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Il ray-tracing di NVIDIA fa davvero la differenza?

COLONIA – Nell’ultimo periodo abbiamo sentito spesso parlare di ray-tracing in real time, una tecnologia che in realtà non è particolarmente nuova. I primi esperimenti infatti risalgono alla fine degli anni ’90 ma con risultati ancora poco pratici e convincenti.

Oggi però le cose sono differenti. A cambiare le carte in tavola infatti è stata NVIDIA con l’ultima generazione di GPU.

Che cos’è il ray-tracing?

Il ray-tracing è una tecnica che permette di simulare il comportamento fisico della luce in tempo reale. Tutto questo mantenendo una qualità altissima e avvicinando i videogiochi attuali al tanto agognato fotorealismo.

Per ottenere questo risultato gli algoritmi di NVIDIA calcolano il percorso dei singoli raggi, individuando la traiettoria più probabile e procedendo al contrario. Cosa vuol dire? Che invece di partire dalla fonte di luce si parte dalla lente – quella con cui osserviamo la scena – per poi ricostruire tutto il processo.

Tutto questo tiene conto di ogni oggetto e superficie presente, utilizzando come parametri le proprietà dei singoli materiali, l’opacità e la riflettanza.

A questo punto vi chiederete perché sfruttiamo questa formula solo adesso. In realtà la risposta è molto semplice: prima le GPU non avevano la potenza necessaria a gestire questo enorme carico di lavoro.

Cosa cambia con il ray-tracing?

Sulla carta sembra tutto molto complesso. Ecco perchè abbiamo approfittato della Gamescom per mettere le mani su alcuni titoli che sfruttano questa tecnologia.

A spiccare su tutti è – stenterete a crederlo – Minecraft. Il gioco più venduto al mondo cambia totalmente volto grazie al ray-tracing in tempo reale, aggiungendo un’illuminazione sorprendentemente realistica, colori vibranti e specchi d’acqua che si distanziano moltissimo dai cubi blu a cui ci ha abituato Mojang negli ultimi anni.

Naturalmente non dovete credermi sulla parola. Ecco quindi qualche utile confronto.

Su Minecraft l’effetto è particolarmente evidente ma questo non significa che su altri titoli non sia altrettanto incisivo. Tra i giochi su cui abbiamo messo le mani anche Watch Dogs Legion, l’ultimo episodio della serie di Ubisoft. Niente screen capture per noi in questo caso ma posso garantirvi che Londra – soprattutto di notte – diventa molto più viva grazie al ray-tracing. Le insegne si riflettono nelle pozzanghere, le ombre sono molto più credibili e i riflessi sono davvero realistici: tutti elementi che hanno reso la nostra passeggiata per Camden Town particolarmente interessante.

Watch Dogs Legion però non è l’unico videogame in arrivo a sfruttare la tecnologia di NVIDIA. Anche Call of Duty: Mordern Warfare può contare sul ray-tracing. Il risultato non è immediatamente percepibile se siete soliti lanciarvi nella mischia e concentrarvi sulla vostra sopravvivenza, ma passeggiando per l’ambiente di gioco non potrete non notare quanto già riportato per il titolo Ubisoft. Tutti elementi che concorrono a rendere il nuovo gioco di Activision ancora più realistico.

    La nostra mattinata da NVIDIA si è conclusa con due ulteriori videogiochi. Il primo è Vampire: The Masquerade – Bloodlines 2, di cui abbiamo visto solo una breve presentazione, mentre il secondo è Synced: Off Planet, lo sparatutto di Tencent. Ad essere stato particolarmente interessante è il secondo, complice la sessione di gameplay all’aperto e in pieno giorno. I 20 minuti in compagnia di Synced: Off Planet ci hanno infatti permesso di notare altri vantaggi legati al ray-tracing. Qualche esempio? Il protagonista si riflette nello specchio, i finestrini dell’auto offrono nuovi giochi di luce e le superfici riflettenti possono aiutarvi a notare i nemici che si annidano alle vostre spalle. 

      Il futuro del ray-tracing

      Il ray-tracing – ve l’avevo anticipato prima – è al momento legato alle nuove schede grafiche NVIDIA, il che significa che per godervi a pieno i titoli citati dovrete investire su un PC da gaming con una GPU di nuova generazione.

      E chi ha una console? Niente ray-tracing per Xbox One e PlayStation 4, ma entrambi i produttori sembrano intenzionati a supportare questa tecnologia in futuro. Rimane però da capire come verrà effettivamente implementata, soprattutto considerando che l’hardware di PS5 sarà AMD che, ad oggi, non ha ancora annunciato il suo ray-tracing.

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      Erika Gherardi

      Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.
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