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L’impatto del riscaldamento globale arriverà prima del previsto

Un rapporto shock dell'ONU rivela l'impatto del riscaldamento globale

Un rapporto shock dell’ONU rivela l’impatto del riscaldamento globale sul nostro pianeta. Secondo quanto rivelato potrebbe arrivare prima di quanto si possa pensare. Scopriamo insieme tutti i dettagli.

Il rapporto shock dell’ONU sul riscaldamento globale

ONU riscaldamento globale

Una bozza dell’ultimo rapporto del Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico e delle Nazioni Unite rivela una verità shock. Secondo la bozza la vita sul nostro pianeta cambierà incredibilmente anche se gli esseri umani dovessero riuscire a contenere le emissioni di gas serra.

La versione definitiva del rapporto verrà pubblicata entro febbraio 2022 ma ci sono alcuni punti allarmanti.

Prima del 2050, le ricadute del riscaldamento globale saranno avvertite dall’umanità a prescindere dalla riduzione delle emissioni di gas serra. Il rapporto dell’ONU rivela: “Il peggio deve ancora venire, incidendo sulla vita dei nostri figli e dei nostri nipoti molto più della nostra.“.

Il rapporto, di circa 4000 pagine, cita anche epidemie, collassi di ecosistemi e molto altro. Inoltre rivela che il mondo è molto lontano dal raggiungere l’obiettivo che si era stabilito nell’accordo di Parigi del 2015. Secondo quel rapporto era necessario contenere l’aumento della temperatura media globale e portarla a 1,5 gradi. Attualmente invece il mondo è diretto verso un riscaldamento di 3 gradi.

Secondo la bozza, un riscaldamento prolungato sopra gli 1,5 gradi potrebbe produrre “conseguenze progressivamente gravi e, in alcuni casi, irreversibili”.

A causa del riscaldamento di 1,5 gradi, l’ONU ha stimato che 350 milioni di persone che risiedono nelle aree urbane saranno esposte a carenze d’acqua a causa di gravi siccità. Questo numero, con un aumento di 2 gradi, potrebbe salire a 410 milioni. Il rapporto delinea anche che la vita sulla Terra è in grado di riprendersi da un drastico cambiamento climatico mentre gli umani non possono.

Per concludere la bozza evidenzia l’importanza di ripristinare e conservare ecosistemi in grado di immagazzinare anidride carbonica sott’acqua, come le foreste di kelp e di mangrovie. Inoltre sottolinea di passare a diete maggiormente a base vegetale, in grado di ridurre le emissioni associate al consumo di cibo entro il 2050 fino al 70%.

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