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Gli Editoriali di Tech PrincessRubriche

Scuola e Covid: cambiano le regole per la quarantena

Tutti a casa se in classe ci sono almeno tre positivi

Scuola e Coronavirus: ci saranno nuove regole, soprattutto per quanto riguarda la quarantena.

Lo ha stabilito la nota numero 50079 del ministero della Salute, emanata mercoledì 3 novembre e già operativa.

Cambiano diverse cose rispetto alle norme decise prima dell’apertura dell’anno scolastico. Anche se l’obiettivo è sempre quello di mantenere la didattica in presenza e limitare al massimo il ricorso alla dad.

Lo dice la stessa nota nelle righe introduttive: “Considerata la necessità di favorire la didattica in presenza e rendere il più possibile omogenee a livello nazionale le misure di prevenzione attuate in ambito scolastico, si è ritenuta opportuna una revisione del sistema di gestione dei contatti dei casi confermati di infezione da SARS-CoV-2 anche alla luce dell’aumento della copertura vaccinale e della riduzione della circolazione di SARS-CoV-2 in comunità.”

Vediamo quindi cosa cambia nelle regole per il contenimento del Coronavirus a scuola, e quale libertà d’azione possono avere i dirigenti scolastici.

scuola coronavirus

Scuola e Coronavirus: le nuove regole in sintesi

Il più importante cambiamento rispetto alle precedenti norme riguarda la quarantena. Che scatta per tutta la classe, alunni e docenti, in presenza di almeno 3 alunni positivi al Covid.

Negli altri casi, invece, via a quella che viene chiamata “sorveglianza con testing”: un tampone immediato e uno dopo 5 giorni. Se l’esito definitivo è negativo, si rientra a scuola.

Per i non vaccinati, in quasi tutti i casi, anche in presenza di uno o due positivi è prevista la quarantena.

Scuola d’infanzia e Coronavirus

La circolare del ministero della Salute mostra in una griglia tutti i possibili casi a seconda di alcune variabili: fascia d’età, tipo di contatto e origine del focolaio, caso di positività tra gli studenti o tra gli operatori scolastici.

In sintesi: se c’è un solo alunno positivo, i bimbi sino a 6 anni vanno in quarantena per 10 giorni, insieme ai loro educatori e agli operatori entrati a stretto contatto con il contagiato (ma per i vaccinati la quarantena dura 7 giorni).

Se il positivo è un adulto, il personale vaccinato non devono fare la quarantena né alcun test.

Scuola elementare e media

Scoperto un caso di positività in una classe, gli studenti (vaccinati o meno che siano) possono essere sottoposti a un tampone molecolare, antigenico o salivare.

L’esame va effettuato entro le 48 ore dopo aver appreso della positività di un compagno di classe. Se il test è negativo si può rientrare a scuola. Il tampone deve essere ripetuto a distanza di 5 giorni.

Anche i docenti (ma solo se vaccinati) possono evitare la quarantena sottoponendosi a tampone. Che scatta invece per i non immunizzati.

Se i positivi sono due o più

Le nuove regole per la scuola a tutela dal Coronavirus sono uguali per ogni bambino in età non vaccinale (sotto i 12 anni) e per gli adolescenti non vaccinati se i casi positivi sono due: si deve restare a casa.

E assieme a loro restano a casa anche docenti, educatori e altro personale scolastico non vaccinato.

Invece, come detto, il discorso cambia per i ragazzi e per il personale scolastico vaccinato. In presenza di due casi positivi scatta la sorveglianza con testing, ossia i due tamponi a 0 e a 5 giorni.

Se i contagiati sono tre o più, tutti (bambini e adulti) devono stare in quarantena.

scuola covid

La durata della quarantena

La quarantena è fissata a 10 giorni, ma scende a 7 per chi ha completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni e da non più di 6 mesi.

Dopo i 7 giorni occorre tuttavia sottoporsi a un tampone. Senza tampone, la quarantena si estende a 14 giorni.

Queste regole valgono per chi è stato a stretto contatto con la persona risultata positiva. Per gli altri, se sono vaccinati, non c’è obbligo di quarantena.

Più potere ai presidi

Nella nota del ministero della Salute si legge che i dirigenti scolastici hanno il potere di intervenire.

Più precisamente, un preside può sospendere “in via eccezionale ed urgente” le lezioni, solo se le autorità sanitarie “siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente”.

Il dirigente dovrà agire in questo modo: informare la Asl, individuare i “contatti scolastici” che dovranno temporaneamente sospendere le lezioni. Cioè “i bambini appartenenti alla stessa sezione/gruppo del caso positivo per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia”, “i compagni di classe del caso positivo (per la scuola primaria e secondaria)”, “il personale scolastico che ha svolto attività in presenza per almeno 4 ore nello stesso ambiente del caso positivo”.

Il preside sarà quindi chiamato a “trasmettere ai contatti scolastici le indicazioni standardizzate preventivamente predisposte dal DdP (dipartimento di prevenzione” e segnalerà “al DdP i contatti scolastici individuati”. 

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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