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Al via la quinta edizione della campagna “Una vita da social”

Riparte da Milano la campagna educativa "Una vita da social", realizzata dalla Polizia Postale e delle Comunicazione con lo scopo di sensibilizzare le persone sui pericoli e i rischi della rete per i minori.

Il progetto, realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, ha avuto un grandissimo successo negli passati. Pensate che gli operatori della Polizia Postale hanno incontrato oltre 1 milione e 300 mila studenti, 147.000 genitori, 82.500 insegnati e ben 10.750 istituti scolastici, toccando 190 città e percorrendo 39.000 km.

A dare man forte ci pensano anche aziende come Baci Perugina, Facebook, FireEye, Google, Karpesky lab, Lenovo, Microsoft, Poste Italiane, Norton by Symantec, Skuola.net, Vodafone, Youtube e Società Civile, tutti uniti da un solo obiettivo: fare in modo che il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto delle tecnologie, non faccia più vittime.

Gli studenti, da Milano a Palermo, potranno lanciare un messaggio positivo usando l'hashtag #unaparolaeunbacio e salire a bordo del truck allestito dalla Polizia Postale per imparare l'uso corretto dei nuovi media.

Pensate non serva? Vi sbagliate. Stando alla ricerca "Quanto Condividi", realizzata dall’Università Sapienza di Roma e dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, con la collaborazione del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, il 60% dei piccoli internauti pensa di poter limitare l'accesso ai contenuti che condivide sui social in modo definitivo, mentre gli 36% degli adolescenti pensa che le azioni online siano un gioco privo di conseguenze. Si registra poi una forte tendenza dei ragazzi a colpevolizzare la vittima quando questa corrisponde a richieste, ritenendola responsabile del danno che subisce.

Insomma, se il truck della Polizia Postale passa dalle vostre parti, sarà bene approfittarne.

Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.

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