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Zona bianca e prossime riaperture: facciamo il punto

Grazie ai dati confortanti sull’andamento della pandemia, dall’1 al 7 giugno sei regioni passeranno nella zona con meno restrizioni

Presto sarà zona bianca per sei regioni italiane.

È quanto ha deciso la Cabina di regia del Governo, alla luce degli ultimi dati sull’andamento della pandemia, parzialmente confortanti.

Da martedì 1 giugno entreranno nella zona con minori restrizioni Sardegna, Friuli e Molise. Lunedì 7 giugno toccherà poi a Liguria, Veneto e Abruzzo.

Vediamo più nel dettaglio la prossima mappatura dell’Italia. E gli accorgimenti che saranno presi dal Governo alla luce del buon andamento dei contagi.

Zona bianca per sei regioni

È ormai deciso. Sei regioni si preparano a entrare in zona bianca in due tranche.

Il dato che permetterà il passaggio nella zona più free è il numero di contagi per ogni centomila abitanti.

Tre regioni – Sardegna, Friuli-Venezia Giulia e Molise – si sono dimostrate particolarmente virtuose in questo senso. Hanno cioè fatto registrare meno di 50 casi ogni centomila abitanti nella settimana compresa tra venerdì 7 e giovedì 13 maggio (l’incidenza viene sempre considerata dal venerdì al giovedì successivo). Per loro la promozione in zona biancherà scatterà già a partire da martedì 1 giugno.

Ci sono poi Liguria, Veneto e Abruzzo, con un’incidenza rispettivamente di 50, 55 e 56 casi ogni centomila abitanti. Se i numeri saranno mantenuti tali, per queste tre regioni il passaggio in zona bianca avverrà lunedì 7 giugno.

Cosa si può fare in zona bianca

Passano in zona bianca le regioni che per tre settimane consecutive hanno mantenuto un’incidenza di casi inferiore ai 50 ogni centomila abitanti.

Ricordiamo che nella zona bianca non vige il coprifuoco. Le norme cui occorre attenersi sono poche: va indossata la mascherina all’aperto quando non si può mantenere la distanza e al chiuso nei luoghi pubblici, va mantenuto il distanziamento sociale e resta in vigore il divieto di assembramento.

Per il resto, possono riaprire palestre, piscine, bar e ristoranti senza restrizioni tra esterno e interno. Nessun limite alle visite a parenti e amici. Possono inoltre ripartire tutte le altre attività produttive e sociali, nel rispetto di alcuni “specifici protocolli”.

Dopo di che, ogni regione può disporre autonomamente di alcune misure restrittive. Quando la Sardegna è stata in zona bianca a marzo, ad esempio, il presidente di Regione Christian Solinas aveva comunque imposto il coprifuoco alle 23.30.

Un buon trend: numeri in calo

Se si prende come riferimento la settimana da lunedì 10 a domenica 16 maggio, bene 16 regioni – oltre alle due Province autonome di Trento e Bolzano – sono sotto la soglia di 100 casi ogni centomila abitanti.

I nuovi casi di positivi al Coronavirus sono in netto calo. Si è passati dai 66.476 diagnosi del periodo compreso tra il 3 e il 9 maggio ai 47.942 di quello tra il 10 e il 16. La diminuzione è ben del 27,8%, contro il 19% della settimana precedente.

I numeri non sono mai stati così bassi dall’ottobre del 2020, nonostante le importanti riaperture a cavallo tra aprile e maggio. La vaccinazione sta probabilmente iniziando a dare grandi effetti.

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Dimezzati i ricoveri

Bene anche il progressivo calo dei ricoveri. Domenica 16 maggio gli ospedali hanno segnalato 13.913 pazienti positivi al Covid-19, contro i 17.612 della domenica precedente. Si tratta del 21% di ricoverati in meno. I cali in percentuali delle due ultime settimane erano stati del 15,6 e dell’11,2.

Se prendiamo il riferimento mensile, il dato dei ricoverati si è dimezzato: il 18 aprile se ne contavano 26.959.

Buone notizie anche dalle terapie intensive: 1.779 pazienti domenica 16 contro i 2.192 di domenica 9 maggio: il 18,8% in meno.

Anche il numero dei decessi, nell’ultima settimana, è calato del 20%.

Il nuovo decreto aperture: coprifuoco alle 23

Con un decreto-legge pubblicato lunedì 17 maggio sul sito del Governo, Draghi ha deciso per importanti aperture.

La prima riguarda il coprifuoco, che viene posticipato di un’ora a partire da oggi, 18 maggio. Le maglie di una delle questioni più controverse si allargano: è finalmente possibile rientrare nelle proprie abitazioni alle 23 anziché alle 22.

Le palestre potranno riaprire lunedì 24 maggio,  e dal 1 luglio sarà la volta delle piscine al chiuso e dei centri termali. Nelle palestre si potranno utilizzare gli spogliatoi ma sarà ancora vietato usufruire delle docce.

I centri commerciali possono restare aperti anche nei festivi e prefestivi dal 22 maggio. Via libera anche per bar e ristoranti al chiuso a partire dal 1 giugno.

Il 22 maggio riaprono inoltre gli impianti sciistici. Ok ai tifosi negli stadi dal 1 giugno e nei palazzetti dal 1 luglio, con un numero inferiore al 25 per cento della capienza massima consentita, e comunque con non più di 1000 persone all’aperto e 500 al chiuso.

Matrimoni e feste possono essere organizzate dal 15 giugno sia all’aperto sia al chiuso, tuttavia gli invitati dovranno mostrare il green pass. Che, come abbiamo scritto in un altro articolo, attesta l’avvenuta vaccinazione o la guarigione dal Covid oppure l’aver fatto un tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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