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Morph

Morph: la funzionalità che Google vorrebbe su ogni telefono Android


Google ha mostrato ai produttori di app di terze parti delle feature che vorrebbe che fossero inserite nelle loro app a favore del benessere digitale. Morph e Post box sono tra quelle.

Morph e Post Box: il benessere digitale tra notifiche e “modalità”

Post Box è un’app che permette di scegliere quando ricevere le notifiche delle app, per evitare bombardamenti continui da parte di Facebook, Whatsapp ecc.

Ma non è questa l’applicazione più significativa, benché molto interessante, perché ne è stata presentata un’altra che cerca di fare una netta distinzione tra lavoro e piacere, due aree che ultimamente sono quasi l’una dentro l’altra.

Morph è un’applicazione che aiuta a concentrarsi su ciò che si sta facendo in un determinato momento, mostrando le app utili a quel contesto.

L’utente non deve fare altro che creare una “modalità” basata su orario o luogo o entrambi e selezionare le app che gli servono in quel frangente.

Un launcher personalizzabile secondo le proprie “modalità”

Morph2Morph è sostanzialmente un launcher che permette di personalizzare il modo in cui la home screen appare; va usato come launcher di default per poter apportare modifiche.

Una volta avviato chiede di creare le proprie modalità (per esempio “vacanza”, “palestra”, “lavoro” ecc.).

Morph chiede di selezionare quali app rendere visibili quando ogni modalità è attiva e l’aspetto più interessante è che switcha da una modalità all’altra quando si accorge del cambiamento di orario o di luogo.

L’applicazione, tuttavia, non è ancora del tutto perfetta.

Tra i difetti ci sono il fatto che per aggiungere un’applicazione dopo aver impostato la modalità, bisogna scorrere tra tutte le app fino a trovare quella che serve e se le app sono tante, la ricerca è estenuante.

Inoltre Morph non indica il nome delle applicazioni, quindi bisogna riconoscerle dall’icona.

Un altro difetto è che Morph non interrompe le notifiche delle app non facenti parte della modalità corrente, quindi quando si sta facendo un esercizio in palestra con la musica, si può essere disturbati da un Whatsapp che potrebbe non fare parte della lista delle app da palestra.

La filosofia del BYOD

Il digital detox è attualità e la produzione e commercializzazione di feature phones (grazie anche all’ondata vintage) è un dato di fatto, ma per la gente è difficile vivere con uno smartphone non al massimo delle potenzialità.

Si aggiunga anche la tendenza delle aziende di abbracciare la filosofia del Bring-Your-Own-Device (BYOD), cioè di usare il proprio dispositivo (privato) anche per il lavoro e questo crea inevitabilmente una “contaminazione” tra lavoro e privato che non è quello che Google ha cercato di incoraggiare con queste applicazioni.

Google stessa, in Android 10, ha introdotto il Focus Mode che permette di disattivare con un tap un gruppo di applicazioni che ci risultano “moleste” quando cerchiamo la concentrazione.

La strada è lunga, agli utenti non è ancora concesso un controllo granulare delle impostazioni relative alle notifiche, ma da qualche parte bisogna pur cominciare.


Matteo Bonanni

Musicista di professione e malato di tecnologia per indole, mischio sempre musica e tecnologia senza soluzione di continuità perché mi piace circondarmi di cianfrusaglie tecnologiche mentre faccio tutto il resto!
                   










 
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