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Justice League: la nostra recensione

Gli eroi DC non hanno mai avuto vita facile. Non è colpa loro o delle loro storie ma della generale incapacità di tenere testa alle pellicole Marvel e Justice League non fa eccezione.  Il film di Zack Snyder prova a mimare i fasti degli Avengers di Joss Weadon senza però centrare l’obiettivo. Non fraintendetemi. La […]


Gli eroi DC non hanno mai avuto vita facile. Non è colpa loro o delle loro storie ma della generale incapacità di tenere testa alle pellicole Marvel e Justice League non fa eccezione.  Il film di Zack Snyder prova a mimare i fasti degli Avengers di Joss Weadon senza però centrare l'obiettivo.

Non fraintendetemi. La pellicola di Warner Bros. risulta godibile e soddisfacente. A colpire è soprattutto il Batman di Ben Affleck. Invecchiato, affaticato e con 20 anni di attività sulle spalle, l'Uomo Pipistrello appare più umano che mai al cospetto degli altri eroi del lungometraggio. Tormentato dal senso di colpa per la morte di Superman, ma comunque determinato a proteggere la Terra, l'eroe terrestre diventa ben presto il vero fulcro della vicenda.

Accanto a lui la Wonder Woman di Gal Godot che si conferma essere perfetta per questo ruolo. L'amazzone riesce a rimanere uno dei punti fermi dell'universo cinematografico DC grazie alla sua incredibile forza fisica e a quel senso di superiorità che riesce a trasmettere, senza risultare però fastidiosamente distante.

Non possiamo invece dire la stessa cosa dell'Aquaman di Jason Momoa. Se da un lato la pellicola sdogana un po' l'eroe di Atlantide grazie ad un attore imponente, misterioso ed indubbiamente virile, dall'altro non riesce a dargli spessore. Insomma, Aquaman è diventato – perdonate il termine – un figo, ma questo non basta.

Mi ha invece convinto di più il Flash di Ezra Miller, la controparte DC del nuovo giovanissimo Spider-Man. Purtroppo però il risultato è ancora ben lontano dalla perfezione. Il Barry Allen di Miller è goffo, immaturo e chiamato ad allergerire l'atmosfera del film con battute che non sempre centrano il punto. Manca poi una vera evoluzione della sua coscienza eroica, sostituita dal rapporto – comunque superfluo – con il padre, ingiustamente incarcerato per l'omicidio della madre.

L'ultimo della lista è Cyborg, che sfiora appena la sufficienza. La sceneggiatura lo pone di fronte ad alcuni importanti quesiti esistenziali che si esauriscono però piuttosto in fretta per lasciare spazio all'azione nuda e cruda.

C'è invece davvero poco da dire su Steppenwolf, che risulta piatto, insignificante e privo di mordente. Alla fine nemmeno la realizzazione in computer grafica riesce a dargli un minimo di appeal.

Una cosa però ve la devo confessare: singolarmente i protagonisti non sono un granché ma insieme riescono ad entusiasmare ed intrattenere lo spettatore con battute divertenti e combattimenti spettacolari.

La strada per raggiungere i fasti corali degli eroi Marvel è ancora lunga ma tutto sommato la direzione presa da Snyder potrebbe riservarci qualche sorpresa futura.


Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.