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Oggi è la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. Cosa può fare la tecnologia

I numeri sono sempre più allarmanti

Con i dati e i numeri degli ultimi mesi, è quasi difficile scriverlo. Tuttavia, oggi si celebra per il diciannovesimo anno la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro.

Un problema sempre più urgente, ma anche sempre troppo misconosciuto, viste le notizie terribili che quasi ogni giorno siamo costretti a leggere e ascoltare.

Sembra però (e come leggeremo è proprio l’ente che ha promosso la Giornata a dirlo) che si intravedano nuove vie per accrescere la consapevolezza, a tutti i livelli, dell’importanza della sicurezza sui luoghi di lavoro.

In questo senso, un aiuto può arrivare anche dalla tecnologia. Vedremo come in alcuni casi si siano già sviluppati (anche in Italia) progetti dove le persone, per incombenze particolarmente gravose o rischiose, sono state sostituite da robot.

Ma andiamo con ordine, e scopriamo anzitutto qualcosa in più sulla Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro.

La Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro

La Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro nasce nel 2003 per impulso dell’Organizzazione internazionale del lavoro. Si tratta di un’agenzia delle Nazioni Unite che promuove la giustizia sociale e i diritti umani, con particolare riferimento a quelli che riguardano il lavoro in tutti i suoi aspetti.

Tra i principali obiettivi della Giornata, ci sono quelli di promuovere la prevenzione degli infortuni e dalle malattie professionali. Oltre alla regolazione contrattuale dei lavoratori.

progetto CONCERT

L’edizione 2022

Quest’anno, la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro poggia su un recente report. Scaricabile dal sito dell’Organizzazione internazionale del lavoro, il documento ha un eloquente titolo: “Enhancing social dialogue towards a culture of safety and health: What have we learned from the Covid-19 crisis?” Ovvero: “Rafforzare il dialogo sociale verso una cultura della sicurezza e della salute: cosa abbiamo imparato dalla crisi del Covid-19?”

Ma cosa contiene il report?

Verso una cultura della sicurezza e della salute

Il documento prende le mosse dai mesi della pandemia. Nei quali una collaborazione tra governi, datori di lavoro e lavoratori si è dimostrata efficace per la sicurezza sul lavoro.

Sul sito dell’Organizzazione internazionale del lavoro possiamo leggere che “durante la pandemia, i governi che hanno dato prioritaria alla partecipazione delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori nella governance in materia di sicurezza sul lavoro. Attraverso tale partecipazione, sono state sviluppate e attuate leggi, politiche e interventi per mitigare l’impatto della pandemia”.

L’esempio dell’Italia

Nel documento, sono presi a esempio diversi Paesi che durante la pandemia hanno adottato strategie per prevenire il contagio da Covid-19 sul luogo di lavoro.

Tra gli altri viene citata anche l’Italia, dove “le parti sociali — supportate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dal Ministero della salute — hanno adottato un Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus, che identifica delle misure di contrasto e contenimento della diffusione del virus nei luoghi di lavoro. L’obiettivo prioritario del Protocollo è quello di bilanciare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative.

I numeri impietosi

Nonostante l’atteggiamento ottimistico dell’Organizzazione internazionale del lavoro, di lavoro si continua a morire.

Per limitarci ai dati del nostro Paese, le denunce di infortunio sul lavoro acquisite dall’Inail nel primo bimestre del 2022 sono state 121.994. Con un allarmante + 47,6% rispetto allo stesso periodo del 2021. Di queste denunce, 114 hanno avuto esito mortale (+9,6% rispetto al 2021).

In aumento sono anche le patologie di origine professionale denunciate, 8.080 (+3,6% rispetto allo scorso anno).

Il ruolo della tecnologia

L’uso per così dire sociale della tecnologia è spesso oggetto di plausibili dubbi (si pensi all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, e soprattutto del riconoscimento facciale, con tutte le implicazioni etiche che ciò comporta).

Tuttavia alcune branche della tecnologia, come la robotica, possono aiutare, sostituendo l’uomo con le macchine in mansioni particolarmente faticose o che metterebbero a rischio l’incolumità. Oltre che in operazioni di particolare precisione. In Italia sono già stati avviati diversi progetti in quest’ottica.

Naturalmente, nulla sarà mai paragonabile all’acquisizione di una vera cultura del lavoro, che metta al centro la dignità e i diritti dei lavoratori anziché la produttività e il profitto.

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Autore

  • Claudio Bagnasco

    Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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