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Oggi è la Giornata internazionale del Mar Mediterraneo

Ricorrenza dedicata al nostro bellissimo mare, minacciato dall’inquinamento e teatro di disperate fughe

Oggi, per l’ottavo anno consecutivo, si celebra la Giornata internazionale del Mar Mediterraneo.

La ricorrenza, istituita nel 2014, serve a sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato di salute di quello che gli antichi romani chiamavano Mare Nostrum. E di far luce sui pericoli che lo minacciano.

La ricchezza e varietà naturalistica del Mediterraneo sono infatti messe in crisi da diversi fattori, tra cui la pesca eccessiva, lo sviluppo economico insostenibile e le microplastiche.

La ricchezza del Mar Mediterraneo

Il Mediterraneo, il cui significato è “in mezzo alle terre”, ospita 17.000 specie e, pur rappresentando solo l’1% degli oceani ospita il 10% delle specie conosciute.

La Giornata internazionale del Mar Mediterraneo mira a salvaguardare questo straordinario scrigno di ricchezze dalle minacce che provengono da un’azione indiscriminata dell’uomo. La ricorrenza odierna è solo una giornata-simbolo, a cui si affianca l’opera quotidiana del WWF, che ha lanciato l’iniziativa GenerAzioneMare.

GenerAzioneMare

Nella pagina che il WWF dedica all’iniziativa GenerAzioneMare, possiamo leggere che “il futuro dell’umanità dipende dalla salute degli oceani che ricoprono due terzi del nostro Pianeta. Nel loro insieme, se fossero un paese, avrebbero la settima economia più grande del mondo, per un valore complessivo di 24.000 miliardi di dollari. 

Con GenerAzioneMare vogliamo tutelare il Capitale Blu del Mediterraneo, un mare di straordinaria bellezza con oltre  17.000 specie e con un’economia, che può generare un valore annuo di 450 miliardi di dollari. Il Mare Nostrum costituisce meno dell’1% degli oceani del mondo e ospita il 10% di tutte le specie marine conosciute. Oltre 150 milioni di persone vivono lungo la sua costa e beneficiano dei servizi ecosistemici che fornisce.

Dalla pesca eccessiva allo sviluppo economico insostenibile e alle microplastiche, il Mar Mediterraneo è sottoposto a una pressione senza precedenti con pesanti impatti sugli ecosistemi marini, la biodiversità insieme a importanti settori economici come la pesca e il turismo. 

Lo scopo della nostra campagna è anche quello di unire volontari, ricercatori, pescatori, imprese per difendere specie e habitat marini anche attraverso lo sviluppo di Aree marine Protette, essere a fianco della piccola pesca,  promuovere un consumo sostenibile di pesce e combattere  l’inquinamento, in particolare la plastica. 

Dobbiamo urgentemente ripristinare l’equilibrio del Mediterraneo, in modo che le persone e la natura  possano continuare a prosperare, insieme.”

L’opinione dell’esperto

Sulle specie a rischio nel Mare Mediterraneo si è espresso Leonardo Tunesi, Responsabile dell’Area Tutela biodiversità, habitat e specie marine protette per ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Dati incontrovertibili – dice Tunesi – mostrano che la biodiversità degli oceani, a tutti i suoi livelli, è in forte diminuzione a causa degli impatti diretti e indiretti delle pressioni determinate dalle attività umane.

La sovrapesca è tra le principali cause di perdita di biodiversità. Insieme all’esplosione della presenza di specie non indigene, le alterazioni fisiche dell’ambiente e l’inquinamento dovute a dragaggi, costruzioni costiere, pesca a strascico, sostanze tossiche, eccesso di nutrienti, rifiuti.”

Tunesi indica poi, a titolo di esempio, cinque specie minacciate, tipiche dei mari italiani. E cioè la foca monaca mediterranea, il pinna nobilis, la patella ferruginea, la posidonia oceanica e i coralli bianchi profondi.

Infine, il monito: la protezione della biodiversità marina richiede l’impegno concreto di ognuno di noi. Bisogna consumare specie ittiche pescate sostenibilmente, adottare un giusto comportamento in spiaggia o al mare e le pratiche idonee a evitare che i nostri rifiuti finiscano in mare.

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Minacciata anche la flora

Anche la flora del Mar Mediterraneo è seriamente minacciata. Come ci ricorda Annalisa Falace, che insegna algologia Università di Trieste: “Nel Mediterraneo stiamo assistendo a importanti regressioni, con locali estinzioni, di foreste marine. Le cause sono i cambiamenti climatici, in particolare le ondate di calore che alternano i cicli biologici e riproduttivi di questi vegetali come abbiamo recentemente dimostrato. A cui si sommano altri impatti antropici come distruzione di substrati naturali e inquinamento.

Purtroppo la situazione è molto grave lungo diverse coste italiane. La conservazione da sola non è più sufficiente. Ecco perché siamo attivamente impegnati in attività di restauro biologico, coltivando queste alghe in speciali strutture e riportandole poi in mare. Ma trasformarci in contadini del mare non è impresa priva di difficoltà: lavoriamo tutti i giorni per migliorare le tecniche di coltura, allo scopo esclusivo di ripristinare quanto distrutto dall’uomo”.

Giornata internazionale del Mar Mediterraneo

Il Mar Mediterraneo e la strage di migranti

La Giornata internazionale del Mar Mediterraneo, così come l’impegno quotidiano di associazioni ed esperti, ha il merito di richiamare l’opinione pubblica a una maggiore attenzione verso il Mare Nostrum.

Ma non va certamente dimenticato che il Mediterraneo è anche l’incolpevole teatro di un dramma umano dai numeri sconfortanti. La strage dei migranti, solo nei primi cinque mesi del 2021, conta 632 persone decedute nel tentativo di raggiungere le coste dell’Europa, tra 173 morti accertati e 459 dispersi.

Problema complessissimo e sfaccettato. Che andrebbe anzitutto affrontato con un cambio di mentalità e – in concreto – con una collaborazione reciproca tra Paesi Ue e governi nordafricani.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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