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Facebook Mark Zuckerberg

Facebook, Mark Zuckerberg riduce la quantità di contenuti politici nel news feed
ll social network non raccomanderà più gruppi politici ai suoi utenti


Mark Zuckerberg con un post su Facebook ha annunciato di aver deciso di ridurre la quantità di contenuti politici nel news feed e di conseguenza il social network non raccomanderà più gruppi politici e civici ai suoi utenti. Dopo aver spiegato quali sono stati gli sforzi e l’impegno della piattaforma per favorire la distribuzione di informazioni di voto autorevoli e l’integrità elettorale, aiutando 4 milioni di persone a registrarsi per votare, il CEO di Facebook ha puntato l’accento della presentazione della trimestrale (29 miliardi di profitti) sulla comunità interna al social network, una comunità con cui le persone si connettono e quanto essa debba essere sana e positiva.

Per fare ciò ha deciso in primis di abbattere i gruppi che infrangono le regole come la violenza o l’incitamento all’odio, di cui afferma di averne rimossi più di 1 milione solo nell’ultimo anno, e in secondo luogo di aver disincentivato la raccomandazione di gruppi civili e politici negli Stati Uniti prima delle elezioni. Anche se questi non violano in alcun modo le politiche della piattaforma, Mark Zuckerberg ha deciso di estendere questa politica anche a livello globale. Da questo deriva la nuova misura di ridurre la quantità di contenuti politici nel news feed, e analoghi gruppi politici tra i suggerimenti, al fine di scoraggiare conversazioni e comunità che creano divisioni.

Facebook, Mark Zuckerberg riduce la quantità di contenuti politici nel news feed

Facebook Mark Zuckerberg

Uno dei feedback che ha affermato di aver ricevuto il CEO di Facebook è che le persone non vogliono che la politica e la lotta prendano il sopravvento sulla loro esperienza all’interno dei social network. Quindi, pur consentendo comunque alle persone di impegnarsi in gruppi politici e discussioni, qualora lo desiderino, e di organizzare discussioni, parlare contro l’ingiustizia o imparare da persone con prospettive diverse, Facebook si concentrerà sull’idea di creare comunità sane attorno alle quali avvicinare le persone.

Se solo si pensa che poco più di un anno fa lo stesso CEO di Facebook teneva un discorso a Georgetown attraverso cui tentò di affrontare le critiche di Democratici, Repubblicani e dei media, denunciando i pericoli della censura, sostenendo quanto la piattaforma fosse nata per la libertà di espressioneinvocando le icone dei diritti civili Martin Luther King Jr. e Frederick Douglass, si può comprendere come l’anno appena trascorso e soprattutto l’inizio del 2021 abbiano dato un chiaro segnale su quanto sia rilevante il ruolo dei social all’interno dei dibatti e delle azioni politiche. 

ll social network non raccomanderà più gruppi politici ai suoi utenti

Le elezioni americane, l’assalto a Capitol Hill e la sospensione dell’account di Donald Trump hanno dimostrato quanto ampio sia il peso specifico dei social e quanto siano determinanti e impattanti gli account dei politici. Dopo una delle stagioni elettorali più controverse della storia, Facebook interviene ancora una volta con un cambiamento radicale, interviene con una decisione che farà discutere ancora una volta. Questo perché il tentativo attorno al quale si vuole costruire una certa tranquillità strutturale della piattaforma è l’idea di depoliticizzare Facebook, disincentivando gruppi e pagine specifiche.

Prima ancora di farlo il social network dovrà rispondere a un’annosa questione, ovvero, cosa rende un contenuto più o meno politico? La politica divide, la politica crea divisioni, ma cos’è la politica? Sono solo pagine, gruppi, account di leader? In verità tutto è politica. Anche una pagina di arte, cultura o tecnologia può discutere di politica e di impegno civile. Ridurre la quantità di contenuti politici nel news feed potrebbe rivelarsi una scelta non particolarmente vantaggiosa.


Lucia Tedesco

Giornalista. Collaboro con diverse testate digitali, occupandomi di società, cultura digitale e cinema. Ho fondato un portale cinematografico, Lost in Cinema.