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Facebook: il nuovo brevetto è in grado di capire se siete ricchi o poveri

Facebook avrebbe depositato un nuovo particolare brevetto, che gli permetterebbe di individuare immediatamente se l'utente è ricco oppure povero.

Facebook potrà presto individuare la situazione economico-sociale degli utenti

Il nuovo algoritmo sarebbe stato presentato la scorsa settimana. Il suo funzionamento è essenzialmente molto semplice, infatti sfrutta tutte le nostre "tracce" sul social per capire se apparteniamo alla classe lavoratrice, a quella media oppure "alta". Una divisione sicuramente discutibile, ma che ha uno scopo ben preciso.

Infatti, è ormai noto a tutti che la piattaforma social è totalmente gratuita per tutti gli utenti. Questo perché monetizza in modo diverso. Ogni iscrizione è fondamentale per l'azienda, che potrà rivendere l'utente come pubblico per campagne pubblicitarie di vario genere. Targhettizzare al meglio gli utenti è importante per la buona riuscita di una pubblicità su Facebook. In questo modo, è possibile garantire la continuità degli investimenti da parte degli inserzionisti.

Per questo motivo, Facebook ha deciso di controllare maniacalmente le nostre informazioni (dichiarate oppure ottenute osservando i nostri comportamenti sui social). Solo in modo è possibile profilare in ogni dettaglio le iscrizioni.

Il nuovo algoritmo farà proprio questo. Analizzerà il livello d'istruzione dell'utente, la posizione lavorativa, quello che pubblica sulla bacheca e tutte le informazioni utili a capire la classe sociale di appartenenza.

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Perché conoscere la situazione economica aiuterà Facebook?

Come anticipato, per la piattaforma social è fondamentale vendere nel migliore dei modi le nostre informazioni. Il buon esito di una campagna pubblicitaria non dipende esclusivamente dalle interazioni, ma anche e soprattutto dalle conversioni.

Per questo motivo, proporre beni extra lusso ad utenti che non potrebbero permetterselo non é utile al raggiungimento dell'obiettivo. Dunque, dietro la profilazione di Facebook non ci sarebbe nessuna discriminazione, assolutamente. Soltanto, la volontà di migliorare la propria offerta di pubblicità.

I benpensanti potrebbero essere scioccati da questa novità. Personalmente non ci trovo niente di strano. Nel momento in cui decidete di iscrivervi a qualsiasi social network, soprattutto se gratuito, è fondamentale essere coscienti che – in realtà – stiamo pagando eccome. Solo che, invece del denaro, lo facciamo con i nostri dati personali.

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