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Il prossimo Google Pixel potrebbe avere un processore fatto in casa

Il chip dal nome in codice Whitechapel potrebbe rivoluzionare tutto il mondo Android

Google sarebbe pronta a lanciare un processore fatto in casa, nome in codice Whitechapel, che dovrebbe arrivare con il prossimo Google Pixel. Se Google ha già presentato delle interessanti componenti hardware, questo passo potrebbe cambiare l’intero ecosistema Android, trasformando i Pixel nei rivali degli iPhone che tanti utenti stanno aspettano.

Un processore su misura per Google Pixel

Analizzando il codice della nuova versione di Android 12, gli sviluppatori hanno trovato dei riferimenti a un nuovo processore. Nel repository AOSP si trovano dati sul processore Whitechapel, che Google userà per i telefoni P21. P21 dovrebbe essere il Pixel in uscita nel 2021, che non sappiamo ancora se sarà chiamato Pixel 6.

La scelta di avere un processore costruito in casa va in contrasto con quanto visto su Android fino a oggi. L’ideologia alla base del sistema operativo è simile a quanto visto su Windows per i PC: un sistema compatibile con tutti i processori. Se Google ha già prodotti componenti hardware (come gli acceleratori per il machine learning, il Visual Core e altri) lo ha sempre fatto affiancando processori Snapdragon.

Il nuovo processore invece avrebbe il vantaggio di essere costruito appositamente per il sistema operativo, come funziona per gli iPhone. Un cambio di filosofia per Google. Ma che potrebbe avere conseguenze anche per tutti gli altri costruttori che usano Android come sistema operativo.

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Addio alla compatibilità completa di Android?

Una delle funzioni meglio riuscite dei Pixel è il software per la fotocamera, GCam. Essendo sviluppata sui processori grafici costruiti da Qualcomm, altri costruttori possono utilizzare su licenza alcune delle API della fotocamera di Google sui propri dispositivi. Lo stesso vale per tante altre piccole novità del sistema operativo, che restano esclusive Pixel dopo il lancio ma che potenzialmente possono essere usate anche da altri. Finché si tratta di applicazioni e funzioni extra come quelle lanciate negli ultimi anni, il problema è relativo. Ma se Google dovesse sviluppare Android per avere un vantaggio prestazionale del 30% sul proprio processore, gli altri costruttori non potrebbero pareggiarlo in alcun modo.

In sostanza, Google continuerebbe a sviluppare e vendere il proprio sistema operativo a tutti gli altri costruttori Android, ma avrebbe anche il suo “iPhone” fatto in casa, con hardware specifico. Sebbene ci sia questa possibile rivoluzione potenziale, resta probabile che il processore del nuovo Google Pixel sia costruito con i moduli standard Arm Cortex. Ci aspettiamo che le vere novità riguardino il machine learning e la gestione dell’immagine.

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Google Pixel con processore proprietario: una nuova esperienza grafica

La novità principale che ci aspettiamo, visto l’andamento negli ultimi anni, sta nell’elaborazione dell’immagine. I Pixel hanno dimostrato di essere fra i migliori smartphone per le fotografie e i video, pur utilizzando sensori non al top di gamma. Questo perché il software processa i dati grafici in maniera particolarmente intelligente. Un processore nel chip Whitechapel dedicato interamente alla fotocamera potrebbe portare questa qualità all’estremo: Google offrirebbe un’esperienza grafica di alta qualità.

L’altro punto su cui l’azienda sta lavorando molto (e meglio di quasi tutti i competitor) è l’intelligenza artificiale. Un sensore dedicato e costruito in casa porterebbe a risposte più intelligente dell’Assistente Vocale, a una gestione migliore dei suggerimenti e delle ricerche. Ma anche a un utilizzo prolungato della batteria: potrebbe imparare a gestire meglio i carichi di lavoro in background per consumare meno energia.

Questo nuovo processore fatto in caso potrebbe da subito portare i Pixel a fare un passo in avanti nelle classifiche degli smartphone Android, offrendo prestazioni e fotografie da top di gamma pur contenendo i costi ben al di sotto dei 1.000 euro. E in futuro potrebbe portare i Google Pixel a essere i rivali di iPhone per Android che molti utenti aspettano. Ma per adesso sono solo speculazioni: vi teniamo informati su tutte le novità.

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DDay

Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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