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Il mondo dei videogiochi scende in campo per aiutare l’Ucraina

Da 11 Bit Studios con This War of Mine a Frogwares: ecco cosa sta facendo l'industria videoludica per aiutare il Paese guidato da Zelensky

Quante volte abbiamo sentito dire che è tutta colpa dei videogiochi? Che il gaming incita alla violenza? Che è colpa degli sparatutto se si mantiene viva la fiamma della guerra? Tante, troppe. Ora però il mondo videoludico risponde scendendo in campo per aiutare l’Ucraina di fronte all’insensata invasione russa, con le truppe sovietiche che ormai da una settimana stanno mettendo a ferra e fuoco la nazione guidata dal Presidente Zelensky.

Le aziende videoludiche aiutano l’Ucraina

Ve lo ricordate This War of Mine? Il gioco, sviluppato dalla software house polacca 11 Bit Studios, era ambientato durante l’assedio di Sarajevo e mostrava il punto di vista dei civili, impegnati a sopravvivere alla guerra. Una prospettiva terribile, un gioco commovente. Ora i profitti derivanti dalla vendita del gioco vengono devoluti i beneficienza, a supporto della Croce Rossa ucraina.
A seguire le orme dello sviluppatore è lo store GOG, che utilizzerà i guadagni della prossima settimana derivanti dalla vendita di This War of Mine per aiutare l’Ucraina.

E questo è solo l’inizio. Gli sviluppatori locali – circa 400 aziende con oltre 30.000 dipendenti – stanno chiedendo su Facebook di effettuare notazionale alla banca nazionale ucraina per sostenere l’esercito.
Tra questi anche GSC Game World, la software house dietro alla serie Stalker, che fino a una settimana fa era al lavoro sul nuovo Stalker 2: Heart of Chernobyl.

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Photo Credit: VentureBeat

Gli aiuti però arrivano anche dagli studi di sviluppo esteri. L’israeliana Playtika donerà 100.000 dollari alla Croce Rossa ucraina, mentre Upland sta cercando di trovare una nuova sistemazione, fuori dal Paese, per il suo team in Ucraina. Alcuni di loro infatti sono riusciti a fuggire la settimana scorsa ma molti sono ancora fermi a Kiev, Mikolev e Lviv.

Nel frattempo è arrivata anche la dichiarazione ufficiale dell’IGDA, l’International Game Developers Association: “L’IGDA supporta l’Ucraina, il suo popolo, gli studios e gli sviluppatori di videogiochi colpiti da questa violazione del diritto internazionale. In quanto organizzazione internazionale che valorizza la comunità e la difesa, esprimiamo la nostra solidarietà all’Ucraina e ai nostri pari, amici e colleghi che fanno parte della comunità di sviluppo di giochi ucraina. Oggi, l’IGDA chiama a raccolta l’industria videoludica per denunciare le violente azioni ai danni dell’Ucraina.”

Accanto alle manifestazioni di solidarietà arrivano anche le nette prese di posizioni delle aziende. La startup ucraina DMarket ha deciso di tagliare i ponti con Russia e Bielorussia. Anche WePlay Holdings ha deciso di interrompere i rapporti con le società sovietiche e di non pubblicizzare alcun brand russo durante i suoi live streaming.

Frogwares, la software house che ha dato vita ai videogiochi di Sherlock Holmes, ha chiesto aiuto per convincere le truppe di Putin a ritirarsi. Tallboys – i creatori di Panemic Express – hanno espresso il loro sconcerto su Twitter mentre Ubisoft sta aiutando gli oltre 500 dipendenti che si trovano in Ucraina.

Riot Games ha sospeso il Valorant Champions Tour, che includeva squadre russe e ucraine, CD Project Red ha dichiarato di essere pronta a supportare l’Ucraina mentre Bungie donerà i proventi della maratona Game2Give per gli aiuti umanitari.

Infine Wargaming, che ha la sua sede principale in Bielorussia, ha annunciato una donazione di 1 milione di dollari alla Croce Rossa ucraina.

Source
VentureBeats

Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.

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