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L’emergenza Covid causa un calo delle donazioni per il terzo settore
La conferma arriva dal monitoraggio dell'Istituto Italiano della Donazione (IID)


Crollano le donazioni per le imprese no profit del terzo settore in Italia nel corso del primo trimestre del 2020. La conferma arriva dal periodico monitoraggio a cura dell’Istituto Italiano della Donazione (IID). Nonostante il picco di donazioni registrate per contrastare l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, molte realtà italiane denunciano un calo netto delle donazioni.

L’emergenza Covid riduce le donazioni per le realtà del terzo settore

Il picco delle donazioni per contrastare l’emergenza Covid (con la Protezione Civile che ha raccolto quasi 166 milioni di Euro) riduce le donazioni per le altre imprese no profit italiane. Secondo il monitoraggio dell’Istituto Italiano della Donazione (IID), infatti, ben l’81% delle realtà del settore ha registrato un calo delle donazioni.

Da notare, inoltre, che circa il 40% delle realtà monitorate dall’Istituto conferma un calo superiore al 50% delle donazioni ricevute. Il periodo di monitoraggio riguarda il primo trimestre del 2020. I risultati sono, quindi, condizionati dall’emergenza sanitaria diffusasi su scala nazionale nel corso del mese di marzo.

A sottolineare la particolare situazione d’emergenza è Happy Family Grajaù, ONG romana fondata da Stefano Fazi, Andrea de Petris, Simone de Petris, Gianfranco Nirdaci e Giorgio Sgobbi. La ONG, attiva al 100% durante i giorni più acuti dell’emergenza Covid, sottolinea come “Il sociale non si ferma” e ci sia il bisogno di sostenere le associazioni che costruiscono, giorno dopo giorno, la solidarietà.

Tra le novità emerse dallo studio, si registra anche un incremento delle donazioni online che passano dal 15 al 21% del totale. Nello stesso tempo, invece, calano le donazioni in contanti, che passano dal 47 al 40%, restando comunque il riferimento principale del settore. Forte calo anche per le donazioni tramite sms solidale (dal 24% al 16%) e bollettino postale (dal 17% al 10%).


Davide Raia