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Amazon Echo invade la privacy di una coppia trasmettendo una conversazione

Amazon Echo

Una coppia di Portland ha subito un piccolo scherzo senza saperlo, ad opera del dispositivo Amazon Echo. Quest'ultimo avrebbe infatti registrato una conversazione tra i due per poi inviarla alla loro lista dei contatti, il tutto senza che gli interessati lo sapessero!

Com'è avvenuto l'incidente

Stando a quanto riportato dalla donna della coppia, Danielle, in ogni stanza della loro casa sarebbe presente un Amazon Echo. Quest'ultimo è infatti un utile altoparlante che, collegandosi all'assistente personale digitale Alexa, consente agli utenti di controllare diversi dispositivi presenti in casa, rendendone più facile la gestione.

In questo caso, però, il dispositivo si sarebbe attivato senza che la coppia se ne accorgesse, e avrebbe registrato una loro conversazione. Il discorso, fortunatamente non troppo personale, è stato poi inviato dall'altoparlante ad alcuni dei contatti della coppia, sempre senza il loro consenso.

A permettere ai coniugi di scoprirlo è stata la telefonata di un impiegato del marito, che è inavvertitamente finito nella lista dei destinatari della registrazione. I coniugi hanno visto l'accaduto come una grave invasione della loro privacy, che li ha spinti a scollegare immediatamente tutti i dispositivi presenti in casa.

A spiegare l'accaduto è Amazon

L'azienda di commercio statunitense produttrice della serie di dispositivi Echo ha immediatamente cercato di spiegare l'avvenimento. Secondo Amazon quest'ultimo sarebbe dovuto soltanto ad un equivoco: l'altoparlante avrebbe infatti carpito una parola simile ad "Alexa" nella conversazione tra i due coniugi, che lo avrebbe spinto ad attivarsi.

Una volta attivo, il dispositivo ha così registrato tutta la conversazione, da cui ha anche udito parole simili a "Invia Messaggio". A quel punto Alexa avrebbe chiesto "A chi?", per poi carpire dal discorso alcuni nomi della lista contatti, seguiti dalla conferma per l'invio.

Non è la prima volta per Amazon Echo

Stando alle dichiarazioni fatte da un uomo del North Carolina lo scorso anno, questa non è la prima volta che Amazon Echo viene coinvolta in vicende simili. Anche nel caso di questo utente, infatti, Echo avrebbe registrato autonomamente 20 secondi di una sua conversazione, per poi inviarla al suo agente assicurativo.

A spiegare l'avvenimento, in quell'occasione, fu Geoffrey Fowler, Editorialista tecnologico del Washington Post: "Amazon Echo sfrutta sette microfoni e la tecnologia di cancellazione del rumore per individuare le parole per l'attivazione. Questo consente al dispositivo di registrare un secondo del suono ambientale, che viene costantemente sostituito. Appena gli sembra di sentire la parola "sveglia", l'anello blu luminoso di Echo si attiva e inizia a registrare ciò che sente, per poi inviarlo ai computer Amazon".

Le controversie sulla privacy

Negli ultimi anni le vendite dei cosiddetti "Home Assistants" – come Amazon Echo, Google Home e Apple HomePod – sono aumentate notevolmente. Questo incremento però, oltre a portare enormi introiti alle aziende produttrici, ha anche generato diverse controversie riguardanti i diritti degli utenti e la loro privacy.

A parlare di questi aspetti è Daniel Kahn Gillmor, tecnico dello staff per la privacy e per il progetto tecnologico dell'American Civil Liberties Union, in un'intervista al Post. Stando alle sue parole i dispositivi come Echo, per quanto piccoli, sarebbero pur sempre dei computer dotati di microfoni, speaker e connessi alla rete. 

Caratteristiche simili potrebbero trasformare questi Home Assistants in strumenti perfetti per la sorveglianza e per garantire maggiore sicurezza, ma anche in eventuali intrusi in caso di errori.

La soluzione del problema

Attualmente, purtroppo, l'unica protezione è rappresentata dalla consapevolezza degli utenti, che devono prestare attenzione a non condividere troppi dettagli della loro quotidianità con questi dispositivi.

Per quanto riguarda Amazon Echo, però, c'è anche un'altra soluzione. Per capire cosa sia stato registrato è infatti possibile consultare l'app di Alexa dal proprio smartphone, scegliere "cronologia" dal menù delle Impostazioni, e ascoltare le registrazioni fatte dal dispositivo.

Cosa pensate di questo avvenimento? Gli Home Assistants possono rappresentare un valido aiuto o una potenziale minaccia.

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Maria Elena Sirio

Videogiocatrice dall'infanzia, innamorata del fantasy e dell'avventura (ma, soprattutto, di Nathan Drake), con una passione per il disegno, il cinema e le serie tv, che tenta di conciliare tutti questi interessi con la facoltà di Biotecnologie.
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