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Processo Epic Games-Apple: sì ai pagamenti fuori dallo Store

I giudici si sono espressi con un’ingiunzione permanente per l’azienda di Tim Cook

Il tribunale si è finalmente espresso sulla querelle Epic Games-Apple.

E i giudici, nel processo iniziato lo scorso maggio, hanno dato ragione a Epic. L’azienda di Tim Cook, insomma, non potrà proibire che le app presenti nello Store rimandino a pagamenti esterni.

Ripercorriamo i momenti salienti del lungo processo e soffermiamoci più nel dettaglio sull’esito, almeno momentaneo, di una sentenza clamorosa.

Il processo Epic Games-Apple: l’inizio dello scontro

Tutto è iniziato addirittura nell’agosto del 2020.

Epic Games è un’azienda della Carolina del Nord che sviluppa videogiochi, tra cui il fortunatissimo Fortnite.

Un bel giorno della scorsa estate, i vertici della società decidono di ignorare le regole, obbligatorie per tutti gli sviluppatori, vigenti sui pagamenti in-app di Apple Store. Come? Consentendo l’acquisto diretto dei soldi virtuali di Fortnite. In questo modo i gamer, pagando direttamente, avrebbero risparmiato il 30 per cento di commissione imposto dallo Store.

Apple non l’ha presa esattamente bene: ha bloccato l’app Fortnite su tutti i dispositivi in uso.

Palla di nuovo all’azienda del North Carolina, che non ha certo pensato ad abbassare il livello dello scontro. Anzi, in poche parole Epic Games ha portato Apple in tribunale per concorrenza sleale. E con un po’ di sana ironia, ha rielaborato il mitico video della Apple del 1984 sostituendo, nel ruolo di Grande Fratello, l’IBM con (appunto) l’azienda di Cupertino.

Il processo

Il processo (pubblico) Epic Games-Apple è iniziato a mesi di distanza, esattamente lo scorso 3 maggio, in un tribunale federale dell’Oakland.

L’accusa di Epic all’azienda di Cook è quella di approfittare della posizione di monopolio allo scopo di creare un mercato chiuso tramite un “atteggiamento predatorio”.

Apple si è difesa spiegando come le condizioni, che magari appaiono restrittive, sono pensate per salvaguardare la privacy di chiunque utilizzi lo Store, sviluppatori e utenti.

In più Michael Schmid, capo della divisione gaming di Apple, ha dichiarato che durante gli undici mesi di permanenza di Fortnite nello Store, la società di Cupertino avrebbe spesso l’incredibile cifra di 100 milioni di dollari per la campagna di marketing.

Le contromisure di Apple

Dalle prime tensioni tra Epic Games e Apple, il colosso di Cupertino ha compiuto almeno due mosse quanto meno astute.

L’azienda ha intanto promosso uno studio allo scopo di dimostrare che le commissioni richieste dallo Store non sono superiori alla media di quelle del mercato di riferimento. Parliamo di una piattaforma che ospita qualcosa come 1,8 milioni di app.

Inoltre Apple ha ideato lo Small Business Program, secondo il quale la commissione a carico degli sviluppatori che guadagnano meno di un milione di dollari all’anno scende dal 30 al 15%. Ricordiamo inoltre che il passaggio dal 30 al 15% era già previsto (dopo il primo anno) per gli sviluppatori che sottoscrivono un contratto pluriennale.

Due provvedimenti, forse, pensati proprio in previsione del processo contro Epic Games.

L’inatteso ruolo della Corea

Lo scontro Epic Games-Apple, nei giorni scorsi, sembrava avviarsi alla conclusione in modo bizzarro.

La Corea del Sud, infatti, ha da poco approvato il Telecommunications Business Act, legge che impone ai colossi tech di consentire agli sviluppatori di utilizzare diversi sistemi di pagamento.

Ed ecco il botta e risposta a tale riguardo: “Epic intende rilanciare Fortnite su iOS in Corea offrendo sia il pagamento Epic che il pagamento Apple, in conformità con la nuova legge coreana“.

Ma Apple ha ribattuto: “Come abbiamo sempre detto, saremmo lieti del ritorno di Epic sull’App Store se accettassero di giocare secondo le stesse regole di tutti gli altri. Epic ha ammesso di aver violato il contratto e, al momento, non esiste una base legittima per il ripristino del proprio account sviluppatore”.

apple epic games

La sentenza

A breve distanza da questa possibile soluzione del conflitto Epic Games-Apple, ecco arrivare la sentenza pronunciata dalla giudica giudice Yvonne Gonzalez-Rogers.

La giudice ha emesso un’ingiunzione permanente che sarà esecutiva a 90 giorni dalla sentenza, ovvero il 9 dicembre, salvo ricorsi di Apple. Che non potrà più “proibire agli sviluppatori di includere nelle loro app e nei loro metadati pulsanti, link esterni, o altri richiami all’azione che indirizzino i clienti verso meccanismi di acquisto, oltre agli acquisti In-App. E di comunicare con i clienti attraverso punti di contatto ottenuti volontariamente dai clienti attraverso la registrazione dell’account all’interno dell’app”.

Ma la sentenza regala anche due vittorie parziali ad Apple. La prima è il mancato riconoscimento di una situazione di monopolio. Inoltre Epic Games, colpevole di aver violato il contratto di Apple, dovrà pagare il 30% delle rendite, pari a 3,5 milioni di dollari.

Epic Games va in Appello

La somma da pagare per la violazione del contratto, assieme al fatto che la giudice non abbia del tutto annullato la possibilità di fare acquisti in-app, hanno spinto l’azienda della Carolina del Nord a fare ricorso, chiedendo alla Corte d’Appello di rivedere il caso.

La tenzone lunga già più di un anno, dunque, sembra ancora ben lontana dai titoli di coda.

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Il commento di Apple

Se Epic Games tace, Apple ha subito commentato (forse rielaborandola un po’) la sentenza. “Oggi la Corte ha affermato quello che sapevamo fin dall’inizio: l’App Store non viola le leggi antitrust. Apple affronta una rigorosa competizione in tutti i segmenti in cui fa affari. E crediamo che i clienti e gli sviluppatori scelgano i nostri prodotti e servizi perché sono i migliori al mondo. Restiamo impegnati nell’assicurare che l’App Store sia un mercato sicuro e degno di fiducia”.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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