione Ue.

Il pass, in vigore da giovedì 1 luglio, sarà disponibile sia in formato digitale (con codice Qr) che cartaceo. Attesterà se una persona è stata vaccinata contro il Covid, se ha effettuato di recente un test con esito negativo o se è guarita dalla malattia.

Il certificato sarà valido in tutti i 27 Stati membri, che non possono adottare ulteriori misure restrittive nei confronti di chi ne sia in possesso. A meno che non siano “necessarie e proporzionate” alla salvaguardia della salute pubblica.

Qui la questione è di difficile interpretabilità giuridica, perché in teoria la salute è un ambito di competenza nazionale. E quindi ogni Paese potrebbe decidere, per esempio, di mettere in quarantena o imporre un test anche a chi esibisse l’Eu Digital Covid Certificate.

Questa sarà una questione da chiarire, assieme alla durata del certificato, ancora non specificata.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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