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Le innovazioni tecnologiche che hanno segnato il 2021

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Il dizionario definisce l’innovazione come “ogni novità, mutamento, trasformazione che modifichi radicalmente o provochi comunque un efficace svecchiamento in un ordinamento politico o sociale, in un metodo di produzione, in una tecnica, ecc.”
Insomma, l’innovazione è una frattura rispetto al passato, un cambio di paradigma che modifica ciò che c’era e traccia un nuovo percorso verso il futuro.
Questa è la teoria.
Ma la pratica? Quali sono effettivamente le innovazioni tecnologiche hanno segnato il 2021? Quelle di cui ci ricorderemo negli anni avvenire?

Le migliori innovazioni 2021: il vaccino per il Covid-19

Cosa c’è di innovativo in un vaccino?
Tutto.
Un vaccino rompe gli schemi del passato per dare una nuova speranza per l’avvenire. Che poi è quello che ci hanno regalato i vaccini contro il Covid-19.

Gli scienziati di tutto il mondo hanno lavorato senza sosta per trovare un metodo per fermare la pandemia. Oggi il pianeta può contare su 28 vaccini che sono stati testati sugli esseri umani, 15 dei quali vengono quotidianamente usati per combattere l’emergenza sanitaria. Due di questi, Pfizer e Moderna, si sono distinti rispetto alla massa.
Il motivo? Sono i cosiddetti vaccini a mRNA.

L’mRNA o acido ribonucleico messaggero è un elemento che produce il nostro corpo e che permette di sintetizzare proteine di importanza vitale. Il vaccino a mRNA porta informazioni preziose all’organismo e stimola la risposta immunitaria.

Sia chiaro: non è una tecnologia nuova. Negli anni ’80 infatti iniziarono i primi esperimenti che portarono ad un primo vaccino a mRNA per l’HIV. La ricerca e lo sviluppo di questi vaccini però ha costi elevatissimi, motivo per cui solo all’inizio degli anni 2000 si riprese lo studio di questa tecnica che, oggi, ci sta aiutando ad arginare la pandemia di Covid-19, domani potrebbe essere utilizzata per l’influenza, l’herpes, l’epatite C, la malaria e persino i tumori.

Il metaverso

Il metaverso è indubbiamente una delle più grandi innovazione del 2021. Ed è molto strano visto che non è ancora realtà.

Facciamo un passo indietro. Il 28 ottobre Mark Zuckerberg ha aperto il Facebook Connect 2021 parlando del metaverso e questo non ci ha sorpresi. In fondo già da tempo voci di corridoio volevano il colosso della Silicon Valley alle prese con questa entità un po’ astratta.
Due mesi fa abbiano iniziato a capire come dalla teoria si potesse passare alla pratica.
Fino a quel momento il metaverso era frutto della fantascienza, della mente di Gibson e del suo Neuromante, o di quella di Cline e del mondo di Ready Player One. Di colpo abbiamo capito che quell’universo digitale, quella versione 3D di Internet che libri e film ci hanno proposto per anni, potrebbe diventare realtà.

Il metaverso, così come lo concepiamo oggi, è una versione evoluta della rete, un posto a cui accedere usando principalmente la realtà virtuale e quella aumentata e dove possiamo spostarci, conversare e acquistare proprio come faremmo nella realtà.
Il potenziale sociale ed economico di questa nuova concezione di Internet è enorme.
Ecco perché, dopo Met,a anche altre aziende si sono tuffate a capofitto nel metaverso. Microsoft pensa possa cambiare il nostro modo di lavorare, Tinder quello di trovare l’anima gemella, Disney l’interazione tra fan e personaggi storici del brand. E questi sono solo alcuni esempi.

Tutto questo è ancora un grande, gigantesco work in progress. Il metaverso per ora non esiste. Non in questa accezione. Ci vorrà tempo per trasformare i sogni in realtà ma il 2021 è stato sicuramente l’anno della svolta.

Apple M1 e Google Tensor

Quella di Apple e Google è stata una scelta insolita. In un periodo in cui le materie prime necessarie alla costruzione di chip scarseggiano, i due colossi tecnologici hanno deciso di creare i loro SoC personalizzati.
Sembra follia.
Eppure è stata la scelta vincente.

Apple ha iniziato a produrre il suo M1 nel 2020 ma quest’anno il chip della Mela è esploso. Cupertino non solo l’ha usato per il suo iPad Pro, trasformando un tablet in una workstation, ma ha dato vita due versioni potenziate, l’M1 Pro e l’M1 Max, che ora animano i nuovi MacBook Pro.
Una scelta sensata? A giudicare dalle performance, sì. L’M1 infatti riesce a garantire prestazioni elevatissime in qualsiasi situazione, seppur molti software non siano ancora ottimizzati per questo particolare chip.
Inutile dire che ci aspettiamo grandi cose dalle prossime evoluzioni del SoC di Apple.

La Mela però non è l’unica ad aver intrapreso questa strada. Questo autunno Google ha presentato i nuovi Pixel 6 e Pixel 6 Pro, due smartphone che integrano Tensor, il nuovo SoC di Big G. Anche in questo caso l’intenzione è quella di avere un componente studiato per generare prestazioni da record: Tensor garantisce un aumento delle performance dell’80% per quanto riguarda la CPU e del 370% per la GPU.
Tutto questo non servirà solo a svolgere le classiche attività produttive, lo scopo di Google infatti è sfruttare al massimo il machine learning per migliorare l’esperienza d’uso. Pensate, ad esempio, a Google Assistant, alla funzione di traduzione in tempo reale, alla rimozione di persone o oggetti dallo sfondo di una foto e molto altro ancora. A rendere rapido ed intuitivo queste operazioni sarà proprio Tensor.

Le migliori innovazioni 2021: Razer Zephyr

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Al CES 2021 Razer aveva mostrato Project Hazel, una mascherina tech che univa la necessità di proteggersi durante la pandemia alla passione dei gamer per l’illuminazione RGB. All’epoca l’azienda statunitense non era certa di voler trasformare il suo prototipo in un prodotto reale ma l’entusiasmo della community li ha travolti e così, a ottobre, Razer ha annunciato al commercializzazione di Zephyr.

Definito “wearable air purifier“, ossia “purificatore d’aria indossabile“, questo gadget è praticamente andato a ruba nonostante i 99 dollari richiesti per l’acquisto.
Ma cos’ha di speciale? Si tratta di una mascherina N95 che filtra l’aria sia in entrata che in uscita per proteggere chi la indossa e le persone che la circondano. La sua particolare struttura inoltre favorisce il riciclo dell’aria, con due ventole di cui potete definire la velocità (4200 o 6200 RPM).
Fondamentale anche il comfort, con guaine in silicone e la possibilità di regolare la lunghezza dei due cordini che la fissano alla vostra testa, così da adattarsi davvero a chiunque.

Razer Zephyr risulta così perfetta per tenervi al sicuro, comoda sul lungo periodo ma anche adatta alla socialità, grazie alla trasparenza che lascia scoperte le vostre labbra così da comunicare più facilmente con gli altri. Ci sono persino due piccoli led interni che possono illuminare il vostro volto anche quando siete in ambienti bui, oltre ovviamente ai LED RGB esterni con tecnologia Razer Chroma e il supporto a 16,8 milioni di colori.

Ma cosa c’è di innovativo in questa mascherina? Prima di tutto è rivoluzionario il suo sviluppo: un’azienda che normalmente produce periferiche e PC ha deciso di usare il suo know-how per dare vita a qualcosa che fosse utile in questo preciso periodo storico. In secondo luogo è differente l’approccio perché c’è grande attenzione per chi la usa E per chi vi sta intorno, sia da un punto di vista medico che da quello sociale.

Non è ancora perfetta, sia chiaro. Esteticamente risulta ancora un po’ ingombrante e forse poco adatta a coloro che non amano i LED alla follia ma nel complesso è uno dei prodotti più interessanti degli ultimi 12 mesi.

Starlink

A ben vedere Starlink nasce nel 2015 quindi che senso ha inserirlo tra le migliori innovazioni 2021? La risposta è piuttosto semplice: questo è l’anno del debutto.
A gennaio infatti la connessione satellitare di Elon Musk è entrata in beta, diventando così disponibile in alcune zone di Stati Uniti, Canada e Regno Unito; il mese successivo invece sono stati aperti i preordini per il kit, con il servizio che ha iniziato effettivamente a funzionare poche settimane dopo.

Starlink, che utilizza una parabola e pochi altri elementi per portare Internet anche nei luoghi più remoti del pianeta, riesce a garantire una velocità media in download di 150 Mbps con una latenza di circa 30 ms. Un piccolo miracolo che può tornare utile tanto ai privati quanto a professionisti ed aziende che finalmente possono contare su una valida alternativa alla fibra ottica.

Il servizio non è ancora perfetto. Durante il nostro test, ad esempio, abbiamo rilevato frequenti disconnessioni – seppur molto brevi – che rendono impossibile videochiamate e gaming online. Dobbiamo poi considerare che attualmente ci sono 1600 satelliti Starlink in orbita: pochi per garantire la massima efficienza possibile ma già tantissimi se visti con gli occhi degli astronomi, impegnati ad osservare la volta celeste.
Il costo poi non è per tutti: parliamo di 499 € per il kit, 60 € per le spese di spedizione e 99 € al mese per il servizio.

La connessione satellitare di Elon Musk però è carica di potenziale e, in futuro, potrebbe garantire l’accesso ad Internet a milioni di persone.

Gli NFT

NFT sta per Non-Fungible Token, ossia token non fungibili. In sostanza l’opposto dei bitcoin e delle criptovalute che, per loro natura, sono fungibili, proprio come il denaro.
Gli NFT hanno una loro unicità, il che significa che non sono intercambiabili e che non tutti gli NFT hanno il medesimo valore.
Ma, in poche parole, che cos’è un NFT?
Semplificando potremmo considerarlo l’equivalente di un certificato di autenticità, associato a risorse digitali di vario genere.
Il primo tweet di Jack Dorsey, il fondatore di Twitter, è diventato un NFT.
La gif di Nyan Cat è un NFT.
Il primo SMS al mondo, inviato nel 1992, è stato venduto come NFT.

E questi sono solo alcuni esempi di una tecnologia che oggi ha un volume d’affari di decine di milioni di dollari.

Il 2021 è stato l’anno in cui gli NFT hanno raggiunto il grande pubblico. L’anno in cui sono passati da fenomeno di “nicchia” ad argomento di conversazione. L’anno in cui abbiamo capito che la blockchain ha infinite possibilità. Oggi sono criptovalute e NFT, domani chissà.

Le migliori innovazioni 2021: il turismo spaziale

La corsa allo spazio è finalmente ricominciata.
Il 16 aprile 2021 la NASA ha annunciato di aver scelto SpaceX per tornare sulla Luna. Una decisione da 2,9 miliardi di dollari che ha scontentato i rivali dell’agenzia aerospaziale di Elon Musk, tanto da spingere Blue Origin a fare causa alla NASA.

In questo scenario – che ha visto Bezos perdere in tribunale contro l’agenzia aerospaziale americana e SpaceX – si inserisce il turismo spaziale perché no, non abbiamo mai rinunciato all’idea di andare nello spazio. Anche solo per una manciata di minuti.

Il 13 luglio 2021 abbiamo quindi assistito al primo storico volo di Virgin Galactic, quello con cui Richard Brenson ha inaugurato l’era del turismo spaziale. Il miliardiario britannico però non è stato l’unico a puntare alle stelle. Il 13 ottobre William Shatner, l’attore che ha interpretato l’indimenticabile capitano Kirk di Star Trek, è andato nello spazio a bordo nella New Shepard, la navicella di Blue Origin. Undici minuti che hanno permesso a Shatner di coronare un sogno.

Questi due avvenimenti rappresentano una speranza per il futuro, un segno inequivocabile che tutti (nonostante l’età) possono andare nello spazio. Almeno in teoria, visto che il biglietto costa una piccola fortuna.

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