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Causa Epic Games-Apple: entro il 9 dicembre dovrà arrivare l’ok ai pagamenti esterni all’App Store

La giudice Yvonne Gonzalez Rogers conferma la sentenza del 10 settembre

Tappa importante nella sfida legale tra Epic Games e Apple. La giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha respinto la richiesta di sospensione dell’ingiunzione contenuta nella sentenza dello scorso 10 settembre.

E così l’azienda con sede a Cupertino ha tempo sino al prossimo 9 dicembre per consentire ai suoi utenti di effettuare pagamenti anche al di fuori dell’App Store.

La mozione respinta è a oggi l’ultimo capitolo di un processo che ha suscitato clamore soprattutto per la sua valenza simbolica. Vediamo dunque in modo più dettagliato cosa significa la decisione della giudice, e quali sono state le reazioni dei soggetti coinvolti.

Ripercorriamo poi i principali snodi del processo Epic Games-Apple, che vede le due grandi aziende contrapporsi ormai dall’agosto del 2020.

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Causa Epic Games-Apple: sì ai pagamenti fuori dall’App Store

La richiesta di sospensione avanzata dall’azienda di Tim Cook è dunque stata respinta, e Apple dovrà consentire ai suoi utenti di effettuare pagamenti anche al di fuori dell’App Store.

E dovrà farlo entro il 9 dicembre (avrà cioè 90 giorni di tempo a partire dalla sentenza del 10 settembre scorso).

Questo, in concreto, porterà all’implementazione di icone e link che permettano di approdare a piattaforme esterne. Su cui gli utenti potranno saldare abbonamenti o acquisti singoli di un’app, bypassando la mediazione della stessa Apple.

Le conseguenze della sentenza

La conferma della decisione della giudice Yvonne Gonzalez Rogers imporrà la riscrittura del paragrafo 3.1.1. della policy dell’App Store, inerente appunto ai pagamenti.

Ma non è ancora chiaro se Apple rinuncerà a un privilegio ben più importante: quello del 30% delle commissioni sugli acquisti in-app. Anche se, verrebbe da dire, un eventuale mantenimento di questa percentuale darebbe luogo a un cambiamento di fatto nullo dal punto di vista sostanziale.

La reazione di Apple

Così recita la nuova sentenza con cui Yvonne Gonzalez Rogers ha rigettato la richiesta di sospensione dell’ingiunzione: “La mozione di Apple si basa su una lettura selettiva dei risultati di questa corte e ignora tutti i risultati che hanno sostenuto l’ingiunzione”.

L’azienda di Cupertino, che deve provvedere a modificare la struttura dell’App Store entro il prossimo 9 dicembre, chiede più tempo. Mark Perry, uno degli avvocati di Apple, ha detto: “Sarà la prima volta che Apple consentirà collegamenti in un’app per contenuti digitali. Ci vorranno mesi per capire le questioni ingegneristiche, economiche, commerciali e di altro tipo. Devono essere pensate norme e linee guida per proteggere i bambini, per proteggere gli sviluppatori, per proteggere i consumatori, per proteggere Apple. E devono essere scritte in linee guida che possono essere spiegate e applicate.”

Ma quello dei tempi stretti non è l’unico problema evidenziato dai legali di Apple nel processo contro Epic Games. Prosegue Perry: “Crediamo che questi cambiamenti, se Apple sarà costretta a implementarli, sconvolgeranno la piattaforma e danneggeranno i consumatori. Danneggeranno anche gli sviluppatori. Questo è un dato di fatto. Sta per succedere”.

Le dichiarazioni dei legali di Epic Games

La secca dichiarazione dei legali di Epic Games testimonia come, fin dall’inizio di questo processo-sfida, l’idea dell’azienda sviluppatrice di videogiochi sia quella di fare la guerra alle tendenze monopolistiche del colosso di Cupertino. L’avvocato Gary Bornstein si è infatti limitato a dire: “Apple non fa niente a meno che non sia costretta a farlo”.

La stessa Apple ha annunciato che avanzerà identica richiesta alla corte d’Appello per il Nono circuito, una corte federale con funzioni appunto di appello.

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Epic Games-Apple: alle origini dello scontro

Le scintille tra Epic Games e Apple sono iniziate nell’agosto del 2020. Quando l’azienda del Nord Carolina che sviluppa videogiochi decide di ignorare l’obbligo dell’acquisto tramite App Store. Crea un collegamento esterno per acquistare il fortunatissimo videogioco Fortnite, tagliando in questo modo il già citato 30% di commissioni.

Reazione di Apple contro Epic Games? L’app Fortnite viene bloccata su tutti i dispositivi.

Controreazione di Epic? Apple portata in tribunale.

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Il processo che accontenta (scontenta) tutti

Il processo inizia molti mesi dopo, esattamente il 3 maggio. E la sentenza della cinquantaseienne Yvonne Gonzalez Rogers, che arriva solo lo scorso 10 settembre, in fondo scontenta tutti.

Da una parte, Epic Games è stata costretta a pagare 3,5 milioni di dollari per la violazione del contratto con Apple.

Che a sua volta ha visto emettere un’ingiunzione permanente, esecutiva a 90 giorni dalla sentenza, dunque il 9 dicembre.

Apple non potrà più “proibire agli sviluppatori di includere nelle loro app e nei loro metadati pulsanti, link esterni, o altri richiami all’azione che indirizzino i clienti verso meccanismi di acquisto, oltre agli acquisti In-App. E di comunicare con i clienti attraverso punti di contatto ottenuti volontariamente dai clienti attraverso la registrazione dell’account all’interno dell’app”.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha ideato il podcast Runningsofia (www.runningsofia.com), la casa di campagna di tutti i podisti amatori. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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