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Come è cambiato: la lavastoviglie

Storia dell’elettrodomestico forse non più indispensabile ma più comodo

Come è cambiata la lavastoviglie? Quanto si è evoluto, nel tempo, questo curioso elettrodomestico, che non possiamo certo definire indispensabile, ma che in qualche modo è l’antenato di tutti i sistemi, oggi tecnologicamente all’avanguardia, che permettono di vivere l’intimità domestica risparmiando tempo ed energie?

Prima di scoprirlo, come sempre, diamo una definizione dell’oggetto di cui ripercorreremo la storia.

Cos’è la lavastoviglie

Vocabolario alla mano, la lavastoviglie è l’“apparecchio elettrodomestico a funzionamento automatico per il lavaggio delle stoviglie, le quali, disposte in appositi cestelli, vengono sottoposte a varî getti di acqua calda mista a detersivo, risciacquate più volte e infine asciugate con getti di aria calda.”

La definizione stessa ci chiarisce un aspetto fondamentale: della lavastoviglie oggi si può fare senza, solo a patto di non averla mai provata. Questo perché, una volta scoperta la sua praticità, ogni minima pila di piatti getta nel panico anche la persona più incline alle faccende domestiche.

Prima di scoprire come è cambiata la lavastoviglie negli anni, vale la pena di ricordare uno dei maggiori motivi di discussione nelle famiglie di tutto il mondo: i piatti vanno sciacquati prima di essere depositati in lavastoviglie, e se sì quanto? Conosciamo la risposta ma ci guardiamo bene dal darvela: non vorremmo mai avere la metà delle famiglie di tutto il mondo alle nostre calcagna.

Scopriamo piuttosto come è cambiata la lavastoviglie nella sua per ora breve vita.

lavastoviglie elettrica 1917
Lavastoviglie elettrica (1917)

La nascita della lavastoviglie

L’invenzione della lavastoviglie è unanimemente attribuita a Josephine Cochrane, anche se un tentativo era già stato fatto nel 1850 a opera di Joe Houghton. Tuttavia il prototipo, di legno, ha avuto vita breve.

Viceversa, Josephine Cochrane era un’inventrice statunitense che amava dare cene con un ampio numero di invitati. Oltre a sognare di diventare famosa, aveva necessità di lavare le stoviglie in tempi rapidi. E soprattutto senza scheggiare la porcellana, al contrario di quanto faceva la sua servitù.

Josephine Cochrane è riuscita a coniugare perfettamente le sue due ambizioni. Riguardo a quella che nascerà nel 1886 col nome poco fantasioso di Lavastoviglie Cochrane, Josephine pare abbia esclamato: “Se nessuno lo fa lo farò io stessa!”

I vani della prima lavastoviglie erano collocati in una ruota all’interno di una caldaia di rame. Un motore girava il volante, mentre acqua calda e sapone schizzati dal fondo della caldaia pulivano le stoviglie.

Subito brevettata e richiesta da ristoranti e alberghi, la lavastoviglie è stata presentata alla Fiera Colombiana di Chicago nel suo anno di inaugurazione, il 1893. E ha vinto il primo premio.

Le prime lavastoviglie domestiche

La seconda data cardine che ci aiuta a capire come è cambiata la lavastoviglie è il 1924.

Prima di allora l’elettrodomestico veniva utilizzato solamente da hotel e ristoranti. Ma William Howard Livens, con un’alzata d’ingegno, saprà adattarla all’uso domestico. Ed ecco nascere la lavastoviglie moderna, con tutte le caratteristiche ancora presenti nei modelli attuali. E cioè una porta frontale per il carico, una rastrelliera per l’alloggiamento delle stoviglie sporche e un irroratore rotante.

L’invenzione inizia a essere diffusa mentre nelle case cominciano a diffondersi gli impianti idraulici ad acqua corrente.

Cinque anni più tardi toccherà all’azienda tedesca Miele introdurre la lavastoviglie in Europa.

Nel 1940 alla lavastoviglie verrà aggiunto un componente fondamentale, che renderà l’intero ciclo di pulizia autonomo rispetto all’intervento dell’uomo: il sistema di asciugatura.

Il boom della lavastoviglie

Bisogna tuttavia attendere gli anni Cinquanta del Novecento perché la lavastoviglie, assieme agli altri grandi elettrodomestici simboli del boom economico, entri in modo massiccio nelle case.

E l’Italia del miracolo economico era diventata in quegli anni il primo Paese europeo per numero di elettrodomestici prodotti.

mini lavastoviglie Bob
Mini lavastoviglie Bob

Dagli anni Sessanta del Novecento: design ed ecologia

L’elettrodomestico era già pressoché completo in tutte le sue parti negli anni Cinquanta del secolo scorso. Ma se ci si domanda come è cambiata la lavastoviglie dal punto di vista del design, bisogna attendere un altro decennio.

A partire dagli anni Sessanta si iniziano a concepire gli elettrodomestici anche come oggetti di arredamento. Contemporaneamente, si studiano soluzioni sempre più compatte e silenziose.

Un altro aspetto determinante riguarda l’impatto ambientale. Nel 1992 Stati Uniti introducono la classificazione Energy Star per contenere i consumi, e cinque anni più tardi con la firma del Protocollo di Kyoto entra anche in Europa il sistema di classificazione energetica degli elettrodomestici, in vigore dal 1999.

I produttori di lavastoviglie da allora sono sempre più attenti al risparmio energetico, limitando i consumi elettrici e l’acqua necessaria a ogni ciclo di lavaggio.

Le lavastoviglie più moderne hanno dimensioni anche ridottissime, oppure si possono gestire via app, per personalizzare il carico, le opzioni di pulizia e di autopulitura.

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Qualche numero

Che la lavastoviglie non sia il più indispensabile degli elettrodomestici lo dimostrano i numeri. Se negli Stati Uniti e in Germania, secondo i dati del 2012, l’elettrodomestico è presente nel 75% della case circa, per quanto riguarda l’Italia i dati Istat aggiornati al 2014 parlano di appena il 39,3% delle famiglie che fa uso della lavastoviglie. E al sud del nostro Paese la percentuale scende addirittura al 25%.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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