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Il nuovo algoritmo di Facebook dà meno visibilità ad alcuni contenuti

Oggi daremo uno sguardo all’algoritmo di Facebook, e come esso si comporta in merito ai post del News Feed. Quali contenuti vengono valorizzati? E quali penalizzati in termini di visibilità?

Uno sguardo al misterioso algoritmo di Facebook

Come tutti ben sappiamo, i social network utilizzano complessi algoritmi. Questi, assegnando un punteggio ai vari contenuti, danno più o meno visibilità ai post. L’algoritmo utilizzato da Facebook è stato spesso oggetto di controversie e mistero. Tuttavia, proprio oggi, il social di Mark Zuckerberg ha dichiarato alcune dinamiche del proprio meccanismo. A confermarlo è il portale The Verge, che ha riportato la notizia. 

L’algoritmo Zuckerberghiano, come apprendiamo dalle Linee Guida per la distribuzione dei contenuti, divide i post diverse dozzine di macrocategorie. I contenuti che appaiono come clackbait, ad esempio, subiscono penalizzazioni molto importanti. Lo stesso accade per post condivisi da persone che hanno violato più volte le linee guida del social blu. Il processo è ovviamente completamente automatizzato, e si basa sulle tecnologie di apprendimento intelligente. Queste sono infatti in grado di rilevare automaticamente contenuti poco idonei alla community, limitandone la visibilità all’insaputa dell’utente. Questo processo viene generalmente chiamato shadowban. Se quindi abbiamo più volte ricevuto segnalazioni per contenuti offensivi, i nostri post saranno penalizzati in termini di visibilità.

Il team del social dal grande pollicione non specifica il peso della penalizzazione. Non sappiamo quindi quanto severamente un contenuto viene oscurato rispetto ad un altro. Sappiamo però che lo shadowban è l’ultimo passo prima dell’eliminazione del post e, nei casi più gravi, del profilo. A tal proposito Jason Hirsch, responsabile della politica di integrità di Facebook, ha dichiarato a The Verge che la società non tende a fare distinzioni che si basino sulla gravità delle infrazioni. Insomma, per fare un esempio, un post con contenuti violenti potrebbe subire le stesse restrizioni di una fake news sulla salute.

Come il social si pone nei confronti delle fake news

La posizione di Facebook su temi politici e sociali, caratterizzati da forte schieramenti, è da sempre controversa. L’azienda porta avanti, non senza polemiche, una forte lotta alle fake news per evitare la viralità delle stesse. In molti, ad esempio, ricorderanno l’oscuramento dei profili di Donald Trump a seguito delle scorse elezioni presidenziali Statunitensi. Una cosa simile accadde anche ad un contenuto del New York Post in merito al figlio del presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Anche in quel caso Facebook oscurò il contenuto in quanto non verificato. Il dibattito su questo tema è ancora aperto, fatto sta che impedire il dilagare di notizie false è assolutamente una priorità in periodi di forte tensione sociale.

Altri contenuti penalizzati dall’algoritmo sono quelli che contengono link a siti categorizzati come spam. Anche i commenti di bassa qualità (molto lunghi con testi copiati o con sole emoticon e link) subiscono una penalizzazione. Lo shadowban riguarda anche utenti la cui unica attività sul social consiste nella condivisione di articoli e notizie in gruppi. Questi, essendo categorizzati come utenti spam, subiscono un calo di visibilità.

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