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Hollywood pronta ad acquisizioni nel mondo del gaming

Sony e Disney potrebbero essere in corsa per EA, con Netflix decisa a entrare nel mondo dei videogiochi da subito

Dopo l’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft, molte aziende stanno valutando di investire in una software house. Soprattutto Sony, che secondo alcuni analisti starebbe valutando l’acquisizione di una grande proprietà come EA. Ma sembra che l’intera Hollywood che conta sia pronta a future acquisizioni nel mondo del gaming: con Netflix pronta a lanciare il proprio servizio di game streaming e Disney che starebbe per fare spese folli. Anche nell’ottica di prepararsi per un metaverso dai contorni vaghi ma in cui tutti hanno una certezza: i videogame giocheranno un ruolo fondamentale.

Le prossime acquisizioni del mondo gaming potrebbero arrivare da Hollywood

Come tutti gli appassionati di gaming sanno, Microsoft ha chiuso un affare da 68,7 miliardi di dollari per l’acquisizione di Activision Blizzard. L’azienda guidata da Satya Nadella diventa così la terza azienda per profitti nel mondo dei videogiochi, dopo Tencent e vicinissima a Sony. Sebbene sembra che i giochi come Call of Duty resteranno disponibili anche per PlayStation, in borsa Sony ha subito un colpo da quasi 20 miliardi in valutazione.

Ma sembra che Sony abbia già la risposta pronta. Come racconta l’Hollywood Reporter, Sony potrebbe decidere di acquistare una software house enorme come Electronic Arts (EA), con titoli come FIFA, Medal of Honor, Madden. Che ha però una valutazione di mercato di 37 miliardi di dollari. Oppure spostarsi su acquisti meno ingenti come Ubisoft (Assassin’s Creed, Just Dance) o TakeTwo (GTA). Quest’ultime due avrebbero inoltre il vantaggio di poter essere acquisti importanti non solo per PlayStation e il nuovo servizio di game streaming che Sony vuole lanciare nel 2022. Ma anche per la divisione cinema dell’azienda.

Sony guadagna ogni anno oltre 3 miliardi netti dall’industria dei videogiochi e “solo” 762 milioni da quella cinematografica. Ma avere esclusive come Spider-Man anche per lanciare giochi esclusivi gioca a vantaggio del gigante giapponese. La possibilità di gareggiare su due fronti potrebbe diventare un’arma vincente. Specie se in futuro le esperienze di realtà virtuale dovessero cancellare la divisione fra videogiochi ed esperienze cinematografiche.

Disney in agguato

Secondo gli analisti del mercato americano sentiti dall’HR, un rivale inaspettato per Sony potrebbe diventare Disney. Nel 2016, l’allora CEO Bob Iger aveva annunciato la chiusura della divisione per il gaming di Disney. Niente più giochi Star Wars, Marvel o di qualsiasi altra proprietà intellettuale Disney prodotti internamente. L’azienda ha voluto passare a un modello di vendita delle licenze. Perché, come sottolineava Iger: “Siamo bravi a fare film e show televisivi e parchi a tema e crociere ecc. Ma non abbiamo mai dimostrato di avere le capacità per produrre videogiochi“.

Ma alcuni analisti pensano che Bob Chapek possa invertire totalmente la rotta. Perché l’industria dei videogame sta crescendo più velocemente di quella dei “vecchi” media, tanto da valere ormai 200 miliardi di dollari l’anno. E perché un mix fra gli IP Disney e la capacità produttive di un gigante come EA potrebbe creare un nuovo gigante del mercato.

In particolare, unire EA Sports con le risorse di Disney come ESPN, il principale canale sportivo americano, potrebbe avere senso. Inoltre offrire dei giochi nella propria piattaforma streaming sarebbe una mossa che va in diretta concorrenza con un altro gigante di Hollywood che sta entrando nel mondo del gaming.

Neflix entra nel mondo del gaming, anche senza bisogno di acquisizioni

Il 20 gennaio il COO di Netflix Greg Peters ha spiegato che l’azienda vuole puntare soprattutto a offrire giochi partendo dai propri franchise più famosi. Di certo Stranger Things, ma possiamo vedere un futuro anche in show come Squid Game e non solo. Ma restano anche aperti a “prendere in licenza grandi proprietà intellettuali che le persone possono riconoscere”.

Netflix

Peters non ha commentato su delle possibili acquisizioni nel mondo del gaming. Ma ha riconosciuto che la decisioni di Microsoft di acquistare Activision Blizzard per rendere ancora più appetibile il Game Pass ha senso. “In qualche modo è un sostegno alla nostra tesi principale. Che il modello ad abbonamento è un grande modello per connettere i consumatori in tutto il mondo con i giochi e l’esperienza di gioco”.

Per Netflix, il mondo dei videogiochi rappresenterebbe anche una fonte di storie e personaggi per i propri prodotti originali, che sono la chiave del proprio successo. Soprattutto adesso che tanti importanti distributori hanno lanciato il proprio servizio di streaming.

Hollywood, gaming e Big Tech diventano sempre più un tutt’uno con queste acquisizioni

Se Netflix vuole integrare i giochi nel proprio servizio di streaming, Sony vuole rispondere a Microsoft e Disney pensa ad espandersi, sono ancora molti giocatori in gara. E tutti con potenzialità enormi. Dopo la fusione fra Discovery e WarnerMedia, non sappiamo cosa possa succedere a Warner Bros. Interactive Entertainment. Ma ci sono molti analisti che pensano che i videogame possano diventare una parte centrale del business di questa azienda.

E poi dobbiamo considerare che oltre a Microsoft, ci sono altre aziende Big Tech che pensano all’industria del gaming e a quella cinematografica. Sia Apple come Arcade che Google con Stadia offrono servizi per i videogiochi, per quanto diversi. Apple TV+ sta prendendo sempre più seriamente il proprio ruolo come media company del gigante di Cupertino. E Google ha fatto capire di voler mantenere il suo ruolo di leader dello streaming con YouTube e i sistemi operativi per gli smart TV, seppur al momento restando lontana dalla produzione di contenuti a pagamento.

Insomma, sembra che la distinzione fra aziende di hardware/software, film e serie TV e videogiochi si possa assottigliare moltissimo nei prossimi anni. C’è la seria possibilità che nascano “giganti dello streaming“, indipendentemente che sia streaming di giochi, video o programmi.

Quale possa essere l’effetto di questa verticalizzazione per l’economia è difficile da capire. E forse ancora più complicato dire cosa significherà per le industrie creative. Anche perché il possibile futuro del metaverso potrebbe accelerare questo erodersi della distinzione fra serie TV, gioco e chissà cos’altro. I videogame e i film come li conosciamo potrebbero diventare qualcosa di diverso. E non sappiamo se sarà qualcosa che ci piacerà o meno.

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Source
The Hollywood Reporter

Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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