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Provate a chiedere a qualcuno cosa rappresenti per lui o lei il marchio Mercedes-Benz. Molte risposte verteranno sulle berline comode e eleganti, da sempre marchio di fabbrica della Casa di Stoccarda, qualcuno vi risponderà delle vittorie in Formula 1. Altri parleranno del marchio AMG, o della classe A che usano tutti i giorni. Ma non è tutto qui.

Infatti Mercedes è da sempre un produttore poliedrico che nella sua storia secolare ha spaziato in modo incredibile dai TIR alle auto di lusso, dalle competizioni in pista ai veicoli commerciali.
In questo mix unico di prodotti, ci sono due icone per un mondo che difficilmente viene associato ad un marchio premium e chic come quello della Stella: quello dei fuoristrada.

Nella line-up sterminata di Mercedes, infatti, ci sono due veicoli che sono in grado di dare il massimo nel fuoristrada estremo. Hanno una storia più che decennale alle spalle, passata con la capacità di evolversi nel tempo e di conquistare una fetta di appassionati fedelissimi.

Quest’anno il Mercedes Classe G compie 40 anni, mentre il Mercedes Unimog ne compie ben 70! Unimog è per i veicoli industriali ciò che Classe G rappresenta nel settore autovetture: un benchmark per tutti i competitor.

Per festeggiare entrambi i compleanni vediamo più nel dettaglio questi “dinosauri”!

Mercedes Classe G

Il Mercedes Classe G è sicuramente il modello più conosciuto dal grande pubblico tra i due, ed è anche il modello più longevo nella storia automobilistica di Mercedes-Benz.
Oggi è diventato una vera e propria auto di lusso quasi “rivale” della Classe S, tanto da guadagnarsi la fama di “auto da VIP” e avere il proprio mercato più proficuo in California, Florida e Medio Oriente.

Il Classe G, però, anche oggi non ha ancora rinunciato alle sue capacità in fuoristrada, terreno dove da decenni è tra i veicoli più capaci sul mercato. Rivediamo insieme la sua storia per poi arrivare al nuovo modello, lanciato quest’anno in occasione del 40esimo anniversario.

Il primo Mercedes Classe G: il W460

La prima serie in tutte le sue forme: 3 porte, 5 porte, cabrio e persino furgonata!
Gli interni oggi sono ben diversi…

    Il Mercedes Classe G naqcue nel 1979, dall’accordo tra la casa della Stella e il marchio austriaco Steyr-Puch (esatto, quelli che co-progettarono la prima Panda 4×4).
    Mercedes voleva un fuoristrada moderno e capace nella sua gamma, mentre Steyr voleva un mezzo che potesse essere sia civile che militare per sostituire il suo vecchio Haflinger.

    Nacque così da questa storia austro-tedesca il primo Classe G, che dichiarava le sue intenzioni fin dal nome: infatti, G sta per Geländewagen, ovvero fuoristrada, ed è il nome con cui è noto agli appassionati questo modello.
    Il W460, la sigla di progetto di questo modello, è stato un modello che ha cambiato per sempre la percezione dei fuoristrada al grande pubblico.

    Fino a quel momento, infatti, i fuoristrada erano pressappoco dei modelli militari adibiti al trasporto persone, capaci fuoristrada ma terribili su strada.
    Il Geländewagen, per primo, coniuga delle doti fuoristrada senza precedenti con un comportamento stradale senza compromessi. Infatti, i motori (a parte i lentissimi ma a prova di bomba 2.4 e 3.0 diesel aspirati da 72 e 88 CV… che tempi!) permettevano prestazioni di tutto rispetto, con potenze fino a 170CV, e la guida era stabile e sicura.
    All’interno, visto con gli occhi moderni, è quasi tenero, con il volante preso dai furgoni T1, ma all’epoca era un passo avanti notevolissimo, aveva la radio e il climatizzatore a richiesta!

    Ebbe grandissimo successo in Europa e anche in Italia, mercato per il quale Mercedes produsse addirittura una versione specifica, la 200GE, con il motore 2.0 benzina della berlina 200 E, adesso ricercatissima dai collezionisti europei per la sua rarità!
    Il W460 fu prodotto fino al 1991 in 51688 esemplari, e fu costruito anche anche in versione militare (il W461), prodotto fino al 2014 senza modifiche!

    La trasformazione: Classe G W463

    Questi sono gli interni del W463 del ’92… già un bel salto avanti!

    …questi invece gli interni di una del 2013. Ulteriore salto di qualità

    Il G 65 AMG: 5.5 litri, V12 biturbo… 612 CV, su una G!

    Il G63 AMG 6×6… pesa 3850 kg, in Italia serve la patente C per guidarla!

      Arrivati negli anni ’90, il Geländewagen originario era ormai obsoleto, e stava attirando sempre di più le attenzioni di un pubblico che non lo desiderava per le sue incredibili capacità fuoristradistiche, ma per la sua estetica dura e pura e lo status symbol che gli si stava pian piano creando intorno.

      Così nel 1991 Mercedes decide dopo 12 anni di lanciare la seconda serie di Classe G, la W463.
      I cambiamenti estetici erano minimi: il frontale in plastica nera della prima versione lascia spazio ad un frontale completamente verniciato, ed insieme ad altri piccoli ritocchi rendono l’insieme più ricco e meno campagnolo.

      Le modifiche più grandi avvennero all’interno: via spartanità e volante dei furgoni, benvenuta lussuosa plancia della Classe E del tempo, la W124. Anche i motori cambiarono molto: addio 4 cilindri, benvenuti 6 e successivamente 8 cilindri, sia benzina che diesel. Tutti questi cambiamenti, però, non hanno cambiato di una virgola l’anima off-road del Geländewagen. Il telaio era a longheroni e traverse, come da tradizione, e la trazione rimase integrale, con l’introduzione di ben 3 bloccaggi del differenziale di serie e del cambio con le ridotte.

      Questa versione è arrivata fino al 2018 con versioni sempre più potenti, comprese le AMG, anche a 12 cilindri, e persino Landaulet prodotta da Maybach. Non dimentichiamo le pazze versioni 4×4 (qui la prova di Fjona di quel mostro) e G63 AMG 6×6, esempio di cosa questo modello possa diventare.

      Il nuovo Geländewagen: il W464, #strongerthantime

       
      Gli interni del nuovo G… Siamo quasi a livello della Classe S!

        Nel 2018, al Salone di Ginevra, venne presentato per la prima volta un Mercedes Classe G tutto nuovo, per la prima volta dopo 27 anni.

        Il W464 è strettamente derivato dalla precedente versione, ma è stato ulteriormente migliorato e reso ancora più lussuoso, pur non perdendo un briciolo della sua essenza.

        Meccanicamente, il telaio a longheroni, la trazione integrale con 3 bloccaggi del differenziale e le ridotte sono ancora lì, mentre è stato allungato ma soprattutto allargato di ben 7cm, per permettere una abitabilità maggiore, vero punto debole dei precedenti G.
        I motori sono ancora più potenti (anche se non si è ancora raggiunta la pazzia dei 612 CV del V12 della G65 AMG precedente) ed efficienti, e il comportamento su strada adesso è ancora più vicino a quello di un SUV tradizionale.

        Esteticamente, è sempre lo stesso fuoristrada squasrato, anche se è stato modernizzato. Fari a LED anteriori e posteriori, modanature lussuose ovunque. Ma due cose non possono mai mancare in un vero Geländewagen: la ruota di scorta posteriore e le portiere con cerniere esterne.
        Il responsabile Product Management & Sales Peter Schoren ha dichiarato che “Classe G è e rimarrà sempre rimasta fedele a se stesso: dal suo profilo squadrato al caratteristico rumore quando si chiude la portiera”. 
        Il rumore a cui si riferisce è il classico rumore del Classe G, che i progettisti dichiarano di aver cercato di riprodurre in maniera il più fedele possibile.

        Il rumore è causato dalla caratteristica incernieratura esterna delle portiere e anche dal fatto che queste, chiudendosi, creano un vuoto che permette al Classe G di guadare fino a 70 cm per attraversare piccoli corsi d’acqua.

        Inoltre, gli angoli d’attacco e d’uscita formidabili, uniti alla trazione integrale, permettono al Classe G di superare pendenze del 100%. Cento Percento! Pazzesco.

        G Manufaktur: come creare la tua Classe G personalizzata… se sei Schwarzenegger

        Per venire incontro alla sempre più alta richiesta di personalizzazioni più o meno importanti sui Classe G, con la nuova serie Mercedes ha istituito una divisione specializzata.
        Si chiama G Manufaktur, e il cliente che sceglie questo “trattamento” può creare un Geländewagen scegliendo tra più di un milione di combinazioni differenti, per creare “il suo G”. Questa divisione della fabbrica di Graz (dove vengono prodotte dal ’79 tutte le G) aprirà i battenti a Settembre.

        La G si avvicina così al mondo più glamour, dove in fondo è sempre stata apprezzata da VIP e personaggi famosi.
        Arnold Schwarzenegger per primo, infatti, ebbe svariate G, e moltissime altre star hanno scelto il fuoristrada della Stella. Persino il Papa la usa da decenni come “Papa-mobile”!

        L’Unimog: il veicolo più tuttofare di sempre

        Quest’anno non è solo il 40esimo anniversario del Geländewagen.
        Altre candeline verranno spente a Stoccarda. 70 per la precisione.
        Infatti, quest’anno è il compleanno del Mercedes Unimog. Per chi non lo conoscesse, è un… bisonte di metallo alto quasi 3 metri usato negli ambiti più svariati.

        La nascita dell’Unimog

        La sua nascita è davvero interessante. Nel 1946, la Germania era appena uscita, distrutta, dalla Seconda Guerra Mondiale. Molti contadini non avevano che un vecchio trattore scassato, e mancavano molti altri macchinari. C’era bisogno di un veicolo che potesse fare da trattore, ma anche da molto di più.
        La Erhard & Söhne, società che produceva i posacenere per la Mercedes, propose quest’idea ai dirigenti, che cominciarono a progettarlo sotto la direzione di Albert Friedrich.
        Passarono solo 3 anni perchè l’Unimog vide la luce. Luce che non ha ancora abbandonato.

        Già il nome è tutto un programma. Infatti, Unimog sta per Universal-Motorgerät, cioè veicolo universale a motore. Universale, come le applicazione dell’Unimog nella sua lunghissima storia.

        Il primo modello era una rivoluzione per i contadini tedeschi.
        Infatti, non solo poteva viaggiare a 50 km/h, il doppio di un trattore tradizionale, ma aveva anche tantissime altre capacità.
        L’Unimog, infatti, aveva assali smorzati e molleggiati, trazione integrale e bloccaggi dei differenziali all’anteriore ed al posteriore, e freni non solo al retrotreno ma anche sull’assale anteriore. La cabina di guida era a due posti, con capote chiusa e sedili imbottiti.
        La superficie di carico ausiliaria sopra l’assale posteriore aveva una portata di 1,0 t, e aveva una ripartizione statica del peso di 2/3 sull’asse anteriore ed 1/3 sull’asse posteriore
        Inoltre, era possibile montare attrezzi sulla parte anteriore, posteriore ed al centro, per il massimo della versatilità.

        L’Unimog oggi 

         

         

        Qui in versione carrozza motrice!

         
        L’Unimog nelle competizioni: ha vinto nella categoria Camion la Parigi-Dakar del 1985!

          Oggi, l’Unimog non è più un sostituto tuttofare del trattore. O meglio, lo è ancora, ma è molte più cose.

          Nel corso dei decenni è stato affinato, migliorato e reso uno dei mezzi più inarrestabili di questo pianeta.
          Il modello attuale, l’Unimog U 5023, ha un’altezza da terra di ben 40 cm, con una capacità guado di 1,2 m. È dotato di un 4.3 litri 4 cilindri turbodiesel da 231 CV e 900 Nm di coppia che gli permette di raggiungere i 90 km/h su ogni terreno.

          Molti avventurosi lo usano come mezzo di trasporto e camper inarrestabile per esplorare il mondo.
          Alcuni (come Arnold Schwarzenegger) lo usano come un’auto.
          In Francia viene impiegato come veicolo antincendio per gli incendi boschivi, a Catania come ‘shuttle-bus’ per accompagnare i turisti sull’Etna. Supporta inoltre la Deutsche Gesellschaft zur Rettung Schiffbrüchiger (Associazione Tedesca di Ricerca e Soccorso in Mare) come veicolo di soccorso.
          Inoltre, può essere usato come motrice per trainare un aereo, ma anche come carrozza motrice per un treno!

          Insomma, l’Unimog è semplicemente inarrestabile, affidabile e incredibilmente versatile: sta a voi decidere dove utilizzarlo!

          Due dinosauri ancora attualissimi

          Sia il Mercedes Classe G che il Mercedes Unimog sono due dinosauri del mondo dei trasporti, senza alcun dubbio.
          Però, sono anche la dimostrazione di come un progetto, se davvero valido, possa continuare ad evolversi e a cambiare senza mai diventare obsoleto.

          Sia il Geländewagen che l’Universal-Motorgerät mostrano un lato poco conosciuto di Mercedes. Un lato “sporco” nel significato più dolce del termine, che riesce senza freni a rimanere leader nel proprio segmento, anche a distanza di decenni dalla prima volta.

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          Giulio Verdiraimo

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          Ho 22 anni, studio Ingegneria e sono malato di auto. Di ogni tipo, forma, dimensione. Basta che abbia quattro ruote e riesce ad emozionarmi, meglio se analogiche! Al contempo, amo molto la tecnologia, la musica rock e i viaggi, soprattutto culinari!
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