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Il G20 di Trieste e i futuri impegni nel digitale

I lavori porteranno all’istituzione del Digital Economy Working Group

Si è aperta ieri, giovedì 6 agosto, la due giorni di dibattiti sul digitale al G20 di Trieste.

35 delegazioni provenienti da tutto il mondo discuteranno di innovazione, ricerca e sicurezza. Lo scenario è quello del porto vecchio del capoluogo del Friuli-Venezia Giulia, e i temi saranno (tra gli altri) la cybersecurity, l’economia digitale, l’identità digitale, l’industria 4.0, la digitalizzazione delle aziende e delle città.

Il gruppo dei 35 membri, su cui vigilano 400 agenti di sicurezza, è composto dai rappresentanti dei Paesi del G20, da quelli di sei Paesi ospiti (Spagna, Brunei, Congo, Paesi Bassi, Ruanda e Singapore) e dai vertici di Nazioni Unite, Fao e Unesco.

I lavori del summit sono suddivisi in due aree: economia digitale e governo digitale. A presiedere gli incontri, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao. Presente anche la Sottosegretaria al ministero dello Sviluppo Economico Anna Ascani.

Proprio il ministro Colao ha annunciato ieri la prossima istituzione del Digital Economy Working Group, un gruppo di lavoro permanente sulla transizione al digitale.

Vediamo quali sono i principali argomenti del G20 di Trieste sul digitale, il cui nome ufficiale è Digital’s Minister Meeting, e capiamo quali saranno gli obiettivi per il futuro prossimo.

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G20 di Trieste: prima giornata all’insegna della cybersicurezza

Acquista un grande significato la prima giornata del G20 di Trieste, dedicata alla cybersicurezza, dopo il grave attacco hacker subito dalla Regione Lazio.

Già il Senato nei giorni scorsi aveva dato il definitivo ok al provvedimento che istituisce l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Si tratta di una struttura che accorpa diverse funzioni finora attribuite a vari ministeri.

Proprio l’hackeraggio senza precedenti è stato uno dei nodi centrali dei dibattiti di ieri. Il ministro Giorgetti ha affermato che “riguardo alla sfida della sicurezza digitale è necessario rafforzare la risposta dei governi. Le minacce alla sicurezza e al flusso dei dati possono compromettere il processo di innovazione e rallentare l’adozione di nuove tecnologie. Queste azioni rischiano di minare la fiducia dei cittadini nelle organizzazioni e nella tecnologia”.

Negli incontri si è discusso anche di trasformazione digitale delle attività produttive, crescita economica sostenibile, digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese, inclusione sociale, ricerca e regolamentazione per favorire l’innovazione.

Il Digital Economy Working Group

Uno dei più importanti annunci del G20 di Trieste riguarda l’istituzione del Digital Economy Working Group. Sarà un gruppo di lavoro permanente che si occuperà della transizione al digitale (sia nel pubblico che nel privato) per le prossime presidenze.

Queste le parole di Vittorio Colao durante il G20: “Dobbiamo lavorare per aumentare l’uso dell’identità digitale, per lo sviluppo di schemi di identificazione elettronica che siano interoperabili tra piattaforme, settori e confini, allo scopo di “offrire servizi ancora più avanzati ai cittadini”.

Cybersecurity e comunicazione quantistica

Al G20 di Trieste è stata effettuata una videochiamata antihacker tra Lubiana, Zagabria e la stessa Trieste.

Di cosa si tratta? Del primo esperimento di comunicazione quantistica internazionale. Ovvero, di una chiamata video in cui è stato utilizzato un nuovo sistema di crittografia quantistica che garantisce elevatissimi livelli di sicurezza. Questo grazie alle chiavi quantistiche crittografate, sequenze di numeri generate casualmente da uno scambio di fotoni. Ogni minimo tentativo di intercettazione del codice da parte di un hacker lascia una traccia che permette l’intervento immediato.

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Sicurezza e collaborazione internazionale

Sempre con un occhio al recentissimo e grave attacco hacker alla Regione Lazio, al G20 di Trieste il ministro Colao ha sottolineato l’indispensabilità di una cooperazione internazionale.

Queste le sue parole: “Dobbiamo condividere i nostri approcci sul digital government per offrire servizi ancora più avanzati ai cittadini. Stiamo andando nella giusta direzione, sia nell’aggiornamento dei quadri normativi, sia nel rafforzamento della collaborazione internazionale.

Dobbiamo impegnarci a mappare, etichettare, monitorare e condividere costantemente i nostri sforzi e le nostre soluzioni sul governo digitale per rispondere in maniera sempre più efficace alle esigenze dei cittadini.”

L’obiettivo, ha ripetuto a più riprese il ministro, è quello di arrivare a un’identità digitale unica tra i Paesi del G20.

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Un cloud nazionale

Per quanto riguarda più nello specifico l’Italia, è stato ricordato che nel recovery plan ci sono 600 milioni di euro per la cybersecurity.

Mentre il Consiglio dei ministri ha appena insediato Baldoni alla guida dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Vittorio Colao ha detto che il cloud nazionale è “in dirittura d’arrivo”. Il progetto offrirà alle amministrazioni statali una piattaforma sicura oltre che di semplice gestione.

Nel frattempo l’Italia guarda con favore anche a Gaia-X, l’ipotesi di cloud europeo caldeggiato dalla Germania per contrastare la leadership americano-cinese.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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