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Akamai e lo streaming nel 2021: intervista esclusiva a Stefano Pateri

Il Major Account Executive di Akamai Italia ci parla del futuro prossimo dello streaming, tra nuove sfide e nuovi rischi

In un’intervista esclusiva per Tech Princess, Stefano Pateri di Akamai delinea gli scenari dello streaming per il 2021. “Sarà un anno da record”, ha dichiarato il Major Account Executive Digital Media di Akamai Italia, “anche se i rischi legati alla sicurezza saranno sempre più elevati, e la nostra soglia di attenzione dovrà essere elevatissima”.

Di che cosa si occupa Akamai Technologies

Akamai Technologies, nata negli Stati Uniti nel 1998, in estrema sintesi si occupa di fornire una piattaforma per la distribuzione dei contenuti via Internet. La piattaforma o CDN (Content Delivery Network) è composta da una fitta serie di server che minimizzano il ritardo nel caricamento dei contenuti delle pagine web. Non a caso, molti popolarissimi siti web (tra cui editori, broadcaster e società di gaming) distribuiscono i loro contenuti attraverso la rete Akamai. Per dare un’idea, parliamo di realtà del calibro di Apple, Microsoft, Facebook, Amazon, Sony Music e, non da ultimo, la Casa Bianca. E nel nostro paese Rai, Mediaset e Sky Italia.

Akamai technologies

Akamai: lo streaming nel 2020 e le previsioni per il 2021

“A partire dalla primavera del 2020” spiega Pateri, “la pandemia globale ha provocato una sorprendente impennata nel traffico Internet. Se questa tendenza ha certamente avuto degli effetti benefici come – diremmo – sollievo sociale, non è stata priva di pericoli. Dei quali parleremo a breve”.

Prima, Stefano Pateri ci ricorda che l’Italia, uno dei Paesi al mondo dove il Coronavirus si è presentato per primo, già nel mese di marzo del 2020 ha visto un boom del traffico Internet. “Per fortuna”, sorride Pateri, “Akamai Italia si era già attrezzata in previsione delle Olimpiadi del 2020, poi rinviate. E ha stretto importanti accordi di banda con gli operatori telefonici. Perché, naturalmente, un ottimale servizio di streaming non può non integrarsi con il sistema degli operatori Telco”.

logo Akamai

I numeri del boom

Per quantificare l’impennata del consumo dei contenuti in rete forniamo subito qualche dato, limitandoci al comparto del live stream. Secondo NewZoo, azienda di consulenza e ricerche di mercato focalizzata proprio sull’industria del gaming, nel settembre del 2020 l’audience globale del gioco in streaming era già cresciuta del 165% rispetto al totale del 2019. La misurazione è stata effettuata in ore di ascolto su due importanti piattaforme di gioco in streaming.

Più in generale, nel 2020 i servizi di streaming sono cresciuti di un miliardo di dollari a settimana, e ogni giorno del secondo semestre il picco di traffico su Akamai ha superato i 100 Tbps (terabite per secondo).

Ma quali, dicevamo, i rischi che questi numeri portano con sé?

Akamai: streaming nel 2021 e rischi legati alla sicurezza

Stefano Pateri torna a parlare di rischi e lo fa con grande schiettezza. Se i numeri sono in crescita vertiginosa, è inevitabile che lo siano anche i pericoli legati agli hacker. Che possono anzitutto attaccare le credenziali individuali: dai dati personali a quelli legati alle carte di credito. A rischio sono anche le PMI: è sufficiente una VPN mal protetta per consentire l’accesso – e il relativo furto dei dati – ai malintenzionati.

Per citare qualche altro numero, dal luglio del 2018 al giugno del 2020 sono avvenuti più di 100 miliardi di attacchi di credential stuffing (furto delle credenziali). Di cui 10 miliardi rivolti al settore dei giochi d’azzardo.

Streaming Akamai

Le contromisure di Akamai

Inevitabile la domanda a Stefano Pateri: Akamai come ha intenzione di difendersi?

“Con un vero e proprio segmento di difesa informatica”, risponde Pateri, “che poggia, oltre che sull’estrema preparazione del personale, sulla presenza reticolare nel territorio di meccanismi difensivi. Mi spiego meglio: Akamai può contare su 20 scrubbing center assistiti da personale, per il monitoraggio di fenomeni anomali. Lo scopo è quello di isolare ogni problema alla periferia, preservando così il server primario in cui alloggia il sito preso di mira”.

“Se mi è concessa una metaforica bellica”, prosegue il Major Account Executive, “il principio è quello del sistema di difesa missilistico, che più è articolato e prima è in grado di intercettare un’incursione nemica”.

Akamai e lo streaming nel 2021: sarà l’anno dei record?

“Dall’11 giugno all’11 luglio i Campionati Europei di Calcio, dal 23 luglio all’8 agosto le Olimpiadi. E, augurandoci il contrario, qualche possibile ulteriore lockdown locale a causa del Covid”. Stefano Pateri elenca brevemente i motivi per cui è facile scommettere su un 2021 record per lo streaming.

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Gli obiettivi di Akamai

Alla domanda su quali saranno gli obiettivi di Akamai per i prossimi mesi, Pateri risponde con nettezza: “L’obiettivo sarà sostanzialmente uno: farci trovare preparati. La tendenza dei broadcaster è ormai quella di puntare verso il 4k, per aumentare la qualità e la risoluzione dello streaming. Questo comporterà notevoli sforzi tecnici. Non dimenticando il fatto che proprio in concomitanza con i due grandi eventi sportivi dell’estate la rete sarà sotto pressione.”

Akamai continua a impegnarsi in direzione della bassa latenza, ovvero della diminuzione del ritardo di comunicazione. Inoltre, la sua piattaforma in costante espansione comprende a oggi oltre 300.000 server distribuiti in 4.000 sedi, e quasi 1.500 reti in tutto il mondo.

Insomma: se nei prossimi mesi andremo incontro a nuovi picchi nello streaming, Akamai sembra attrezzata.

Claudio Bagnasco

Claudio Bagnasco è nato a Genova nel 1975 e dal 2013 vive a Tortolì. Ha scritto e pubblicato diversi libri, è co-fondatore e co-curatore del blog letterario Squadernauti. Prepara e corre maratone con grande passione e incrollabile lentezza. Ha raccolto parte delle sue scritture nel sito personale claudiobagnasco.com

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