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WitchSpring3 [Re:Fine] – The Story of Eirudy – La recensione

Lanciato nel 2017 in versione mobile per Android e iOS WitchSpring3 [Re:Fine] – The Story of Eirudy è arrivato su Nintendo Switch lo scorso 13 Agosto. Sviluppato da Kiwiwalks e Ikinagames, e prodotto da ININ Games, questo JRPG immerge i giocatori in un’atmosfera fiabesca, facendogli vestire i panni della streghetta Eirudy. Emarginata dal mondo umano e costretta a vivere in solitaria nella Foresta Nebbiosa, la giovane si troverà ad affrontare avventure e missioni di ogni genere per risolvere il suo Destino e quello di chi la circonda. Andiamo allora a scoprire qualcosa di più sul gioco, che abbiamo provato per voi in queste settimane.

WitchSpring3 [Re:Fine] – The Story of Eirudy, la nostra recensione

A contraddistinguere questo JRPG per Nintendo Switch è senza dubbio la narrativa. WitchSpring3, infatti, racconta la storia di Eirudy, una giovane dai poteri magici costretta a vivere in isolamento lontana dagli essere umani – noti per non apprezzare particolarmente le streghe -. Qui, nella Foresta Nebbiosa, non ha altri amici se non delle bambole di pezza a cui è riuscita a dare vita grazie alla sua magia. Ma tutto cambia quando incontra casualmente Adrian, un giovane alla ricerca della Pietra della Vita, la sola in grado di risvegliare la madre Esther da uno stato comatoso. I due stringono subito un rapporto di fiducia, dopo essersi salvati a vicenda da situazioni scomode e pericolose. Da qui cominciano ad affrontare insieme avventure di ogni genere, dando di fatto inizio al gioco vero e proprio.

Una storia ben studiata e raccontata nel dettaglio, prendendo spunto dalla stuttura delle tradizionali visual novel, con tanto di artwork che compaiono per snocciolare i punti più salienti della storia. Anzi, per l’occasione il team di sviluppo ha aggiunto al gioco anche un sistema di doppiaggio, che manca totalmente nella versione mobile. Il dilemma, però, è che questo viene proposto esclusivamente in giapponese e coreano, con la possibilità di tradurre i dialoghi in forma scritta nella sola lingua inglese. Un dettaglio scomodo, che non sempre ci permette di goderci a pieno la storia raccontata dal gioco. Al di là di questo, il titolo si limita ad una serie di avventure da svolgere in aree limitate, come raccogliere oggetti o sconfiggere nemici che rimangono immobili (o quasi) per tutta la durata del combattimento.

Un’ambientazione ridotta ma esaustiva

Come abbiamo anticipato, la piccola Eirudy si trova a vivere in solitaria in una casetta in legno all’interno della Foresta Nebbiosa. Questo è il primo ambiente in cui approdano i giocatori, che qui avranno la possibilità di svolgere alcune delle attività più caratteristiche del gioco, come dormire per recuperare le forze, allenarsi e dare vita alle bambole, principali alleate della streghetta in questa avventura. Trattandosi di un JRPG, infatti, avrete la possibilità di migliorare le abilità della protagonista attraverso un allenamento che potete pianificare a vostro piacimento, ma sempre senza uscire dalla vostra casa.

Le attività che potete programmare sono di due diverse tipologie: Training, per allenare mentalmente e fisicamente Eirudy, e Crafting, che vi permetterà di preparare pozioni e preparati dai poteri magici. Ma la vera attività di rilievo nella vostra casa sarà quella di dare vita alle bambole attraverso una vera e propria evocazione. Al piano inferiore troverete creature di pezza da risvegliare utilizzando l’energia guadagnata sconfiggendo i nemici. E una volta svegliate, sta a voi scegliere come potenziarle. In fondo, come abbiamo già detto, queste sono non solo le uniche amiche di Eirudy, ma anche le sue più fedeli alleate. E lo scoprirete nel corso del gioco, quando i combattimenti vi costringeranno a chiedere il loro aiuto.

Un combat system semplice e lineare

I combattimenti sono un elemento essenziale del gameplay di WitchSpring 3. Trattandosi di un JRPG, questi si svolgono a turni nell’overworld, senza ricorrere a schermate di gioco in stile Pokémon Go o Final Fantasy. Non appena si incontra un nemico, Eirudy ha la possibilità di sconfiggerlo utilizzando attacchi fisici o magie, e persino ricorrendo all’evocazione delle bambole (da 1 fino ad un massimo di 3). E se questo rende il combattimento più rapido, al tempo stesso ci impedisce di avere una visione completa sia dei poteri della streghetta sia di quelli dei nemici. D’altronde, il combat system ci risulta assolutamente privo di qualunque sorpresa. Anzitutto, i nemici sono ben visibili all’interno dello spazio di gioco, perchè delineati da un contorno rosso.

E come se non bastasse, le statistiche del nemico sono segnate ancora prima dell’inizio del combattimento, permettendovi così di scegliere la strategia da adottare per sconfiggerlo. Oppure di scegliere di darvi alla fuga per tornare quando sarete pronte per affrontarlo. Queste accortezze rendono l’intero gameplay incredibilmente semplice, e di conseguenza accessibile ad un pubblico ampio. E per quanto possa risultare un pregio, dall’altro lato “vincere facile” non è mai troppo comodo. A lungo andare, infatti, il combat system può rivelarsi noioso e poco stimolante, soprattutto considerando che non presenta alcun guizzo di creatività in numerose ore di gioco. Ma questo vale tanto per la vecchia versione mobile di WitchSpring3, tanto per quella attuale per Nintendo Switch. e anzi, gli sviluppatori hanno cercato di rendere il tutto meno monotono insistendo sulla narrativa, ma non sempre ci sono riusciti.

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La recensione di WitchSpring3 [Re:Fine] in pillole 

Nel complesso WitchSpring3 [Re:Fine] risulta un JRPG perfettamente accessibile a tutti, grazie soprattutto al gameplay semplice ed intuitivo – e ripetitivo, in alcuni casi -. A colpirci è stata soprattutto la narrativa del titolo, che risulta essere uno dei suoi principali punti di forza, anche se spesso il supporto della grafica non le viene in aiuto. Al di là di questo, l’eccessiva accessibilità del titolo rischia di renderlo monotono e poco stimolante. Caratteristiche che possono essere bypassate se ci appassiona fortemente alla protagonista Eirudy.

Chiara Crescenzi

Editor compulsiva, amante delle serie tv e del cibo spazzatura. Condivido la mia vita con un Bulldog Inglese, fonte di ispirazione delle cose che scrivo.

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