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La recensione di Nothing Phone (1), semplicemente unico

Un competente smartphone di fascia media, che sa come brillare di luce propria

Abbiamo testato per questa recensione il Nothing Phone (1), uno degli smartphone più attesi dell’anno. Per l’abilità nel marketing dell’azienda di Carl Pei, che ha generato un ‘hype’ senza precedenti rivelando pochi dettagli alla volta. Ma anche perché non c’è nessun telefono come quello di Nothing. Uno smartphone Android di fascia media che, per distinguersi dagli altri, punta su un design originale. Fatto di vetri trasparenti e luci LED, capaci di comunicare anche senza accendere lo schermo.

Uno smartphone semplice e “familiare” in molte cose, ma originale e unico in altre. In questa recensione vi raccontiamo i pregi e i limiti di Nothing Phone (1), per capire se possa essere la scelta giusta per voi.

La nostra recensione di Nothing Phone (1)

La confezione di Nothing Phone (1) consegnataci per questa recensione mostra da subito l’originalità dello smartphone. Piatta e larga, è fatta interamente in cartone facilmente riciclabile. All’interno trovato solamente smartphone, un cavo USB-C/USB-C e la documentazione (oltre a un pin per aprire il vano della SIM). Niente caricatore, anche se noi abbiamo potuto testare quello da 45W per la ricarica veloce fornito da Nothing separatamente, oltre che la cover originale in plastica trasparente.

Una volta tolto dalla sua confezione, lo smartphone di Nothing mostra subito la sua unicità. Ma anche qualcosa di familiare. La parte anteriore e posteriore sono coperte da vetro Corning Gorilla Glass 5, ma è il retro che attira l’occhio, anche da spento.

Il design trasparente permette di vedere i LED che formano la Glyph Interface. Ma noi abbiamo apprezzato moltissimo anche la possibilità di vedere alcune delle viti e piccole componenti interne dello smartphone. Anche dove non si vedono direttamente, le componenti sono richiamate: è il caso del cerchio centrale che indica i cavi per la ricarica wireless. Interessante anche vedere la “tridimensionalità” di questo design: vedete che alcuni elementi sono in rilievo, tanto che facendo attenzione potete cogliere anche alcune ombre sotto la scocca dello smartphone. Qualcosa che non ha nessun altro smartphone.

recensione grafica nothing phone 1 min

Chi come noi tocca con mano diversi smartphone per fare recensioni e test, non può che restare colpito quando finalmente c’è un dispositivo davvero diverso, prima ancora di accenderlo. Ma nota anche più facilmente gli elementi meno originali, come il profilo squadrato ma dagli angoli tondeggianti in alluminio che ricorda molto quello di iPhone. Ma non è un peccato: il risultato è elegante e semplice. Se “a testa in giù” Nothing Phone (1) è lo smartphone più particolare del mercato, girandolo dall’altro lato mostra un design semplice e minimalista. Due anime diverse, che si adattano a qualsiasi situazione.

Nella cornice di destra trovate il pulsante per lo sblocco/accensione, mentre a sinistra i due tasti per il volume. Tutti sono di buona fattura, con un ‘clic’ sonoro e soddisfacente. In basso il carrello della SIM e l’ingresso USB-C. Sia sopra che sotto, altoparlanti stereo che seppure non eccezionali si sono dimostrati di ottima qualità durante le prove.

Lo spessore di 8,3 millimetri e il peso da 193,5 grammi non lo rendono proprio il più leggero degli smartphone. Ma tenendolo in mano non ci è sembrato particolarmente ingombrante o pesante. La costruzione senza dubbio è di buona qualità: sebbene possiate vedere alcune componenti interne, la solidità percepita fra le mani risulta ottima. Unica nota ‘negativa’ del design è la certificazione IP53, che significa che resisterà alla pioggia leggera ma non a un’immersione in acqua.

Il design è il “selling point” di questo smartphone è Nothing ci ha beccato in pieno. Riesce a bilanciare un elegante semplicità con quella trasparenza davvero unica.

Uno schermo davvero molto curato

Se dopo la presentazione ci aspettavamo di venir stupiti dal design, il display di Nothing Phone (1) ci ha sorpreso in positivo. L’azienda ha scelto un display OLED flessibile da 6,55 pollici. I pannelli flessibili costano di più e di solito non si usano su un device dallo schermo piatto come questo. Ma con questa decisione Nothing ha potuto garantire che le cornici sui quattro lati fossero sottili e di egual misura. Qualcosa che la maggior parte degli utenti non noterà consciamente ma che contribuire alla sensazione premium dello schermo.

recensione nothing phone 1 schermo min

La risoluzione da 2.400×1.080, con densità di pixel 402 ppi garantisce una qualità elevata sia nei contenuti in streaming che anche semplicemente navigando i vari menu. La tecnologia OLED ha poi come sappiamo dei neri assoluti e un contrasto infinito, e con il colore a 10 bit e l’HDR10+ la visione di contenuti risulta davvero maestosa.

Ci piace anche la luminosità, che tocca punte da 1200 nits rendendo semplice l’uso dello smartphone anche all’aperto. La frequenza da 120Hz (che si adatta anche a 60Hz a seconda dei contenuti) rende fluida la navigazione e più ‘naturali’ i giochi (che grazie al campionamento del tocco a 240Hz funzionano molto bene).

Se anche ci sono alcuni gaming phone da 165Hz di refresh rate e altre soluzioni ultra-premium in smartphone che costano il doppio di Nothing Phone (1), questo smartphone non ha niente da invidiare alla maggior parte dei display dei top di gamma. Come vedremo, Nothing ha risparmiato su altri elementi ma lo schermo è sicuramente di alta qualità.

Ultima nota per il display: il sensore per le impronte sotto lo schermo. Funziona velocemente e senza mai problemi (e in questa fascia di prezzo purtroppo non è ancora la normalità). Promosso a pieni voti.

Performance: quello che vi serve, senza fronzoli

Nothing ha collaborato con Qualcomm per dotare questo smartphone di un processore Snapdragon 778G+, una versione modificata del chip dell’anno scorso per poter supportare la ricarica wireless. Noi abbiamo testato la versione con 8GB di RAM LPDDR5 (anche se potete scegliere quello da 12GB) e 256GB di memoria UFS 3.1 (c’è anche da 128GB).

Le prestazioni sono solide: le app si aprono tutte molto velocemente e funzionano alla grande. 8GB di RAM sono più che sufficienti per aprire più app contemporaneamente e passare rapidamente da una all’altra. Non aspettatevi prestazioni da gaming phone, ma potete giocare anche per sezioni medio lunghe senza notare rallentamenti. La temperatura resta sotto controllo, anche con un utilizzo intenso.

Qui trovate i benchmark che sono in linea con quelli che potete aspettarvi da un chip di fascia media dell’anno scorso: buoni ma non certo eccezionali.

recensione prestazioni nothing phone 1 min

Nell’utilizzo quotidiano non dovreste avere problemi e la gestione energetica non ci ha deluso. In questa fascia di prezzo trovate anche prodotti con chip di fascia superiore, capaci di prestazioni davvero eccezionali. Ma per la maggior parte degli utenti sono fin troppo. Se utilizzato lo smartphone per chiamate e chat, social e streaming, con qualche momento dedicato al gaming, sarete soddisfatti.

Anche perché il software molto snello aiuta molto le prestazioni generali di questo smartphone.

Nothing OS e i Glifi: lo stile fa la differenza

Il sistema operativo Nothing OS basato su Android 12 ci ha convinto appieno. Non tanto per quello che offre in più, ma per il fatto che non ci sia nulla oltre al necessario. Infatti l’esperienza è la più vicina alla versione ‘stock’ di Android che abbiamo visto (al pari dei Pixel).

Nessuna app in più del dovuto, solo quelle base per far funzionare al meglio il vostro smartphone Android. Le novità sono quasi esclusivamente estetiche. Ci sono un paio di widget per orologio e meteo con lo stesso stile ‘industriale’ del telefono, l’app Registratore ha un design che richiama l’estetica del telefono. Per il resto, avete solo la possibilità di usare un widget per mostrare i vostri NFT se collegate un wallet crypto. Ma se non l’avete, nessuna app fastidiosa che sottrae risorse o altro tipo di bloatware.

In questo modo potete scaricare solo le app che vi servono. Noi abbiamo passato quelle del nostro smartphone ‘quotidiano’ in maniera molto semplice: il setup di Android 12 è particolarmente semplice. Chiunque può avviare e preparare questo telefono e non c’è nessuna app o servizio da bloccare, che vorremmo fosse qualcosa condiviso da tutti gli smartphone. Ma purtroppo Nothing Phone (1) è (quasi) unico anche in questo.

L’unica grande novità nell’uso quotidiano è la Glyph Interface.

recensione glifi nothing phone 1 min

I 9000 LED sul retro dello smartphone servono principalmente per mostrare l’arrivo di chiamate e notifiche quando lo smartphone è voltato. Potete personalizzare le suonerie (hanno tutte un suono molto ‘robotico’) con sequenze di luci particolari. E c’è anche la possibilità di mostrare diverse suonerie e glifi per contatti speciali nella rubrica. Invece al momento non potete differenziare le notifiche.

La Glyph Interface mostra anche lo stato della ricarica quando collegate lo smartphone. E potete usarle anche come alternativa al flash quando scattate le foto. Nelle impostazioni della videocamera potete anche attivare un indicatore lampeggiante rosso quando registrate un video, che dona un gusto retro davvero splendido.

Molti commentatori hanno definito inutili questi LED posteriori. Ed effettivamente la nostra naturale inclinazione è quella di appoggiare sulla scrivania lo smartphone con lo schermo verso l’altro (quando non l’abbiamo in tasca). Ma il fatto che non siano diventate fondamentali dopo l’utilizzo di pochi giorni che ne abbiamo fatto non significa che siano una novità che apprezzeremo con il tempo.

E poi sono divertenti, nuove e un modo per cominciare una conversazione: una volta attivate vi chiederanno tutti come funzionano. Sono una chicca extra su un telefono davvero solido. E se dovessero stancarvi, una qualsiasi cover li può nascondere. Cosa avete da perdere?

Una fotocamera competente, ma non eccezionale

Nothing ha dotato il suo Phone (1) di due fotocamere da 50MP, che dobbiamo ammettere non ci hanno entusiasmato durante questa recensione. La principale è un sensore Sony IMX766 e l’ultra-grandangolo è un Samsung JN1.

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Anche in questo caso, sono due sensori da fascia media. Ma anche con hardware non eccezionale si possono fare scatti perfetti: la fotocamera principale di iPhone SE o di Pixel 6a sono peggiori di queste due fotocamere, eppure fanno scatti eccezionali. Nothing invece nel reparto fotografico resta nella media.

Il sensore principale Sony fa ottime fotografie quando la luce abbonda, catturando una buona quantità di dettagli e mettendo a fuoco senza nessun problema. I colori ci sembrano un po’ troppo brillanti rispetto a quelli naturali, ma potete tranquillamente risolvere con i filtri. Il grandangolo Samsung risulta piuttosto simile in termini qualitativi, seppure coglie qualche dettaglio in meno nelle ombre. Ma i colori sono meno accesi. Una regolazione più attenta avrebbe potuto permettere di passare più facilmente da una fotocamera all’altra, senza accorgersi delle differenze cromatiche.

L’effetto Ritratto e Macro risultano piuttosto validi in condizioni buone di luce, mentre mostrano meno precisione in penombra. Buona la stabilità dello zoom, anche se la qualità cala rapidamente mancando un sensore dedicato.

Per i video la stabilizzazione è buona, la possibilità di girare slow-mo e altre funzionalità avanzate ci piace. I risultati non sono da cineteca, ma per i social sono più che sufficienti. La fotocamera selfie da 16MP (Sony IMX471) non ha i contorni decisi che ci piacciono, ma tutto sommato è di buona qualità.

Nei sample abbiamo inserito anche tre fotografie che mostrano un ulivo la sera, la prima senza flash e con la modalità notte automatica (che è piuttosto lenta, ma di qualità discreta), con il flash classico e con i Glyph. Come vedete i Glyph illuminano i soggetti in maniera più diffusa e morbida e sono una vera alternativa al flash classico, se il soggetto è abbastanza vicino. Una chicca extra, in un reparto fotografico nella media.

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Fotocamera principale
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Grandangolo
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Fotocamera principale
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Macro
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Zoom x5
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Modalità notte automatica
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Flash normale
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Flash con Glyph
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Selfie
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Fotocamera principale
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Ritratto

    Recensione Nothing Phone (1): Autonomia e ricarica

    Premessa: abbiamo avuto poco tempo per testare l’autonomia di Nothing Phone (1), quindi aggiorneremo presto questa recensione con qualche informazione in più per valutare eventuali cambiamenti nel lungo periodo.

    La batteria da 4500 mAh supera una giornata intera con utilizzo medio, mentre con un uso più intenso (che include i test per il gaming, fotocamera e streaming) bisogna mettere in carica lo smartphone dopo cena. Ma con Android 12 le cose potrebbero migliorare con il tempo, visto come l’AI si adatta all’uso quotidiano e gestisce meglio il carico di lavoro. L’autonomia non è comunque un punto forte di questo smartphone, anche se pensiamo che per un uso medio sia più che sufficiente per la maggior parte degli utenti. In questa fascia di prezzo c’è di meglio, ma per la maggior parte degli utenti sarà più che sufficiente.

    nothing phone 1 recensione batteria ricarica min

    Lo smartphone supporta una ricarica a 33W che potete raggiungere con ogni caribatterie cablato USB-PD 3.0. Se quindi avete un caricabatterie recente (o se acquistate quello dedicato che Nothing ci ha dato in prova) potete ricaricare meta della batteria in mezz’ora, mentre una ricarica completa richiede un’ora e venti circa. Durante la ricarica vedrete anche il livello della batteria sul LED posteriore.

    Supporta inoltre la ricarica wireless a 15W e anche il reverse charging per caricare degli auricolari (come i Nothing Ear, per esempio). Questo è qualcosa che non vediamo nella maggior parte dei dispositivi di fascia media e un’aggiunta davvero interessante.

    Recensione di Nothing Phone (1): ne vale la pena?

    Il Nothing Phone (1) costa 499 euro nella versione base 8/128GB, 529 euro in quella da 8+256GB (come quello che abbiamo testato in questa recensione) e 579 euro in quello da 12+256GB. La versione da 8/128GB è l’unica che è disponibile solo in nero, mentre le altre sono sia in nero che in bianco.

    Nothing Phone (1) - 8 GB di RAM + 128 GB, Glyph Interface,...
    • Glyph Interface: Un nuovo modo di comunicare. Schemi luminosi unici indicano chi sta chiamando. Segnala le notifiche...
    • Design: Il vetro Gorilla dual-side conferisce robustezza. Il sistema di vibrazione avanzato rende le risposte al tocco...
    • Doppia fotocamera 50 MP: Ampio sensore della fotocamera principale e apertura ƒ/1.8. Per un realismo brillante. Scatti...

    La versione che abbiamo testato sarà quella farà con ogni probabilità contenta la maggior parte di voi: 8GB sono più che sufficienti per Android 12, anche se i 12GB potrebbero assicurare maggior longevità (sono previsti tre anni di aggiornamenti Android e quattro di sicurezza). Noi riusciamo a sopravvivere con 128GB ma la maggior parte degli utenti preferisce un po’ di spazio extra per foto e video.

    A questo prezzo attorno ai 500 euro, Nothing Phone (1) ci sembra un prodotto facile da consigliare. L’esperienza di Nothing OS, molto simile ad Android 12 ‘base’, rende semplice l’utilizzo di questo smartphone per chiunque. Lo schermo grande e di qualità sopra la media è un piacere da usare. Prestazioni, autonomia e fotocamera sono competenti, pur senza eccellere. E poi c’è il design unico: se vi piace questo stile e l’uso dei Glyph (che sono più utili di quello che sembra), non c’è nessun altro smartphone che possa regalarvi questa esperienza.

    In questa fascia di prezzo c’è chi si distingue per la ricarica ultra-rapida, per i processori scattanti, per la fotocamera. Ma il design ha altrettanto valore, è una caratteristica importante. Per quando vi convincano le statistiche sul consumo al chilometro, non comprereste mai un automobile che non vi piace. Allo stesso modo, perché acquistare uno smartphone che non rispecchia il vostro stile? Soprattutto quando è un prodotto di solida qualità.

    Dopo questa recensione, Nothing Phone (1) rientrerà nella nostra lista di smartphone consigliati per la fascia media, perché è semplicemente unico. Se questo smartphone vi piace, toglietevi questa soddisfazione: non vi deluderà.

    PRO

    • Design unico e stile ben definito
    • Schermo davvero ottimo
    • Pacchetto completo e competente

    CONTRO

    • Fotocamere non eccezionale
    • Autonomia da una giornata sola
    • Niente caricabatterie in confezione 

    Stefano Regazzi

    Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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