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La nostra recensione di Tales of Arise: la lotta per la libertà secondo Namco Bandai

Tales of Arise, il nuovo capitolo della serie Tales, è pronto per il lancio ufficiale tra pochi giorni, il 10 settembre. Il gioco si presenta come un GDR con combattimenti in arene in tempo reale e una grande focus sulla narrazione. Noi di Tech Princess abbiamo avuto modo di provare a lungo il gioco e, dopo essere arrivati ai titoli di coda, siamo pronto per proporvi la nostra recensione di Tales of Arise.

Tales of Arise: la nostra recensione

La serie Tales è tra le più longeve per quanto riguarda i JRPG ed è innegabile che i capitoli precedenti ad Arise abbiano saputo introdurre tanto meccaniche di gioco inedite quanto spunti narrativi davvero azzeccati, che contribuiscono a dare ad ogni titolo il suo mood e la sua atmosfera unica. Tales of Arise in questo senso non fa eccezione e Bandai Namco ha imbastito un intreccio narrativo dalle tematiche forti e piuttosto attuali.

La storia a dir poco turbolenta di Tales of Arise inizia nei panni di Maschera di Ferro, un giovane senza memoria, completamente insensibile al dolore con indosso, per l’appunto una sorta di elmo che gli copre tutta la faccia e che non riesce a togliere in nessun modo. Maschera di Ferro altro non è che uno schiavo dahnano, sotto il giogo dei dominatori di Rena.

Queste sono le premesse narrative di Tales of Arise: due mondi Dahna e Rena sono entrati in conflitto circa 300 anni prima degli eventi a cui prenderemo parte e Rena, forte di tecnologie e di una civiltà molto più avanzata ha ridotto in schiavitù l’intero pianeta di Dahna nell’arco di una sola notte, usando i suoi abitanti come vero e proprio carburante sottraendo loro l’energia astrale.

Sì perché dopo essere capitolato l’intera Dahna è stata divisa in cinque regni, ognuno sotto il dominio di un lord il cui compito è quello di raccogliere quanta più energia astrale possibile dagli schiavi dahnani per primeggiare durante la Disfida Reale. Questa pratica serve ad eleggere il sovrano assoluto di Rena e per riuscire nello scopo i lord hanno innestato un nucleo spiritico in tutti gli schiavi per risucchiare la loro energia vitale.

La ribellione della Maschera di Ferro

Come dicevamo quindi la nostra avventura inizia nei panni di Maschera di Ferro, un giovane generoso e con forte senso di giustizia che coglie l’occasione di ribellarsi al regime renano quando Shionne, una misteriosa ragazza renana affetta da una maledizione che la rende impossibile da toccare si libera dal treno in cui era tenuta prigioniera.

Shionne, per motivi sconosciuti sembra intenzionata ad uccidere tutti e cinque i lord che si sono installati a Dahna e durante le prime fasi di gioco scopriremo che è in possesso del Nucleo Primario del Fuoco, un potente artefatto che racchiude tutta l’energia astrale rubata ai dahnani e che solo Maschera di Ferro può utilizzare, dato che il potere del nucleo si manifesta in una lunga spada rovente e che il nostro eroe è completamente immune al dolore causato dalle bruciature.

Tales of Arise recensione

Da qui inizia il viaggio di questa strana coppia per liberare l’intera Dahna dal regime renano, a partire dal primo lord, quello del fuoco, per poi passare a tutti gli altri. Il racconto che propone Tales of Arise assume senza dubbio dei toni maturi e anche discretamente pesanti fin da subito e pone l’accento su dei temi dolorosamente attuali, come la discriminazione e l’oppressione sui deboli.

A questo proposito non possiamo non sottolineare che, procedendo lungo i binari della storia, gli sviluppatori sono riusciti a restituire uno spaccato su due mondi profondamente complessi e sfaccettati, dove ogni regno visitato è fortemente influenzato dal lord che lo domina.

Tales of Arise recensione

Ci saranno i regimi autoritari, quelli che optano per un controllo più subdolo della popolazione, mettendo i cittadini uno contro l’altro e così via. Le situazioni che vi troverete ad affrontare saranno tante, molto diverse tra di loro e, naturalmente, non mancheranno i colpi di scena. Insomma, il comparto narrativo di Tales of Arise non delude e lo abbiamo seguito con grande curiosità dall’inizio alla fine, al netto di alcuni momenti in cui ci è sembrato che la scrittura degli eventi rallentasse un po’ troppo.

D’altronde Tales of Arise è un gioco che, come da tradizione per la serie, non ha paura di prendersi i suoi tempi per snodare ogni aspetto della trama, anche con il rischio di alienare i giocatori meno pazienti.

Il gruppo di liberatori

Ovviamente Maschera di Ferro e Shionne non saranno soli nella loro impresa e insieme a loro ci sarà una pletora di altri personaggi che impareremo a conoscere durante la storia. A questo proposito Maschera di Ferro incarna l’ideale di giustizia che sprona gli schiavi a ribellarsi. E’ il classico eroe in erba, anche se gli sono state fornite abbastanza ombre e tratti distintivi da renderlo a suo modo unico, cosa che abbiamo apprezzato molto.

Shionne invece ne è il contraltare perfetto. La misteriosa ragazza renana è diretta, poco incline al dialogo e concentrata sul suo unico obbiettivo di sconfiggere uno ad uno i lord renani, costi quel che costi. Durante gli eventi di gioco saremo in grado di comprendere appieno i suoi tratti caratteriali, che nascondono una vita passata in solitudine a causa della sua maledizione.

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Insieme a loro ci sarà Law, un ragazzo particolarmente esperto nell’arte di fare a pugni e Rinwell, una delle ultime maghe Dahnane con un bruciante astio verso la cultura renana, che di fatto è colpevole di aver sterminato la sua intera famiglia. Successivamente si uniranno al gruppo anche Dohalim e Kisara. Il primo è un lord renano che, in controtendenza con i suoi connazionali, punta alla coesistenza dei due popoli e la seconda è la guardia del corpo di quest’ultimo, caratterizzata da un forte senso della responsabilità.

Il cast di personaggi principali quindi non è molto nutrito, abbiamo sei membri in totale, ma non è un elemento che pesa particolarmente sulla produzione, vista la loro ottima caratterizzazione. I personaggi del nostro gruppo evolvono più che sufficientemente durante le vicende narrate, e da un manipolo mal assortito di personalità diventeranno a tutti gli effetti il gruppo di liberato che Dahna merita.

Tales of Arise recensione

Molto simpatiche sotto questo punto di vista le tante piccole interazioni tra i personaggi, dalle scenette in cui è possibile scambiare qualche chiacchiera con loro dopo gli eventi principali della trama, fino a delle vere e proprie sotto trame che si possono seguire agli accampamenti prima di dormire volte ad approfondire il nostro rapporto con loro. C’è tanto da amare nei personaggi di Tales of Arise e se vi piacciono i videogiochi che si prendono i loro tempi per schiudere le personalità degli eroi principali questi banter saranno perfetti per voi.

Certo c’è da dire che questi eventi scripatati sono davvero tanti e prolissi, in puro stile JRPG, e se volete vederli tutti rallenterete parecchio la progressione di gioco, ma nella maggior parte ne vale davvero la pena, dato che ci consentiranno di avere una visione a 360 gradi del mondo di gioco.

In battaglia per la libertà

Continuiamo la recensione di Tales of Arise parlando di un aspetto quanto mai centrale nella produzione, ovvero il gameplay. Come detto in apertura, Tales of Arise si configura come GDR d’azione con combattimenti in tempo reale e il combat system pensato da Namco Bandai a questo giro è per certi versi simile a quanto visto in passato, anche se presenta delle discrete differenze.

In battaglia infatti dovremo ancora basarci sul concatenare attacchi normali e abilità, in modo tale da creare combo in grado di lasciare il nemico senza fiato e che persino possibile concatenare a mezz’aria. Ogni personaggio può utilizzare inizialmente 6 arti diverse (sbloccabili in un apposito menù), tre a terra e tre in aria, che si possono usare tramite l’uso di una barra specifica chiamata BA, che si ricarica da sola nel corso della battaglia.

Completamente assenta un tasto per difendersi, e per evitare i colpi nemici dovremo fare uso di un utile schivata eseguibile con il dorsale destro del controller. Le battaglie quindi si basano su un sottile equilibrio tra attacchi standard, schivate ed arti; un sistema che si stratifica e diventa incredibilmente complesso mano a mano che si sbloccano nuove skill passive a arti da utilizzare.

Oltre a questo abbiamo anche gli inediti attacchi boost, delle mosse speciali uniche per ogni personaggio che sortiscono effetti diverse sui nemici sulle quali vengono utilizzate. Shionne per esempio eseguirà un attacco in grado abbattere i nemici volanti, Rinwell lancerà un incantesimo che bloccherà i sortilegi avversari, Dohalim rallenterà i nemici più veloci e via dicendo. Imparare quando usare questi attacchi è fondamentale per affrontare alcuni dei nemici più ostici, evitando che questi possano fare il bello e il cattivo tempo.

Presenti anche gli assalti boost, delle vere e proprie finisher di coppia che si possono usare per dare il colpi di grazia al nemico dopo averlo indebolito a dovere. Per utilizzare le magie invece l’intero gruppo fa riferimento alla barra condivisa dei PC, che sarà necessario tenere sempre d’occhio per evitare di rimanere a secco, cosa che potrebbe accadere quando, per esempio, vi curerete troppo spesso.

Il bilanciamento di gioco

Per quanto riguarda il bilanciamento di gioco abbiamo riscontrato diversi alti e bassi. Se nella maggior parte dei casi i nemici incontrati durante i livelli non ci hanno mai dato problemi significativi, boss e mini boss sono tutto un altro discorso che merita una parentesi.

Se infatti queste creature sono forti e all’altezza del loro ruolo, spesso abbiamo notato che sono anche i fieri possessori di una quantità eccessivamente alta di punti salute, cosa che a volte influenza direttamente il divertimento che scaturisce dall’affrontarli.

Nonostante si tratti quasi sempre di scontri ben curati ci siamo trovati frequentemente in difficoltà non tanto per la difficoltà intrinseca alla bossfight, ma piuttosto per la durata di quest’ultima che ci ha costretto ad usare molti oggetti per ripristinare i PC rompendo il ritmo dello scontro. Non si tratta di un elemento che non incide in modo invalidante sul gioco in generale, ma ci ha comunque fatto tirare qualche sospiro di frustrazione e noia di troppo.

Allo stesso modo non abbiamo trovato totalmente centrato il modo in cui si sbloccano le arti. Queste abilità si possono ottenere spendendo punti battaglia in un menù dedicato, ma possono anche essere sbloccate in combattimento dopo averle usate un determinato numero di volte. Il problema è che questo numero supera in fretta le migliaia per ogni singola arte, cosa che rende il grinding un processo piuttosto lungo e noisoso.

Tales of Arise: la nostra recensione in breve

Concludiamo la nostra recensione di Tales of Arise con una nota a margine sul comparto tecnico e la colonna sonora. Tecnicamente parlando non ci troviamo di fronte ad un prodotto che fa urlare al miracolo. Gli sviluppatori hanno optato per un azzeccato stile grafico pastello che dona uno stile unico alla produzione e contemporaneamente nasconde alcuni limiti con cui il gioco ha dovuto fare i conti.

La nostra prova si è svolta su una PS4 standard e dobbiamo segnalare che su questa console abbiamo riscontrati diversi cali di framerate e un generale ritardo nel caricare le texture più dettagliate presenti nel mondo di gioco e negli equipaggiamenti dei personaggi. Nota positiva per i caricamenti però, sempre velocissimi e mai più lunghi di pochi secondi (complici anche le aree un po’ spoglie).

Infine la colonna sonora non ci ha impressionato più di tanto, dato che alterna momenti efficaci a musiche anonime o inutilmente pompose rispetto a quello che sta accadendo a schermo. Peccato anche per le attività secondarie, mai troppo incisive (sì c’è il classico minigioco di pesca).

In conclusione quindi Tales of Arise è un videogioco adatto a tutti gli amanti dei JRPG strategici, che vi saprà sicuramente incantare grazie alla sua trama curata e ai personaggi ben caratterizzati. Forte di un solido e divertente combat system, i difetti principali dell’opera sono un leggero sbilanciamento nella difficoltà delle bossfight e alcuni parti del racconto fortemente diluite.

Tales of Arise - PlayStation 5
  • Gli snodi principali della storia sono narrati dalle meravigliose sequenze animate di ufotable, che rendono ancora più...
  • Un mondo selvaggio realizzato con la tecnologia "atmospheric shader"
  • Esplora un pianeta più vivo che mai: scopri il mondo di dahna, i cui paesaggi naturali cambiano volto con lo scorrere...

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