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Amazon, il Natale in anticipo e l’ira dei negozianti
L'iniziativa di Amazon per convincere gli utenti ad acquistare regali di Natale in anticipo ha scatenato le proteste dei negozianti italiani


Le grandi promozioni di Amazon, che ha addirittura anticipato gli sconti del Black Friday di ben due settimane, non sembrano andare a genio ai commercianti italiani. Soprattutto da quando il colosso dello shopping online ha cominciato a bombardare il pubblico con una pubblicità che lo invogli ad acquistare i regali di Natale su Amazon in anticipo.

E considerando l’emergenza Covid-19, c’è da aspettarsi che quest’anno sarà il corriere e non Babbo Natale a lasciare i pacchi sotto l’albero. D’altronde, gli acquisti online sono in estrema crescita, e potrebbero raggiungere un record incredibile nei prossimi giorni. A discapito dei commercianti italiani, che non solo devono vedersela con le restrizioni del Dpcm, ma anche con l’e-commerce di Jeff Bezos. Una situazione non facile, se consideriamo anche tutte le difficoltà vissute nella zona rossa. Ma vediamo cosa sta succedendo più da vicino.

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Shopping online vs negozi fisici: la sfida dell’ultimo anno

L’iniziativa dei regali di Natale in anticipo offre senza dubbio agli utenti la possibilità di evitare lo stress dovuto a negozi super affollati, lunghe code alla cassa e prodotti in esaurimento. Al tempo stesso, però, la proposta di Amazon va a influire negativamente sulle attività commerciali italiane (e non solo). Stando a quanto riferito da Confersecenti, il 40% dei guadagni dei negozi dipende proprio dalle vendite natalizie. Parliamo di quasi la metà dell’incasso di un intero anno di lavoro. E considerando che le restrizioni dovute alla pandemia hanno già ridotto di molto i guadagni dei commercianti, l’avanzata degli acquisti online potrebbe addirittura distruggerli.

Da questo punto di vista, la situazione sembra solo essere destinata a peggiorare. Con i negozi costretti a rimanere chiusi, è abbastanza ovvio che gli Italiani si riversino nella Rete per acquistare qualunque cosa, regali di Natale su Amazon inclusi. Un recente sondaggio condotto da Nomisma e Crif  ha dimostrato che ben il 70% degli utenti ha effettuato almeno un acquisto online nell’ultimo anno. Per non parlare del fatto che moltissimi continuano a fare la spesa online proprio come accadeva durante il lockdown. È abbastanza chiaro che, al di là delle iniziative di Amazon, lo shopping online sia un fenomeno in forte crescita.Sfortunatamente, la pandemia non ha fatto altro che accelerare un processo che era in atto già da un po’.

Ma a questo si sono aggiunte anche tutte le restrizioni dei Dpcm del governo, soprattutto per quanto riguarda la zona rossa. Nonostante il decreto abbia imposto la chiusura delle attività commerciali, c’è un elenco di alcuni negozi che possono rimanere aperti ed essere frequentati previa autocertificazione. Cartolerie, librerie, parrucchieri, profumerie, fiorai, ottici, negozi di giocattoli e molti altri codici Ateco hanno il diritto di essere aperti e vendere al pubblico. Basta portare con sé un’autocertificazione che attesti la necessità di andare a comprare un mazzo di fiori o un pacco di lenti a contatto per poter uscire. Ma questo è valido solo per l’acquisto di beni di prima necessità. E i regali di Natale non sembrano essere in questa categoria.

Amazon: i regali di Natale in anticipo scatenano l’ira dei commercianti

L’online in questo momento opera in condizioni di monopolio“. Con queste parole Mauro Bussoni, Segretario Nazionale di Confesercenti, descrive in maniera nuda e cruda la situazione commerciale italiana degli ultimi mesi. L’emergenza Covid-19 e la chiusura forzata delle attività nella zona rossa stanno mettendo a dura prova i commercianti locali, che rischiano di non riuscire a guadagnare neppure in uno dei momenti più propizi dell’anno, il Natale. Inutile dire quanto i negozianti siano preoccupati ed arrabbiati per un futuro che sembra davvero essere molto cupo. La soluzione? Dato che non è possibile fermare la pandemia, si potrebbe provare a fermare Amazon.

Mi rendo conto di dire una frase pesante, ma io credo che in una fase come questa, l’Authority dovrebbe rispondere dicendo: sospendiamo le vendite online dei prodotti non essenziali. Non siamo contro l’online, è una vetrina enorme. Sicuramente sarebbe una scelta limitante per i consumatori, ma dobbiamo salvaguardare una rete economica che non è in grado di competere“. Questa la proposta di Confesercenti, molto simile a quella fatta di recente da un gruppo di politici ed intellettuali francesi, che si sono ufficialmente schierati contro il colosso dell’e-commerce. Anche i nostri cugini europei sembrano stanchi di dover combattere una battaglia contro un nemico troppo grande. E mai ad armi pari. È nata così la petizione #NoelSansAmazon, che chiede ufficialmente di abbandonare gli acquisti online per prediligere quelli nei negozi fisici, così da sostenere l’economia locale.

A questo punto, c’è da aspettarsi che una reazione simile possa scatenarsi a breve anche in Italia. E a buona ragione. L’economia italiana ha bisogno di una spinta forte, soprattutto dopo il brutto colpo subito dalla pandemia. Ma voi sareste pronti ad abbandonare l’idea dei regali di Natale su Amazon, con tanto di reso gratuito e lotteria che regala buoni sconto, per scendere sotto casa e fare acquisti nel negozio di quartiere?


Chiara Crescenzi

Editor compulsiva, amante delle serie tv e del cibo spazzatura. Condivido la mia vita con un Bulldog Inglese, fonte di ispirazione delle cose che scrivo.
                   










 
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