fbpx
AttualitàCulturaFeaturedNews

Google: Commissione Ue avvia indagine sulla pubblicità online

L’Unione Europea avrebbe rilevato gli estremi per un’accusa di concorrenza sleale

Google finisce nel mirino della Commissione europea.

L’Ue apre un’indagine sulla pubblicità online: il colosso di Menlo Park è accusato di concorrenza sleale. L’annuncio è stato dato martedì 22 dalla vicepresidente della Commissione Europea con delega alla concorrenza, Margrethe Vestager.

La vicepresidente ha dichiarato che Bruxelles avvierà un’indagine antitrust per verificare se Google abbia penalizzato i suoi rivali nello svolgimento di vari servizi collegati al mercato della pubblicità online, favorendo i propri prodotti a danno di quelli delle aziende concorrenti.

La Commissione europea e l’indagine su Google

Google è dunque sotto indagine della Commissione europea. Che vuole capire se l’azienda abbia o meno favorito i propri servizi di inserzione pubblicitaria online a scapito di fornitori di servizi di tecnologia pubblicitaria concorrenti, inserzionisti ed editori online.

La formale indagine antitrust mira a determinare se Google abbia violato le norme dell’Ue in materia di concorrenza. E più nello specifico se abbia favorito i propri servizi pubblicitari, e danneggiato la concorrenza, limitandone l’accesso ai dati degli utenti per scopi pubblicitari su siti web e applicazioni (che avrebbe così riservato esclusivamente al proprio utilizzo).

L’indagine avviata dall’Ue avrà anche l’obiettivo di assicurarsi che le politiche di Google sul tracciamento dei dati degli utenti siano “coerenti con un sistema di concorrenza leale”.

commissione ue

La dichiarazione di Margrethe Vestager

Riguardo all’indagine della Commissione Ue nei confronti di Google, ha preso la parola la vicepresidente della Commissione Europea con delega alla concorrenza, che ha annunciato il provvedimento.

Margrethe Vestager ha detto: “I servizi pubblicitari online sono al centro del modo in cui Google e gli editori monetizzano i propri servizi online. Google raccoglie dati da utilizzare per scopi pubblicitari mirati, vende spazi pubblicitari e funge anche da intermediario pubblicitario online. Quindi Google è presente a quasi tutti i livelli dell’offerta della catena per la pubblicità display online. Siamo preoccupati che Google abbia reso le cose più difficili per i rivali online sui servizi pubblicitari per competere nel cosiddetto ad tech stack”.

La vicepresidente ha aggiunto che “la parità di condizioni è essenziale per tutti nella catena di fornitura, e la concorrenza leale è importante sia per gli inserzionisti che per raggiungere i consumatori sui siti degli editori e agli editori per vendere il loro spazio agli inserzionisti, per generare entrate e finanziamenti per i contenuti”.

Vestager e la pubblicità display

Vestager ha poi allargato lo sguardo, osservando che molti editori si affidano alla cosiddetta pubblicità display online (ossia ai banner pubblicitari mostrati in una pagina web di destinazione) per finanziare contenuti online gratuiti per i consumatori. Nel 2019, la spesa per la pubblicità display nei paesi dell’Ue è stata stimata in circa 20 miliardi di euro.

I commissari Ue esamineranno in particolare l’obbligo imposto da Google di utilizzare i servizi Display & Video 360 o Google Ads per acquistare annunci online su YouTube. E quello di utilizzare Google ad Manager per pubblicarli. Sempre su YouTube, si verificherà l’eventuale esistenza di restrizioni imposte da Google al modo in cui i servizi concorrenti di Ad Manager possono offrire annunci display.

La risposta di Google

Google, controllata a vista dalla Commissione europea, non ci sta. Un suo portavoce cerca la strada del dialogo con Bruxelles.

“Migliaia di aziende europee utilizzano i nostri prodotti pubblicitari per raggiungere nuovi clienti e per finanziare i propri siti internet. Scelgono i nostri prodotti perché sono competitivi ed efficaci. Continueremo a confrontarci in modo costruttivo con la Commissione europea per rispondere alle richieste di chiarimento e dimostrare i benefici che i nostri prodotti portano alle aziende e ai consumatori europei.”

Google e la pubblicità online

La pubblicità online è il principale business per Google. Nel corso del 2020 l’azienda statunitense ha fatto registrare entrate pari a 147 milioni di dollari grazie al digital advertising.

L’indagine dell’antitrust Ue si preannuncia come la più importante inchiesta sino a oggi avviata sull’argomento. E arriva a due settimane da una clamorosa sentenza dell’antitrust francese. Che ha condannato Google a pagare 220 milioni di euro per abuso di posizione dominante.

L’azienda, a cui era stato contestato l’eccesso di potere nella pubblicità digitale, ha immediatamente accettato di pagare e ha promesso che cambierà atteggiamento. L’impegno di Google per facilitare i concorrenti a utilizzare i suoi strumenti di pubblicità online sarà vincolante per i prossimi tre anni.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button