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Streamlabs cambia nome dopo le lamentele su Twitch

Il produttore del software per lo streaming ha dovuto abbandonare la scritta OBS nel nome

Il popolare produttore di software per lo streaming Streamlabs cambia nome, abbandonando qualsiasi riferimento a OBS. La decisione arriva dopo che molti utenti su Twitch (e non solo) si sono lamentati del nome, per via dei rapporti non proprio idilliaci con OBS Project, che fornisce la base open-source del software.

Streamlabs cambia nome, via OBS dopo le lamentele su Twitch

Fino a mercoledì si chiamava Streamlabs OBS. Ma ora il software che moltissimi dei vostri streamer preferiti (e forse anche voi stessi) usano per andare in diritta, ora si chiama solo Streamlabs. O perlomeno, sta avviando il processo per rimuovere qualsiasi riferimento a OBS.

Fino a poco fa, il riferimento a OBS indicava il framework software su cui si basava il programma. The Open Broadcaster Software Project infatti è il nome di un progetto open-source, che vuole dare una base tecnica per andare online a tutti gli streamer del mondo. Ma a quando sembra, Streamlabs e OBS non andavano molto d’accordo.

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Un tweet dall’account ufficiale di OBS Project ha richiesto a Streamlabs di non includere OBS nel nome del software. Streamlabs ha ignorato la richiesta. Ma il nome faceva intendere che le due entità fossero legate a doppio filo, cosa che a quanto pare non era affatto vera. Se OBS è un progetto open source, così come Streamlabs OBS: il codice è disponibile online. Ma il produttore Streamlabs è invece una società che Logitech ha acquistato nel 2019 per 89 milioni di dollari. Che utilizza il software di OBS, ma non collabora direttamente con la società, stando a quanto riporta la stessa OBS.

“In prossimità del lancio di Streamlabs OBS, Streamlabs ci ha contattato per chiederci di poter usare il nome OBS. Abbiamo gentilmente chiesto di no. Loro lo hanno fatto ugualmente e hanno fatto seguito registrando il nome. Abbiamo cercato di risolvere la cosa in privato e loro sono stati sempre non cooperativi”.

Controversie nel mondo dello streaming

Dopo la richiesta di OBS di rimuovere il nome, le controversie sono subito aumentate. Il rivale diretto Lightstream ha commentato l’uscita di Streamlabs Studio for Xbox in maniera provocatoria. Infatti il CEO dell’azienda ha affermato che la pagina web per lo strumento di streaming da console sembra identica a quella di Lighstream. Tanto che persino i commenti dei clienti soddisfatti sembrano essere gli stessi.

Streamlabs ha però risposto dicendo che “Il testo sulla landing page era solo un segnaposto arrivato in produzione per errore. Questa è colpa nostra. Abbiamo rimosso il testo non appena lo abbiamo scoperto. La versione che intendevamo pubblicare è ora live. Il team di Lightstream è grande e lo abbiamo contattato direttamente per chiedere scusa“.

Anche il produttore di schede per registrare video Elgato ha ricordato su Twitter che la console per smartphone di Streamlabs ricorda molto la sua.

Se le critiche fossero arrivate solo dai rivali, però, forse la situazione sarebbe stata diversa. Il vero seguito sui social lo hanno avuto alcuni degli streamer più seguiti. Lo streamer e attivista Hasan Piker ha commentato dicendo che “non userò mai più Streamlabs se non risolvono immediatamente la questione”.

Anche Imane Anys, in streaming @Pokimane, una delle streamer più famose in assoluto, ha messo in chiaro la propria posizione. “Streamlabs è meglio che risolva questo intero filone di problemi o chiederò che rimuovano la mia faccia dalla piattaforma e mi informerò per usare un altro servizio di donazioni”.

Con alcuni degli streamer più influenti che hanno minacciato di far sentire il proprio dissenso andandosene, Streamlabs ha dovuto cedere. Meno di un giorno dopo il tweet di Pokimane ha scritto su Twitter che “prenderà provvedimenti immediati per rimuovere OBS dal nostro nome”.

Inoltre, Streamlabs nella sua dichiarazione ha spiegato che: “Streamlabs OBS è sviluppato avendo alla base la piattaforma open-source OBS. Streamlabs OBS è altrettanto open source, il nostro codice è pubblicamente disponibile. Ci assumiamo la responsabilità per le nostre azioni e supportiamo la nostra comunità”.

La situazione sembra quindi risolta, anche se online molti utenti sono stanno prendendo in giro Streamlabs per la percepita “figuraccia”. Un utente commenta semplicemente: “Ooops! Vi hanno beccati”.

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Source
TechCrunch

Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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