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Questo robot diventerà il tuo maggiordomo

Labrador Retriever è un robot pensato per aiutare anziani, persone con mobilità ridotta e coloro che soffrono di malattie croniche.

LAS VEGAS – Labrador Retriever. Il nome dovrebbe già darvi qualche indizio. In fondo il labrador è un cane da riporto, un fedele compagno che all’occorrenza può darvi davvero una mano. Il robot di Labrador System fa esattamente la stessa cosa: sta in casa, in un angolino, e si attiva per aiutarvi quando serve. Come? Evitandovi spostamenti e sforzi.

Labrador Retriever: cosa fa e cosa serve?

Labrador Retriever svolge principalmente un compito: portare oggetti dal punto A al punto B. Per farlo utilizza una serie di sensori che lo aiutano a mappare l’abitazione in cui è inserito e ad evitare gli ostacoli, così da muoversi in totale autonomia. Per facilitargli il compito l’azienda ha sviluppato un sistema che si basa sulla presenza di specifiche fermate. Non come quelle dell’autobus, sia chiaro. Labrador Retriever non segue un percorso designato, fermandosi ad ogni stop, ma, utilizzando l’app dedicata, è possibile definire quali siamo i posti della casa in cui può sostare.

Per invocare il vostro nuovo maggiordomo avrete due modi: la già citata applicazione oppure Alexa. Sappiate che, in futuro, sarà possibile dargli anche indicazioni complesse. Al CES l’azienda ha infatti portato uno speciale frigorifero in grado di aprirsi all’arrivo di Labrador Retriever; a quel punto il vassoio delle bibite veniva spinto sul robottino che aveva il compito di portarlo a destinazione.

Labrador Retriever supporta un massimo di 25 libbre (circa 11 kg) e può abbassarsi o alzarsi, adattandosi alla situazione e alle necessità dei singoli clienti.

Questo prodotto, che formalmente può tornare utile a chiunque, è stato in realtà pensato per un pubblico specifico: gli anziani, le persone con problemi di mobilità e coloro che soffrono di malattie croniche come Parkinson o artrite.

Il costo? In realtà l’azienda punterà su un abbonamento mensile di 150 dollari. Sembrano tanti, lo sappiamo, ma in realtà non lo sono. Prima di tutto perché parliamo comunque di un robot avanzato nonostante il suo compito sembri apparentemente semplice; in secondo luogo è studiato per il mercato americano, dove un infermiere a domicilio costa 70 dollari l’ora. Il risparmio, anche sul breve termine, è quindi importante, senza contare il vantaggio – tanto fisico quanto psicologico – di guadagnare un po’ di autonomia.

Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.

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