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just eat progetto ridurre plastica

Unire cibo a domicilio e sostenibilità è possibile
I consumatori desiderano contenitori sostenibili per il cibo a domicilio e Just Eat dà il via ad un progetto plastic free


Da un’indagine di Just Eat su oltre 15.000 clienti, più del 90% ritiene i pack sostenibili importanti per il cibo a domicilio, con il desiderio di eliminare la plastica. Inoltre c’è anche una particolare attenzione a non sprecare il cibo e allo smaltimento delle confezioni. Così in Italia il servizio di cibo a domicilio ha dato il via al progetto plastic free, rendendo disponibili confezioni realizzate interamente con materiali sostenibili.

I consumatori desiderano confezioni sostenibili

Just Eat, app leader per ordinare pranzo e cena a domicilio in tutta Italia e nel mondo, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, rinnova la collaborazione con “L’Osservatorio sullo stile di vita sostenibile” di LifeGate per continuare a sensibilizzare sull’importanza di seguire pratiche sostenibili e favore dell’ambiente. In occasione della sesta edizione dello studio LifeGate, Just Eat svela infatti i trend di una propria indagine a supporto dei temi della sostenibilità ambientale e della riduzione della plastica. Grazie ad un campione di oltre 15.000 clienti, si è analizzato il rapporto tra chi ordina a domicilio e la sostenibilità. I risultati mostrano le preferenze su pack e confezioni per il food delivery, nonché abitudini e comportamenti a favore dell’ambiente.

Ma non solo. In contemporanea infatti, parte da Londra il lancio delle prime confezioni al mondo per il mercato del takeaway in alghe, realizzate in collaborazione con Notpla. Mentre in Italia ci saranno i primi pack eco-compatibili, 100% compostabili e biodegradabili, a disposizione da maggio sullo shop dedicato a tutti i ristoranti partner dell’app per le consegne.

Secondo L’Osservatorio LifeGate, realizzato in collaborazione con l’Istituto Eumetra, emerge un forte interesse verso la sostenibilità. 36 milioni di italiani sono vicini al tema, percepito dal 72% come patrimonio comune in grado di influenzare le abitudini quotidiane. In particolare dai giovani della generazione Z e dalle donne 35-54 anni.

Un trend che conferma la volontà dei consumatori italiani di essere attivi con azioni sostenibili. Azioni che inevitabilmente secondo loro devono passare dalle aziende per permettere di fare scelte di acquisto green. L’86% considera quindi corretta la decisione dell’Unione Europea di stoppare l’utilizzo di oggetti in plastica monouso a partire dal 2021.

L’indagine di Just Eat e gli amanti del food delivery

Quanto emerso dall’Osservatorio Nazionale LifeGate trova conferma anche tra gli amanti del food delivery che, durante l’indagine condotta da Just Eat, rivelano comportamenti virtuosi e responsabili per evitare l’uso della plastica.

Solo il 5% si vede infatti costretto a buttare gli avanzi degli ordini a domicilio, evidenziando un comportamento responsabile per il 95%. Con il 62% che, in caso di eccesso di cibo, lo conserva in modo adeguato, utilizzandolo anche come pranzo per il giorno successivo, mentre il 28% cerca di consumarlo. In generale, il 67% degli intervistati dichiara che quasi mai capita di avanzare cibo in casa, il 19% meno di due volte a settimana.

Il desiderio di poter scegliere prodotti pensati dalle aziende in modo green è molto presente anche tra chi ordina a domicilio. Il 52% pensa che le aziende dovrebbero attivarsi nel produrre e disporre imballaggi per essere sostenibili e limitare l’uso della plastica monouso nel food delivery (39%).

Per evitare lo spreco di alimenti gli italiani sono attenti anche a non ordinare troppo cibo nei propri ordini takeaway (41%), e molti evitano di chiedere salse o posate di plastica (17%). Altrettanto centrale è poi lo smaltimento delle confezioni di takeaway, ritenuto molto importante per quasi il 30%.

Anche i ristoranti sono però chiamati a specifiche attenzioni. Secondo gli italiani è fondamentale consegnare il cibo in confezioni biodegradabili e compostabili (59%). Oltre ad eliminare le posate di plastica o le bustine di salse, oppure inserirli solo su richiesta, che è considerata una buona pratica per il 42% degli intervistati.

Da Just Eat prime confezioni in alghe al mondo e nuovi pack sostenibili

just eat elimina la plastica

Come risposta concreta ai dati degli studi, Just Eat lancia sul mercato nuove soluzioni per i contenitori a disposizione dei ristoranti e del business del food delivery. A partire da Londra, con le prime confezioni al mondo per il mercato del domicilio realizzate in alghe marine. I prodotti, messi a punto in collaborazione con la startup Notpla, sono rivestiti in alghe e realizzati in cartone composto da polpa di alberi ed erba, senza additivi sintetici. Inoltre è stato progettato per resistere all’acqua e all’olio, garantendo comunque la miglior esperienza possibile per i clienti, senza rifiuti in plastica da smaltire.

La collaborazione tra Just Eat e Notpla prosegue dal successo di un primo test già realizzato nel 2019 a Londra per ridurre l’uso di bustine di salse introducendo bustine in alghe e impedendo così la circolazione di oltre 46.000 bustine di plastica.

Anche l’Italia diventa plastic free

just eat confezioni plastica free italiaLo studio per la diffusione dei materiali negli altri paesi è in corso. Mentre in Italia sono già disponibili da maggio le nuove confezioni sostenibili, biodegradabili e riciclabili, per i ristoranti partner dell’app tramite lo shop dedicato e oggi completamente plastic free.

Tre i materiali principali scelti per le nuove confezioni: polpa di cellulosa, carta erbacea naturale e scarti di canna da zucchero. Buste per piadine, panini e kebab sono quindi realizzate in Grass Paper, composta al 50% da erbacce e al 50% da carta certificata FSC. Oltre a un processo che consuma pochissima energia. Scatole e contenitori per cibi caldi e freddi sono realizzati in bagassa, che proviene dagli scarti di produzione dello zucchero di canna, a seguito della macinatura e del lavaggio della stessa. Questa materia ha un basso impatto ambientale, è di origine organica, a base vegetale e senza plastica. La bagassa compostabile è inoltre composta da materiale naturale di scarto derivante dalla produzione dello zucchero di canna, ovvero i fusti della canna da zucchero.

Box per fritti, hamburger, patatine, insalate, poké, zuppe sono certificati con l’idoneità per alimenti Food Save e sono in colore naturale. Sono realizzati senza l’utilizzo di sbiancanti o prodotti chimici, biodegradabili e compostabili in 1-2 settimane, al 100% in fibra di canna da zucchero. Ma non solo. Il contenitore per cibi caldi e freddi, con maniglie, è anche perfetto come Doggy Box. Sarà così facile portare in casa quello che non viene terminato se si consuma il pranzo o la cena direttamente al ristorante.

L’intera filiera di produzione del prodotto è inoltre attenta all’ambiente anche in fase di realizzazione in cui vengono utilizzati il 13,5% in meno di energia, l’8,4% in meno di vapore e il 9,3% d’acqua in meno rispetto alla produzione del cartone bianco tradizionale. 


Sara Grigolin

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Amo le serie tv, i libri, la musica e sono malata di tecnologia. Soprattutto se è dotata di led RGB.
                   










 
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